Eventi

Manicomic è il nuovo irresistibile spettacolo della Rimbamband, con l’accurata e ironica regia di Gioele Dix.

Sono in cinque. Sono una band. Suonano e sono più o meno consapevoli di essere tutti affetti da numerose patologie mentali: ansie da prestazione, disturbo della personalità multipla, sindromi ossessivo compulsive.

Uno di loro è un alcolista depresso, non essendo riuscito a realizzare il sogno di una vita: ballare alla Scala. E poi c’è un imprevedibile bipolare, cioè come sarebbero Jekyll e Hyde se fossero un pianista…

Un medico psichiatra prova, attraverso un percorso terapeutico, a sbrogliare questa intricata matassa e a condurre i suoi pazienti alla guarigione: musica, sport, teatro. Tutto è terapia. Ma i nostri cinque sono duri a guarire e nonostante i continui richiami del medico, le loro migliori intenzioni e l’assunzione di farmaci dai nomi grotteschi, non riescono a liberarsi dalle loro ossessioni.

Una sorta di “Qualcuno volò sul nido del cuculo” in versione comico/teatrale, in cui la follia si trasforma in libertà, energia, divertimento e creatività. Perché non può esserci arte senza follia e… da vicino, nessuno è normale.

Informazioni:
di Raffaello Tullo
regia di Gioele Dix
La Rimbamband è:
Raffaello Tullo, voce – percussioni
Renato Ciardo – batteria
Nicolò Pantaleo – sax
Vittorio Bruno – contrabbasso
Francesco Pagliarulo – pianoforte

Spettacolo:
venerdì 8 novembre 2019 | ore 21.00

Biglietti
intero: 28 euro
ridotto: 26 euro
gruppi organizzati: 23 euro
ridotto under26: 20 euro

Quando narrazione, attualità, umorismo, storia, costume, cronaca, comicità, politica e satira si incontrano sulle assi di un palcoscenico.

Enrico Bertolino ha iniziato da oltre due anni a cimentarsi in una formula teatrale innovativa che ha portato con successo nei teatri delle principali città italiane tra cui Roma, Milano, Bologna, Genova, Torino e Verona.

Si tratta dell’instant theatre® spettacolo in cui narrazione, attualità, umorismo, storia, costume, cronaca, comicità, politica e satira si incontrano sulle assi di un palcoscenico. La formula non è quella del monologo tradizionale, ma del confronto diretto dell’attore col pubblico, un dialogo costantemente aggiornato sui temi di più scottante attualità.

Attraverso l’instant theatre® il teatro diventa luogo di informazione satirica e lo spettacolo un percorso di conoscenza di un tema politico o sociale, un “tutorial” col sorriso sulle labbra, particolarmente indicato per chi, come lo stesso Bertolino, gronda certezze e dubbi equamente ripartiti.

Novanta minuti da passare insieme per chiarirsi le proprie convinzioni e farsene delle nuove.

Informazioni:
con Enrico Bertolino
da un’idea di Enrico Bertolino e Luca Bottura
scritto insieme a Massimo Navone
regia di Massimo Navone
con la collaborazione di Enrico Nocera
una produzione ITC2000

Spettacolo:
sabato 18 gennaio 2020 | ore 21.00

Biglietti:
intero: 28 euro
ridotto: 26 euro
gruppi organizzati: 23 euro
ridotto under26: 20 euro

Perché non abbiamo mai un momento di tranquillità? La risposta più plausibile è che abbiamo tutti, chi più o chi meno, una percezione falsata della realtà che ci circonda.

Non c’è nulla di più divertente della nostra ipocrisia, e così Antonio Ornano nel suo nuovo spettacolo Non c’è mai pace tra gli ulivi prova a squarciarla raccontando tutte le sue schizofrenie, che si manifestino a bordo campo durante una partita di calcio o alle prese con il ricordo salvifico di una ballerina conosciuta a vent’anni.

In questo monologo da stand up comedian parla e scherza su quanto sia faticoso lasciarsi sopraffare dalle proprie passioni e su quanto è difficile far digerire la musica rock alla propria moglie. Parla e scherza sulle sue difficoltà a rapportarsi con il razzismo e il bullismo, come comico, e soprattutto come padre di un bimbo biologico biondo platino e di una bimba di colore adottata in Etiopia.

E alla fine, forse per trovare l’ “artefice” di tutte queste fragilità così umane e reali, parla e ride anche del ricordo di una madre. La sua, come avrete intuito.

