Articoli

Davide Enia evoca, con la sola potenza della parola accompagnata dalla musica e dai gesti, il dramma attualissimo che attraversa il Mediterraneo.

La scena è sobria: due sedie, due bottiglie d’acqua, varie chitarre, luci. Continua a leggere

Riceviamo e pubblichiamo la recensione dello spettacolo MALALA di due studentesse dell’Istituto A. Bascapè di Saronno.

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One child, one teacher, one book and one pen can change the world”: “Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo” queste sono le parole di Malala Yousafzai, Premio Nobel per la Pace 2014.

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Grande successo, ieri sera, per Marco Baliani. Il suo “Corpo di Stato” arriva a Saronno suscitando forti emozioni tra il pubblico che lo saluta al termine dello spettacolo con una standing ovation.

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Eventi

Giovedì 11 aprile presso il Teatro Giuditta Pasta di Saronno, debutterà in anteprima nazionale lo spettacolo teatrale Hamburger, di Stefano Chiodaroli, Lucia Rossetti e Gloria Anselmi, da un’idea di Franco Forte.

Protagonisti del dramma tratteggiato da una comicità implacabile e nera, saranno Stefano Chiodaroli, il noto volto di Zelig e della fiction Belli dentro, e la magnetica Gloria Anselmi, bella e brava nel ruolo di coprotagonista esile e dannata, impegnata nel compito di fare da contrappunto alla possenza di Chiodaroli.

Lo spettacolo, nato da un’idea dello scrittore, sceneggiatore e giornalista Franco Forte, mette in scena la vicenda di un uomo e di una donna che vivono ai margini di una strada come tante.

Un uomo, sul suo furgone da “paninaro” serve da bere e da mangiare al popolo della notte.

Nessuno sa quale sia il suo nome, chi lo conosce, lo chiama semplicemente Hamburger.
Il buio della metropoli è popolato di malvagità, e Hamburger ne esplora la profondità affrontando a viso scoperto i mostri che la abitano.
Solo l’incontro con le improbabili storie di Gloria  apre un varco nella sua durezza.
Ma possono gli uomini sfuggire al proprio destino?
In un dramma ambientato nella città di Milano, Stefano Chiodaroli trasforma le armi del comico in lama lancinante e tagliente.

Al suo fianco, Gloria Anselmi illumina di luce livida una vicenda dai toni forti e struggenti.

Il testo è stato scritto a sei mani dagli stessi protagonisti e da Lucia Rossetti, drammaturga e autrice televisiva, che cura anche la regia, con la supervisione di Donato Pisani, altro nome illustre in ambiente autorale e registico.

 

SCULTURE DI MARCO LODOLA

Completa il lavoro di squadra una scultura di luce di Marco Lodola, artista tra i fondatori del movimento del Nuovo Futurismo degli anni ’80, teorizzato dal critico Renato Barilli. Dall’esperienza futurista, Lodola, mutua l’uso appassionato del colore e l’energia dirompente della luce.

Le sue figure in plexiglass sono state esposte a Roma, Milano, Firenze, Bologna, Lione, Vienna, Madrid, Barcellona, Parigi e Amsterdam. Nel 1994 è uno dei primi artisti europei ad esporre su invito della Repubblica Cinese nei locali degli ex archivi della città imperiale di Pechino.

Nel 1996 espone negli Stati Uniti a Miami e a New York. Partecipa alla XII Quadriennale di Roma e alla VI Biennale della Scultura di Montecarlo. Importanti anche le collaborazioni con importanti industrie, da Swatch a Coca Cola, Harley Davidson, Ducati, Riva e Illy.

Lodola è noto anche al grande pubblico per le sue collaborazioni con protagonisti della cultura e dello spettacolo, con scrittori come Aldo Busi e Marco Lodoli e con alcuni tra i personaggi più popolari della musica italiana, i Timoria, gli 883 di Max Pezzali, Jovanotti, Negramaro e molti altri.

Ha realizzato le scenografie teatrali di spettacoli teatrali e opere liriche, oltre a sculture luminose installate in numerose grandi città.

 Sarà dunque il camion di Marco Lodola per Hamburger e a immergere il pubblico in un’atmosfera al neon che trascina in un vortice di follia, amore, violenza e forse… di speranza.

