Articoli

Davide Enia evoca, con la sola potenza della parola accompagnata dalla musica e dai gesti, il dramma attualissimo che attraversa il Mediterraneo.

La scena è sobria: due sedie, due bottiglie d’acqua, varie chitarre, luci. Continua a leggere

Riceviamo e pubblichiamo la recensione dello spettacolo MALALA di due studentesse dell’Istituto A. Bascapè di Saronno.

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One child, one teacher, one book and one pen can change the world”: “Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo” queste sono le parole di Malala Yousafzai, Premio Nobel per la Pace 2014.

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Grande successo, ieri sera, per Marco Baliani. Il suo “Corpo di Stato” arriva a Saronno suscitando forti emozioni tra il pubblico che lo saluta al termine dello spettacolo con una standing ovation.

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Eventi

Mia figlia ha novant’anni.

Ironia e risate per raccontare una storia profonda che appartiene a tutti noi: una figlia si prende cura di una madre non più autonoma tra momenti di angoscia e smarrimento.

Un monologo ironico e struggente sul rapporto tra una donna di cinquant’anni, Gianna, e una vecchia ribelle di novanta, cieca, che porta occhiali 3D perché da sempre è abituata ad avere qualcosa sul naso; non cammina più e la testa ogni tanto va per conto suo.

Quella vecchia è Anna, la madre di Gianna. Attraverso una storia vera e personalissima lo spettacolo parla di tematiche universali come il prendersi cura di chi ci ha generato, il conflitto genitori e figli a tutte le età, la lotta per accettare ciò che la vita ci dà e ci toglie. Lo fa con grazia, ferocia, umorismo, musica.

Il testo teatrale è tratto dal libro Mamma a carico – Mia figlia ha novant’anni, scritto dalla stessa Gianna Coletti ed edito da Einaudi nel 2015.

Lo spettacolo, unico nel suo genere, avrà una voce in più, quella di Anna, che rivive sul palco attraverso preziosi documenti video estrapolati dal film Tra cinque minuti in scena di Laura Chiossone. Questi estratti, che immortalano sequenze di vita reale tra le due donne, completano la messa in scena e interagiscono con il racconto di Gianna.

Uno spettacolo leggero, profondo, in cui ci si identifica, ci si commuove e si ride.

Spettacolo vincitore del Premio EARTHINK FESTIVAL 2017.

Informazioni:
di e con Gianna Coletti
drammaturgia Gianna Coletti e Gabriele Scotti
regia Gabriele Scotti
scenografia e costumi Erika Carretta
luci e allestimento Salvo Manganaro
fotografia e grafica Sergio Bertani
con estratti del film Tra cinque minuti in scena
regia Laura Chiossone, produzione rossofilm e maremosso

Spettacolo:
venerdì 25 ottobre 2019| ore 21.00

Biglietti:
posto unico: 15 euro
gruppi organizzati: 12 euro

Un viaggio dentro al cambiamento personale, professionale, nazionale e musicale.

Un viaggio ironico, delicato e istruttivo: dalla scuola di Montanelli a via Solferino, dal primo articolo per ‘La Provincia di Cremona’ al ‘New York Times’, dai libri alla radio, dalla televisione all’attuale direzione di ‘7-Corriere della sera’.

‘Italiani si rimane’ (Solferino editore), il nuovo libro di Beppe Severgnini arriva sul palcoscenico. Il racconto non spiega solo le trasformazioni nei media a cavallo tra due secoli: parla del tempo che passa, del legame con la terra e la famiglia, del piacere di insegnare e veder crescere nuovi talenti.

Una narrazione intima, una sorprendente messa in scena musicale. Il racconto e le letture dell’autore saranno infatti accompagnati da una colonna sonora: perché i Talking Heads e Bruce Springsteen, The National e Franco Battiato sono anche occasioni professionali. E hanno riempito la vita di molti.