Informazioni:
con Antonio Ornano
di Antonio Ornano, Carlo Turati, Simone Repetto, Matteo Monforte
regia di Davide Balbi

Spettacolo:
venerdì 6 marzo 2020 | ore 21.00

Biglietti:
intero: 28 euro
ridotto: 26 euro
gruppi organizzati: 23 euro
ridotto under26: 20 euro

Memorie di una donna difettosa.

Serena Dandini approda a teatro con un’opera buffa che mescola il reading alla musica, “disturbata” dagli interventi comici di Germana Pasquero.

Tutto ha inizio da una semplice domanda di pensione che la protagonista ingenuamente pensa di poter ottenere dopo anni di onorata carriera. Ma l’insano desiderio si scontra con l’implacabile Legge Fornero che ha già rigettato milioni di inconsapevoli italiani.

A negarglielo in scena è Elsa Fornero in persona o meglio la sua migliore incarnazione (Germana Pasquero) che con il cinismo lacrimoso ormai noto toglie ogni speranza alla malcapitata.

Inutili le rievocazioni di vicende, avventure, passioni e fallimenti che hanno costellato la sua avventura lavorativa: un’intervista-interrogatorio “non richiesta” da parte di una sulfurea Franca Leosini (sempre Germana Pasquero) inchioda la Dandini alle sue responsabilità, svelando anche lati oscuri della sua vita.

Dalla passione per i giardini a quella per la musica, dalle ossessioni per le cose inutili alle numerose debolezze, tutto viene messo a nudo senza pietà dal più famoso pubblico ministero della tv italiana.

Una serata atipica, più che altro un happening sgangherato che si snoda tra comicità irriverente e riflessioni semi-serie, ma anche serissime, sul destino del genere femminile nel nostro paese.

Informazioni:
di e con Serena Dandini
con Germana Pasquero e il dj Dmitri Cebotari
collaborazione artistica Paola Cannatello
organizzazione tecnica Marco Boraso
una produzione Mismaonda

Spettacolo:
sabato 21 marzo 2020 | ore 21.00

Biglietti:
intero: 28 euro
ridotto: 26 euro
gruppi organizzati: 23 euro
ridotto under26: 20 euro

Per la prima volta sarà portato in scena da una donna lo spettacolo ‘GLI UOMINI VENGONO DA MARTE, LE DONNE DA VENERE’, grazie alla messa in scena di Debora Villa con la collaborazione di Giovanna Donini e Andrea Midena.

“Tanto tempo fa, i Marziani e le Venusiane si incontrarono, si innamorarono e vissero felici insieme perché si rispettavano e accettavano le loro differenze. Poi arrivarono sulla terra e furono colti da amnesia: si dimenticarono di provenire da pianeti diversi.”

Il testo di John Gray è un best seller mondiale che ha venduto cinquanta milioni di copie ed è stato tradotto in quaranta lingue, si basa su un pensiero tanto semplice quanto efficace: gli uomini e le donne vengono da due pianeti diversi.

A portare in scena l’adattamento teatrale, una esilarante terapia di gruppo collettiva, del libro più celebre dello psicologo statunitense John Gray sarà per la prima volta in assoluto una donna: l’attrice Debora Villa.

Cercando di restare imparziale, Debora vi condurrà per mano alla scoperta dell’altro sesso senza pregiudizi. Per la prima volta quindi, sarà una rappresentante di Venere a ricordarci, con la sua comicità travolgente e irriverente, raffinata e spiazzante, quali sono le clamorose differenze che caratterizzano i Marziani e le Venusiane.

Uomini e donne impareranno a conoscersi di nuovo “perché – come sostiene Gray- quando si imparano a riconoscere e apprezzare le differenze tra i due sessi, tutto diventa più facile, le incomprensioni svaniscono e i rapporti si rafforzano”.

Informazioni:
con Debora Villa
Chiara Bianchi Dorta e Marco Massini presentano dal best seller di John Gray
in accordo con Bernard Olivier e Alain Dierexs
scritto da Paul Dewandre con Debora Villa
messa in scena Debora Villa e Giovanna Donini
in collaborazione con Andrea Midena
una produzione Bianchi Dorta – Massini

Spettacolo:
sabato 8 febbraio 2020 | ore 21.00

Biglietti:
intero: 28 euro
ridotto: 26 euro
gruppi organizzati: 23 euro
ridotto under26: 20 euro

Un mirabolante viaggio della donna d’oggi, al tempo dei social, di whatsapp, dell’amore sempre più virtuale e sempre meno reale.