 

Informazioni:
di Gloria Anselmi, Stefano Chiodaroli e Lucia Rossetti
con Stefano Chiodaroli e Gloria Anselmi
da un’idea di Franco Forte
regia di Lucia Rossetti
supervisione Donato Pisani
scenografia di Marco Lodola
fotografie Luca Rossato
progetto grafico Margherita Chiodaroli

 

Spettacolo:
giovedì 11 aprile 2019 | ore 21.00

 

Biglietti:
posto unico: 15 euro
gruppi organizzati: 12 euro

Donne che hanno sfidato o scelto la mafia – PROGETTO ANTIGONE 3.0

LE ANTIGONE 3.0, DONNE EVOLUTE, DECISIVE E FORTI.
LA MAFIA È ANCHE DONNA. È ANCHE MADRE. È ANCHE FIGLIA. È UNA DONNA CHE SCEGLIE UNA “CARRIERA”.

La figura femminile ha da sempre giocato un ruolo fondamentale all’interno del mondo mafioso: da tutrice del focolaio domestico in grado di perpetuare la tradizione mafiosa allevando i figli a “valori” quali omertà, disprezzo della giustizia, violenza; a donne collaboratrici o testimoni di giustizia, che si distaccano dalla mafia per i figli.

Oggi molte donne sfidano la malavita a costo della loro incolumità. Lo fanno per proteggere loro stesse, i loro figli, altre volte per senso di giustizia. Sono le Antigone 3.0, evolute, decisive e forti. Altre donne subiscono, senza avere la possibilità di cambiare, altre restano in silenzio, altre ancora scelgono consapevolmente di diventare mafiose e arrivano persino a rinnegare i figli.

Diversi valori e scelte di vita muovono le madri a favore o contro la mafia: le prime arrivano a prediligere la famiglia mafiosa a quella naturale, le altre a sacrificare la propria vita per sottrarre i figli a un destino di violenza e illegalità.

La riflessione dalla quale parte questo nuovo progetto ha la sua genesi dal binomio donne/mafia e si estende a una riflessione riguardante in specifico il ruolo di madre, figlia, donna in carriera.

Spettacolo in occasione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle Vittime Innocenti delle Mafie.

Informazioni:
di Eleonora Frida Mino e Roberta Triggiani
live painting Giulia Salza
musiche dal vivo Matteo Castellan e Giulia Subba
light design Simona Gallo
ufficio Stampa Laura De Bortoli
progetto realizzato con il sostegno della Fondazione CRT

Spettacolo:
giovedì 21 marzo 2019 | ore 21.00

Biglietti:
posto unico: 15 euro
gruppi organizzati: 12 euro

Tra camici e paillette. La mia lotta alla sclerosi multipla.

LE DIFFICOLTA’ VANNO AFFRONTATE COME UNA SFIDA CHE POSSIAMO VINCERE

Dopo il grande successo del libro pubblicato nel 2012 da Mondadori, giunto alla sua quinta edizione e per il quale ha ricevuto il Premio Albori nella sezione Teatro, Antonella Ferrari, attrice e ballerina, malata di sclerosi multipla, porta sul palcoscenico l’omonimo adattamento teatrale.

Sul palcoscenico Antonella, racconterà in modo ironico e divertente ma non senza emozionare, la sua storia, la sua lotta contro la malattia ma anche il modo in cui questa si riflette sul quotidiano: dal lavoro agli affetti, fino ad arrivare alla discriminazione che spesso ne consegue.

La sclerosi multipla è una malattia invalidante che colpisce il sistema nervoso centrale e che affligge, soprattutto, i giovani. Lo spettacolo vuole portare sul palcoscenico la disabilità, tema poco trattato dai registi teatrali, con l’obbiettivo di sensibilizzare chi la malattia la conosce bene e chi non, e dare un forte insegnamento: tutte le difficoltà che il destino ci pone davanti, vanno affrontate per quello che sono, come una sfida con noi stessi che possiamo vincere.

Informazioni:
di Antonella Ferrari
regia di Arturo di Tullio

Spettacolo:
giovedì 21 febbraio 2019 | ore 21.00

Biglietti:
posto unico: 15 euro
gruppi organizzati: 12 euro

LAMPEDUSA: PONTE TRA PERIODI STORICI

Lampedusa, un padre e un figlio assistono alla storia: approdarono al molo in tantissimi, ragazzi e bambine, per lo più.

