SULLA MORTE SENZA ESAGERARE
SULLA MORTE SENZA ESAGERARE
Sulla morte senza esagerare è uno spettacolo della compagnia I Gordi che affronta uno dei temi più universali e insieme più rimossi del teatro e della vita: la morte. Lo fa con uno sguardo sorprendente, ironico e poetico, trasformando ciò che normalmente genera paura e silenzio in un dispositivo scenico vivo, umano e profondamente teatrale.
Sulla soglia tra l’aldiquà e l’aldilà, in quello spazio immaginario in cui le anime si separano definitivamente dai corpi, prende forma una narrazione sospesa e straniante. Qui la Morte non è un concetto astratto, ma una presenza concreta, quasi quotidiana, che osserva e accompagna il passaggio degli esseri umani. Eppure, paradossalmente, è proprio lei a non sapere cosa significhi morire.
I vivi, dal canto loro, reagiscono in modi diversi: c’è chi la teme, chi la rifiuta, chi tenta di ignorarla, chi prova a sfidarla o addirittura a invocarla. Ma in questo continuo gioco di resistenze e accettazioni, tutto si trasforma in un grande meccanismo teatrale fatto di imprevisti, errori, tentativi maldestri e situazioni tragicomiche. La morte diventa così un processo umano, imperfetto, a tratti buffo e profondamente fragile.
Lo spettacolo nasce come omaggio alla poetessa polacca Wisława Szymborska e alla sua capacità di osservare la realtà con leggerezza solo apparente, capace di svelare il senso più profondo delle cose attraverso l’ironia. In questa direzione, Sulla morte senza esagerare non cerca mai la drammaticità fine a sé stessa, ma costruisce un linguaggio teatrale che alleggerisce senza banalizzare, che avvicina senza semplificare.
Uno degli elementi centrali della messinscena è l’uso delle maschere contemporanee in cartapesta, ispirate all’immaginario di Otto Dix. Le maschere diventano il cuore espressivo dello spettacolo: volti deformati, familiari e allo stesso tempo inquietanti, capaci di raccontare senza parole l’ultimo tratto dell’esistenza. Attraverso il corpo e il gesto, gli attori danno vita a una sequenza di situazioni che parlano di incontri, ultimi istanti, partenze, ritorni mancati, veglie e addii.
La scelta del linguaggio non verbale non è solo stilistica, ma profondamente poetica: il silenzio scenico diventa uno spazio di ascolto, in cui lo spettatore è chiamato a colmare i vuoti e a riconoscere ciò che spesso nella vita quotidiana viene rimosso o taciuto. In questo senso, il lavoro della compagnia I Gordi si inserisce in una ricerca più ampia sul teatro di maschera contemporaneo e sulla potenza della drammaturgia fisica.
Lo spettacolo ha ottenuto nel tempo un importante riconoscimento da parte della critica e del pubblico, diventando una delle produzioni più rappresentative del percorso della compagnia. Tra i premi più significativi si ricordano il Premio ANCT 2020 – Premio Nazionale della Critica Teatrale, il Premio Hystrio Iceberg 2019, il Premio alla Produzione Scintille 2015 e il riconoscimento ottenuto al Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro, dove ha ricevuto anche il Premio del Pubblico e il Premio Giuria Allievi.
Nel corso delle sue repliche, lo spettacolo è stato selezionato per importanti festival come il Kilowatt Festival e Artificio Como, fino ad approdare a contesti internazionali di rilievo. Particolarmente significativa è stata la presentazione al Napoli Teatro Festival 2020, momento in cui lo spettacolo ha assunto una nuova forma, ripensata alla luce di una sensibilità contemporanea segnata dall’esperienza collettiva della fragilità e dell’assenza.
Nel 2023 lo spettacolo è stato inoltre ospitato al prestigioso The Coronet Theatre di Londra, dove ha incontrato un pubblico internazionale e ottenuto un forte consenso di critica, confermando la capacità del lavoro di superare i confini linguistici grazie alla forza del linguaggio visivo e fisico.
La regia di Riccardo Pippa costruisce un universo scenico essenziale ma estremamente preciso, in cui ogni gesto ha un peso e ogni dettaglio contribuisce a creare una narrazione corale fatta di immagini, ritmo e relazioni. La morte, in questo contesto, non è mai spettacolarizzata: viene piuttosto osservata da vicino, quasi con tenerezza, come parte inevitabile e misteriosa dell’esperienza umana.
Ne emerge uno spettacolo che riesce a tenere insieme leggerezza e profondità, comicità e inquietudine, silenzio e senso. Un lavoro che invita lo spettatore a guardare da vicino ciò che normalmente si tende a evitare, senza retorica e senza esagerazione, proprio come suggerisce il titolo.
SPETTACOLO
Venerdì 30 aprile 2027 | ore 20.45
Rassegna Prosa
CREDITI
ideazione e regia RICCARDO PIPPA
di e con Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti, Matteo Vitanza
produzione Teatro Franco Parenti / I Gordi
Selezione Visionari Kilowatt Festival e Artificio Como 2016
Vincitore all’unanimità del Premio alla produzione Scintille 2015
Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2015, indetto dall’Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine: spettacolo vincitore del Premio Speciale, Premio Giuria Allievi Nico Pepe e Premio del Pubblico
Premio Hystrio-Iceberg 2019

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