Severgnini, che tra il 2014 e il 2016 ha portato ‘La vita è un viaggio’ in molti teatri italiani, sarà sul palco con Serena Del Fiore, giovane artista radiofonica (‘conduttrice di sogni in Fm’, si è definita).

La guiderà o forse sarà guidato.

Informazioni:
di e con Beppe Severgnini
con Serena Del Fiore alla consolle

Spettacolo:
venerdì 22 novembre 2019| ore 21.00

Biglietti:
posto unico: 15 euro
gruppi organizzati: 12 euro

Cosa succede quando in una famiglia arriva il figlio “difettato”, quello che pensavi nascesse solo in casa d’altri? Cosa succede ad un padre ed una madre che si confrontano quotidianamente con l’esistenza di una creatura che hanno messo al mondo ma con cui non possono comunicare?

Helen non vede, non sente e non parla. E i suoi genitori non sanno dove sbattere la testa. La pietà e la rabbia, la speranza e il senso di sconfitta, l’amore e l’odio, ogni sentimento è concesso, ogni reazione è imprevedibile.
E lei, Helen, cosa percepisce di quello che ha intorno? Si accorge che la sua vita produce sofferenza?

In una società dove solo il bello è vincente, solo il sano è tollerato, padre e madre non hanno scampo: Helen va allontanata, messa in un istituto, nascosta, dimenticata. Ma in casa arriva Anna, dura, inflessibile, con una storia di semi cecità alle spalle, una vita trascorsa in mezzo a creature “difettate“.

È una storia vera e racconta l’epocale passaggio alla lingua dei segni, considerata tra le prime dieci grandi scoperte della storia moderna, un bene immateriale dell’umanità, una rivoluzione linguistica che ha permesso di aprire un dialogo tra chi parla e chi non parla.

La lingua dei segni, in questo caso applicata sul palmo delle mani, un alfabeto tattile, che permetterà ad Helen di raccontare la sua storia, di apprendere, di esprimere sentimenti e necessità, di crescere e di farsi rispettare.

Grazie ad un adattamento che va all’essenza, Anna dei miracoli ci racconta tanto di noi, dei nostri limiti e del coraggio che ci vuole a superarli.

Informazioni:
di William Gibson
adattamento e regia Emanuela Giordano
con Mascia Musy
e con Fabrizio Coniglio, Anna Mallamaci e Laura Nardi
scene Angelo Linzalata
produzione Teatro Franco Parenti
per l’Associazione Lega del Filo d’Oro

Spettacolo:
venerdì 24 gennaio 2020| ore 21.00

Biglietti:
posto unico: 15 euro
gruppi organizzati: 12 euro

“L’Ultimo lenzuolo bianco” è una storia vera, tratta dal libro autobiografico del giovane Farhad Bitani, ex capitano dell’esercito in Afghanistan che, dopo una vita vissuta a Kabul tra violenze e fondamentalismo, decide di abbandonare le armi e dedicarsi al dialogo grazie all’incontro con l’Italia e il “diverso”.

Oltre le differenze culturali, le religioni, oltre a quello che i media ci hanno sempre raccontato: un viaggio per scoprire se stessi e l’altro, nell’inferno e nel cuore dell’Afghanistan.

La storia è ambientata in Afghanistan dove Manà, una donna di Kabul, racconta la storia di suo figlio, facendosi sia narratrice che protagonista di questo “viaggio” insieme al giovane Farhad, l’amico Seyar, e gli altri personaggi che prendono vita dai ricordi evocati: dall’Afghanistan all’Italia tutti gli eventi e gli incontri che cambieranno per sempre la vita di questo giovane ragazzo.

Informazioni:
spettacolo tratto dal libro di Farhad Bitani
scritto da Roberta Colombo
regia di Alex Ruzzi
con Martino Iacchetti, Fabrizio Cadonà, Clarissa Pari, Lucina Scarpolini
musiche originali di Marcello Franzoso
costumi originali di Kabul Fashion
luci di Lorenzo Ronchi
audio di Claudio Grandi
una produzione Immaginazione Srl e Coopuf Teatro

Spettacolo:
venerdì 21 febbraio 2020| ore 21.00

Biglietti:
posto unico: 15 euro
gruppi organizzati: 12 euro

I panni sporchi si lavano in famiglia.