Davide Enia ha trascorso molto tempo sull’isola per provare a costruire un dialogo con i testimoni diretti: i pescatori e il personale della Guardia Costiera, i residenti e i medici, i volontari e i sommozzatori. Durante i suoi incontri si parlava in dialetto, si nominavano i sentimenti e le angosce, le speranze e i traumi secondo la lingua della culla, usando suoni, simboli, i silenzi tra le sillabe e il vuoto improvviso che frantumava la frase: la miglior parola è quella che non si pronuncia.

Ne L’abisso si usano i linguaggi propri del teatro (il gesto, il canto, il cunto) per affrontare il mosaico di questo tempo presente.

Quanto sta accadendo a Lampedusa non è soltanto il punto di incontro tra geografie e culture differenti ma anche un ponte tra periodi storici diversi, il mondo come l’abbiamo conosciuto fino a oggi e quello che potrà essere domani.

Informazioni:
di e con Davide Enia
musiche composte ed eseguite da Giulio Barocchieri
spettacolo tratto da Appunti per un naufragio (Sellerio editore)

Spettacolo:
giovedì 24 gennaio 2019 | ore 21.00

Biglietti:
posto unico: 15 euro
gruppi organizzati: 12 euro

 

“ONE CHILD, ONE TEACHER, ONE BOOK AND ONE PEN, CAN CHANGE THE WORLD”

Malala Yousafzai è una ragazzina pakistana che all’età di 11 anni è stata nominata per l’International Children’s Peace Prize per via del celebre blog da lei curato per la BBC nel quale documentava il regime dei talebani pakistani, contrari ai diritti delle donne e al il diritto inalienabile allo studio.

Il 9 ottobre 2012 è stata gravemente colpita alla testa da uomini armati saliti a bordo del pullman scolastico su cui lei tornava a casa da scuola. Ricoverata nell’ospedale, Malala è riuscita a sopravvivere ed è diventata esule e lotta per la vita, lotta per i diritti, tant’è che ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace.

Ora continua e continuerà a lottare per l’affermazione dei diritti allo studio in tutto il mondo, con il motto “one child, one teacher, one book and one pen, can change the world”: “un bambino, un insegnante, un libro e una penna, possono cambiare il mondo”.

In occasione della Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

Informazioni:
progetto di e con Raffaella Tomellini
luci e video di Simona Gallo
sguardo esterno di Renato Cravero
fotografie di scena di Bruno Garetto
spettacolo realizzato in collaborazione con Associazione La Nottola di Minerva COMPAGNIA VIARTISTI

con il patrocinio di AMNESTY INTERNATIONAL ITALIA

Spettacolo:
giovedì 22 novembre 2018 | ore 21.00

Biglietti:
posto unico: 15 euro
gruppi organizzati: 12 euro

Il delitto Moro: una generazione divisa.

I 55 GIORNI DI SEQUSTRO DI ALDO MORO. 16 marzo 1978, giorno della presentazione del nuovo governo, l’auto che trasportava Aldo Moro alla Camera dei deputati fu intercettata da un commando delle Brigate Rosse che uccise, in pochi secondi, i cinque uomini della scorta e sequestrò il presidente della Democrazia Cristiana.

Il 9 maggio 1978 in via delle Botteghe Oscure a Roma avvenne il ritrovamento del corpo senza vita di Moro, all’epoca 61 anni, nel bagagliaio di una Renault4 rossa.

Il racconto teatrale di Baliani ricostruisce in modo chiaro ed onesto i cinquantacinque giorni di sequestro, che sconvolsero l’Italia e che aprirono nel suo tessuto civile ferite non ancora rimarginate.

L’attore si interrogherà su quei giorni con la necessità di capire e di non venire meno al senso e al significato della giustizia.

Informazioni:
di e con Marco Baliani
drammaturgia e regia Maria Maglietta
collaborazione drammaturgica Alessandra Rossi Ghiglione
montaggio video Michele Buri
ricerca iconografica Eugenio Barbera
produttore esecutivo Maurizio Agostinetto
direzione tecnica Massimo Colaianni
una produzione Casa degli Alfieri, Trickster Teatro

Spettacolo:
giovedì 25 ottobre 2018 | ore 21.00

Biglietti:
posto unico: 15 euro
gruppi organizzati: 12 euro