I corpi si sbilanciano, si incastrano per rimanere in piedi. Uomini e donne gli uni agli altri aggrappati come metafora della fatica necessaria per correre fuori dalle stanze della mente nelle quali sono confinati. Azioni precise, forti, furiose, velocissime. La performance è, secondo il pensiero di Stravinskij, una metafora del nostro tempo, rappresentazione di una generazione che attende obbligata allo stallo, osservata, spiata, una generazione che invecchia senza sbocciare, una generazione che deve riappropriarsi del proprio tempo.
“La sagra è un lavoro di gruppo ma nella grande corsa si è perdutamente soli. Dissacrare come reinventare un nuovo sacro, per noi il sacro è politica e necessità. Il cambiamento comincia da noi, dalla ferinità con cui lo vogliamo.” (note della compagnia)
Perché vederlo?
Perché è un’opera d’avanguardia, giovane, nata per distruggere le tradizioni. Perché si dice che la musica moderna sia nata con essa. Perché con Il sacro della primavera Michela Lucenti è stata premiata dalla giuria internazionale con il prestigioso Contributo alla produzione per la creazione di una coreografia inedita per il Washington Ballet.
intero € 25,00
ridotto € 23,00
ridotto UNDER 20 € 15,00
| MAGGIO 2013 | ||||||
| Lu | Ma | Me | Gi | Ve | Sa | Do |
1/5/2013 | 2/5/2013 | 3/5/2013 | 4/5/2013 | 5/5/2013 | ||
6/5/2013 | 7/5/2013 | 8/5/2013 | 9/5/2013 | 10/5/2013 | 11/5/2013 | 12/5/2013 |
13/5/2013 | 14/5/2013 | 15/5/2013 | 16/5/2013 | 17/5/2013 | 18/5/2013 | 19/5/2013 |
20/5/2013 | 21/5/2013 | 22/5/2013 | 23/5/2013 | 24/5/2013 | 25/5/2013 | 26/5/2013 |
27/5/2013 | 28/5/2013 | 29/5/2013 | 30/5/2013 | 31/5/2013 | ||