Uno spettacolo poetico e privo di ogni retorica sul tema della violenza domestica sulle donne.

“Barbablù 2.0” non è la storia di un marito violento e delle conseguenze delle sue azioni, ma la storia di un viaggio nella testa di una donna. La ricerca di un’identità forte che si è persa, sfilacciata fra violenze e soprusi che sono diventati la norma. Come in un giallo, la protagonista si troverà a ricostruire la dinamica di un omicidio, il suo omicidio, arrivando alla consapevolezza finale e terribile di esserne stata complice.

Un punto di vista aggiornato al XXI secolo della famosissima favola di Barbablù che però scardina il punto di vista originale. La storia è ambientata in una ricca provincia del nord Italia, in un mondo all’apparenza di assoluta armonia – di fiaba appunto – dove, dietro la porta di casa, regnano meccanismi implacabili di violenza e sudditanza psicologica.

Uno spettacolo che inizia con atmosfere molto comedy che lentamente scivolano nel thrilling, per chiudersi poi con un finale sorprendente.

Informazioni:
di Magdalena Barile
con Laura Negretti e Alessandro Quattro
regia di Eleonora Moro
scenografia e progetto luci di Armando Vairo
musiche originali di Eleonora Moro
costumi di Dina Zaghi
una produzione Teatro In Mostra

Spettacolo:
venerdì 27 marzo 2020| ore 21.00

Biglietti:
posto unico: 15 euro
gruppi organizzati: 12 euro

Jonas Como – Onlus, Centro di clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi, è da anni impegnato sul territorio in progetti di rilevanza sociale.
Particolare cura è dedicata al lavoro con le scuole, luogo di prevenzione primaria fondamentale per la crescita del soggetto in formazione.

Massimo Recalcati, fondatore di Jonas Onlus, saggista, professore universitario, tra i più noti psicoanalisti in Italia, terrà una lectio magistralis dal titolo “Quando una scuola è buona?”. Ricordiamo tra le sue numerosissime pubblicazioni “L’ora di lezione. Per un’erotica dell’insegnamento” e “Il complesso di Telemaco”.

Introdurranno la serata l’Associazione Jonas Como e l’Istituto Comprensivo A. Manzoni di Uboldo-Origgio.

Informazioni:
lectio magistralis con Massimo Recalcati
una produzione Ass. Jonas Como Onlus

Spettacolo:
giovedì 12 marzo 2020 | ore 21.00

Biglietti:
posto unico: 15 euro
gruppi organizzati: 12 euro

Giovedì 11 aprile presso il Teatro Giuditta Pasta di Saronno, debutterà in anteprima nazionale lo spettacolo teatrale Hamburger, di Stefano Chiodaroli, Lucia Rossetti e Gloria Anselmi, da un’idea di Franco Forte.

Protagonisti del dramma tratteggiato da una comicità implacabile e nera, saranno Stefano Chiodaroli, il noto volto di Zelig e della fiction Belli dentro, e la magnetica Gloria Anselmi, bella e brava nel ruolo di coprotagonista esile e dannata, impegnata nel compito di fare da contrappunto alla possenza di Chiodaroli.

Lo spettacolo, nato da un’idea dello scrittore, sceneggiatore e giornalista Franco Forte, mette in scena la vicenda di un uomo e di una donna che vivono ai margini di una strada come tante.

Un uomo, sul suo furgone da “paninaro” serve da bere e da mangiare al popolo della notte.

Nessuno sa quale sia il suo nome, chi lo conosce, lo chiama semplicemente Hamburger.
Il buio della metropoli è popolato di malvagità, e Hamburger ne esplora la profondità affrontando a viso scoperto i mostri che la abitano.
Solo l’incontro con le improbabili storie di Gloria  apre un varco nella sua durezza.
Ma possono gli uomini sfuggire al proprio destino?
In un dramma ambientato nella città di Milano, Stefano Chiodaroli trasforma le armi del comico in lama lancinante e tagliente.