Una donna alle prese con il corpo che cambia e il metabolismo che va in blocco come le caldaie, e mai che all’accorrenza, si vedesse un idraulico bravo capace di sbloccare la situazione.

Barbara Foria affronta con la solita grande ironia e con la sua ineguagliabile carica energetica i vizi e le virtù dell’essere donna oggi con la D maiuscola, in balia di uomini con C minuscola (la C di cuore).

La tesi è semplice: la vita va vissuta con ironia, gioia e tanta euforia. Anche quando si diventa grandi. Anche quando da sesso droga and rock and roll si passa a netflix, tachipirina e canti gregoriani. È normale, ci si evolve.

Quale sarebbe il problema? Che ci chiamano milf? In realtà Milf è l’acronimo di Mo’ Inizia La Felicità.

Felicità per noi che abbiamo finalmente capito che al cuor non si comanda però magari si può consigliare. Che l’amore fa male, specialmente quando se ne fa troppo poco. Che certi fidanzati sono come le magliette di Zara: all’inizio ci esci, alla fine ci vai solo a dormire. Ma per sentirsi più leggeri non serve volare, a volte basta sorvolare. Perché la perfezione non esiste ma certi difetti possono essere meravigliosi. E allora viva le debolezze, le pecche, le imperfezioni che ci rendono vere, uniche e straordinariamente normali.

In questo spettacolo, la travolgente artista napoletana presenta il meglio della sua produzione artistica arricchito da tante novità e tanti nuovi spunti di riflessione.

Lo stand-up comedy più rosa che c’è è una satira sociale su tutti gli stereotipi femminili.

Informazioni:
con Barbara Foria
regia di Claudio Insegno

Spettacolo:
sabato 18 aprile 2020| ore 21.00

Biglietti:
intero: 28 euro
ridotto: 26 euro
gruppi organizzati: 23 euro
ridotto under26: 20 euro

Mia figlia ha novant’anni.

Ironia e risate per raccontare una storia profonda che appartiene a tutti noi: una figlia si prende cura di una madre non più autonoma tra momenti di angoscia e smarrimento.

Un monologo ironico e struggente sul rapporto tra una donna di cinquant’anni, Gianna, e una vecchia ribelle di novanta, cieca, che porta occhiali 3D perché da sempre è abituata ad avere qualcosa sul naso; non cammina più e la testa ogni tanto va per conto suo.

Quella vecchia è Anna, la madre di Gianna. Attraverso una storia vera e personalissima lo spettacolo parla di tematiche universali come il prendersi cura di chi ci ha generato, il conflitto genitori e figli a tutte le età, la lotta per accettare ciò che la vita ci dà e ci toglie. Lo fa con grazia, ferocia, umorismo, musica.

Il testo teatrale è tratto dal libro Mamma a carico – Mia figlia ha novant’anni, scritto dalla stessa Gianna Coletti ed edito da Einaudi nel 2015.

Lo spettacolo, unico nel suo genere, avrà una voce in più, quella di Anna, che rivive sul palco attraverso preziosi documenti video estrapolati dal film Tra cinque minuti in scena di Laura Chiossone. Questi estratti, che immortalano sequenze di vita reale tra le due donne, completano la messa in scena e interagiscono con il racconto di Gianna.

Uno spettacolo leggero, profondo, in cui ci si identifica, ci si commuove e si ride.

Spettacolo vincitore del Premio EARTHINK FESTIVAL 2017.

Informazioni:
di e con Gianna Coletti
drammaturgia Gianna Coletti e Gabriele Scotti
regia Gabriele Scotti
scenografia e costumi Erika Carretta
luci e allestimento Salvo Manganaro
fotografia e grafica Sergio Bertani
con estratti del film Tra cinque minuti in scena
regia Laura Chiossone, produzione rossofilm e maremosso

Spettacolo:
venerdì 25 ottobre 2019| ore 21.00

Biglietti:
posto unico: 15 euro
gruppi organizzati: 12 euro

Un viaggio dentro al cambiamento personale, professionale, nazionale e musicale.

Un viaggio ironico, delicato e istruttivo: dalla scuola di Montanelli a via Solferino, dal primo articolo per ‘La Provincia di Cremona’ al ‘New York Times’, dai libri alla radio, dalla televisione all’attuale direzione di ‘7-Corriere della sera’.

‘Italiani si rimane’ (Solferino editore), il nuovo libro di Beppe Severgnini arriva sul palcoscenico. Il racconto non spiega solo le trasformazioni nei media a cavallo tra due secoli: parla del tempo che passa, del legame con la terra e la famiglia, del piacere di insegnare e veder crescere nuovi talenti.