Al suo fianco, Gloria Anselmi illumina di luce livida una vicenda dai toni forti e struggenti.

Il testo è stato scritto a sei mani dagli stessi protagonisti e da Lucia Rossetti, drammaturga e autrice televisiva, che cura anche la regia, con la supervisione di Donato Pisani, altro nome illustre in ambiente autorale e registico.

 

SCULTURE DI MARCO LODOLA

Completa il lavoro di squadra una scultura di luce di Marco Lodola, artista tra i fondatori del movimento del Nuovo Futurismo degli anni ’80, teorizzato dal critico Renato Barilli. Dall’esperienza futurista, Lodola, mutua l’uso appassionato del colore e l’energia dirompente della luce.

Le sue figure in plexiglass sono state esposte a Roma, Milano, Firenze, Bologna, Lione, Vienna, Madrid, Barcellona, Parigi e Amsterdam. Nel 1994 è uno dei primi artisti europei ad esporre su invito della Repubblica Cinese nei locali degli ex archivi della città imperiale di Pechino.

Nel 1996 espone negli Stati Uniti a Miami e a New York. Partecipa alla XII Quadriennale di Roma e alla VI Biennale della Scultura di Montecarlo. Importanti anche le collaborazioni con importanti industrie, da Swatch a Coca Cola, Harley Davidson, Ducati, Riva e Illy.

Lodola è noto anche al grande pubblico per le sue collaborazioni con protagonisti della cultura e dello spettacolo, con scrittori come Aldo Busi e Marco Lodoli e con alcuni tra i personaggi più popolari della musica italiana, i Timoria, gli 883 di Max Pezzali, Jovanotti, Negramaro e molti altri.

Ha realizzato le scenografie teatrali di spettacoli teatrali e opere liriche, oltre a sculture luminose installate in numerose grandi città.

 Sarà dunque il camion di Marco Lodola per Hamburger e a immergere il pubblico in un’atmosfera al neon che trascina in un vortice di follia, amore, violenza e forse… di speranza.

 

Informazioni:
di Gloria Anselmi, Stefano Chiodaroli e Lucia Rossetti
con Stefano Chiodaroli e Gloria Anselmi
da un’idea di Franco Forte
regia di Lucia Rossetti
supervisione Donato Pisani
scenografia di Marco Lodola
fotografie Luca Rossato
progetto grafico Margherita Chiodaroli

 

Spettacolo:
giovedì 11 aprile 2019 | ore 21.00

 

Biglietti:
posto unico: 15 euro
gruppi organizzati: 12 euro

Donne che hanno sfidato o scelto la mafia – PROGETTO ANTIGONE 3.0

LE ANTIGONE 3.0, DONNE EVOLUTE, DECISIVE E FORTI.
LA MAFIA È ANCHE DONNA. È ANCHE MADRE. È ANCHE FIGLIA. È UNA DONNA CHE SCEGLIE UNA “CARRIERA”.

La figura femminile ha da sempre giocato un ruolo fondamentale all’interno del mondo mafioso: da tutrice del focolaio domestico in grado di perpetuare la tradizione mafiosa allevando i figli a “valori” quali omertà, disprezzo della giustizia, violenza; a donne collaboratrici o testimoni di giustizia, che si distaccano dalla mafia per i figli.

Oggi molte donne sfidano la malavita a costo della loro incolumità. Lo fanno per proteggere loro stesse, i loro figli, altre volte per senso di giustizia. Sono le Antigone 3.0, evolute, decisive e forti. Altre donne subiscono, senza avere la possibilità di cambiare, altre restano in silenzio, altre ancora scelgono consapevolmente di diventare mafiose e arrivano persino a rinnegare i figli.

Diversi valori e scelte di vita muovono le madri a favore o contro la mafia: le prime arrivano a prediligere la famiglia mafiosa a quella naturale, le altre a sacrificare la propria vita per sottrarre i figli a un destino di violenza e illegalità.

La riflessione dalla quale parte questo nuovo progetto ha la sua genesi dal binomio donne/mafia e si estende a una riflessione riguardante in specifico il ruolo di madre, figlia, donna in carriera.

Spettacolo in occasione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle Vittime Innocenti delle Mafie.

Informazioni:
di Eleonora Frida Mino e Roberta Triggiani
live painting Giulia Salza
musiche dal vivo Matteo Castellan e Giulia Subba
light design Simona Gallo
ufficio Stampa Laura De Bortoli
progetto realizzato con il sostegno della Fondazione CRT

Spettacolo:
giovedì 21 marzo 2019 | ore 21.00

Biglietti:
posto unico: 15 euro
gruppi organizzati: 12 euro

Tra camici e paillette. La mia lotta alla sclerosi multipla.

LE DIFFICOLTA’ VANNO AFFRONTATE COME UNA SFIDA CHE POSSIAMO VINCERE

Dopo il grande successo del libro pubblicato nel 2012 da Mondadori, giunto alla sua quinta edizione e per il quale ha ricevuto il Premio Albori nella sezione Teatro, Antonella Ferrari, attrice e ballerina, malata di sclerosi multipla, porta sul palcoscenico l’omonimo adattamento teatrale.

Sul palcoscenico Antonella, racconterà in modo ironico e divertente ma non senza emozionare, la sua storia, la sua lotta contro la malattia ma anche il modo in cui questa si riflette sul quotidiano: dal lavoro agli affetti, fino ad arrivare alla discriminazione che spesso ne consegue.

La sclerosi multipla è una malattia invalidante che colpisce il sistema nervoso centrale e che affligge, soprattutto, i giovani. Lo spettacolo vuole portare sul palcoscenico la disabilità, tema poco trattato dai registi teatrali, con l’obbiettivo di sensibilizzare chi la malattia la conosce bene e chi non, e dare un forte insegnamento: tutte le difficoltà che il destino ci pone davanti, vanno affrontate per quello che sono, come una sfida con noi stessi che possiamo vincere.

Informazioni:
di Antonella Ferrari
regia di Arturo di Tullio

Spettacolo:
giovedì 21 febbraio 2019 | ore 21.00

Biglietti:
posto unico: 15 euro
gruppi organizzati: 12 euro

LAMPEDUSA: PONTE TRA PERIODI STORICI

Lampedusa, un padre e un figlio assistono alla storia: approdarono al molo in tantissimi, ragazzi e bambine, per lo più.

Davide Enia ha trascorso molto tempo sull’isola per provare a costruire un dialogo con i testimoni diretti: i pescatori e il personale della Guardia Costiera, i residenti e i medici, i volontari e i sommozzatori. Durante i suoi incontri si parlava in dialetto, si nominavano i sentimenti e le angosce, le speranze e i traumi secondo la lingua della culla, usando suoni, simboli, i silenzi tra le sillabe e il vuoto improvviso che frantumava la frase: la miglior parola è quella che non si pronuncia.

Ne L’abisso si usano i linguaggi propri del teatro (il gesto, il canto, il cunto) per affrontare il mosaico di questo tempo presente.

Quanto sta accadendo a Lampedusa non è soltanto il punto di incontro tra geografie e culture differenti ma anche un ponte tra periodi storici diversi, il mondo come l’abbiamo conosciuto fino a oggi e quello che potrà essere domani.

Informazioni:
di e con Davide Enia
musiche composte ed eseguite da Giulio Barocchieri
spettacolo tratto da Appunti per un naufragio (Sellerio editore)

Spettacolo:
giovedì 24 gennaio 2019 | ore 21.00

Biglietti:
posto unico: 15 euro
gruppi organizzati: 12 euro