Una narrazione intima, una sorprendente messa in scena musicale. Il racconto e le letture dell’autore saranno infatti accompagnati da una colonna sonora: perché i Talking Heads e Bruce Springsteen, The National e Franco Battiato sono anche occasioni professionali. E hanno riempito la vita di molti.

Severgnini, che tra il 2014 e il 2016 ha portato ‘La vita è un viaggio’ in molti teatri italiani, sarà sul palco con Serena Del Fiore, giovane artista radiofonica (‘conduttrice di sogni in Fm’, si è definita).

La guiderà o forse sarà guidato.

Informazioni:
di e con Beppe Severgnini
con Serena Del Fiore alla consolle

Spettacolo:
venerdì 22 novembre 2019| ore 21.00

Biglietti:
posto unico: 15 euro
gruppi organizzati: 12 euro

Cosa succede quando in una famiglia arriva il figlio “difettato”, quello che pensavi nascesse solo in casa d’altri? Cosa succede ad un padre ed una madre che si confrontano quotidianamente con l’esistenza di una creatura che hanno messo al mondo ma con cui non possono comunicare?

Helen non vede, non sente e non parla. E i suoi genitori non sanno dove sbattere la testa. La pietà e la rabbia, la speranza e il senso di sconfitta, l’amore e l’odio, ogni sentimento è concesso, ogni reazione è imprevedibile.
E lei, Helen, cosa percepisce di quello che ha intorno? Si accorge che la sua vita produce sofferenza?

In una società dove solo il bello è vincente, solo il sano è tollerato, padre e madre non hanno scampo: Helen va allontanata, messa in un istituto, nascosta, dimenticata. Ma in casa arriva Anna, dura, inflessibile, con una storia di semi cecità alle spalle, una vita trascorsa in mezzo a creature “difettate“.

È una storia vera e racconta l’epocale passaggio alla lingua dei segni, considerata tra le prime dieci grandi scoperte della storia moderna, un bene immateriale dell’umanità, una rivoluzione linguistica che ha permesso di aprire un dialogo tra chi parla e chi non parla.

La lingua dei segni, in questo caso applicata sul palmo delle mani, un alfabeto tattile, che permetterà ad Helen di raccontare la sua storia, di apprendere, di esprimere sentimenti e necessità, di crescere e di farsi rispettare.

Grazie ad un adattamento che va all’essenza, Anna dei miracoli ci racconta tanto di noi, dei nostri limiti e del coraggio che ci vuole a superarli.

Informazioni:
di William Gibson
adattamento e regia Emanuela Giordano
con Mascia Musy
e con Fabrizio Coniglio, Anna Mallamaci e Laura Nardi
scene Angelo Linzalata
produzione Teatro Franco Parenti
per l’Associazione Lega del Filo d’Oro

Spettacolo:
venerdì 24 gennaio 2020| ore 21.00

Biglietti:
posto unico: 15 euro
gruppi organizzati: 12 euro

“L’Ultimo lenzuolo bianco” è una storia vera, tratta dal libro autobiografico del giovane Farhad Bitani, ex capitano dell’esercito in Afghanistan che, dopo una vita vissuta a Kabul tra violenze e fondamentalismo, decide di abbandonare le armi e dedicarsi al dialogo grazie all’incontro con l’Italia e il “diverso”.

Oltre le differenze culturali, le religioni, oltre a quello che i media ci hanno sempre raccontato: un viaggio per scoprire se stessi e l’altro, nell’inferno e nel cuore dell’Afghanistan.

La storia è ambientata in Afghanistan dove Manà, una donna di Kabul, racconta la storia di suo figlio, facendosi sia narratrice che protagonista di questo “viaggio” insieme al giovane Farhad, l’amico Seyar, e gli altri personaggi che prendono vita dai ricordi evocati: dall’Afghanistan all’Italia tutti gli eventi e gli incontri che cambieranno per sempre la vita di questo giovane ragazzo.

Informazioni:
spettacolo tratto dal libro di Farhad Bitani
scritto da Roberta Colombo
regia di Alex Ruzzi
con Martino Iacchetti, Fabrizio Cadonà, Clarissa Pari, Lucina Scarpolini
musiche originali di Marcello Franzoso
costumi originali di Kabul Fashion
luci di Lorenzo Ronchi
audio di Claudio Grandi
una produzione Immaginazione Srl e Coopuf Teatro

Spettacolo:
venerdì 21 febbraio 2020| ore 21.00

Biglietti:
posto unico: 15 euro
gruppi organizzati: 12 euro