Eventi

Mostra di Enrico Cazzaniga: dal 26 aprile al 21 maggio presso il Foyer del Teatro Giuditta Pasta.

Prosegue la proposta artistica di Helianto e ArtigianArte per il foyer del Teatro Giuditta Pasta di Saronno.

LA MOSTRA

Il 28 Aprile, in occasione dello spettacolo “Gagman Upgrade”, con Lillo e Greg, l’artista Enrico Cazzaniga presenterà un’inedita installazione sensoriale e ludica, ricreando all’ingresso del foyer il classico ed internazionale gioco di strada detto “Campana”.  Un sorta di tappeto stradale – Road Carpet – di guaina bitumata ardesiata – micro asfalto – materiale utilizzato e amato dall’artista sin dai primissimi esperimenti del 1996. Unico intervento, il disegno con gessetto del gioco della campana.

Tutte le persone che passeranno naturalmente dal foyer, luogo per eccellenza di incontro e di scambio prima e dopo ogni spettacolo, saranno invitate e invogliate a praticare questo fanciullesco gioco di strada, magari riscoprendo quei momenti di spensieratezza legati alla propria infanzia. L’opera calpestabile dialogherà con un’altra installazione Polaroad Alphabet Street, un breve poema sul fiume Lambro, scritto da Gian Battista Galli, realizzato con 501 lettere dell’alfabeto ricavate dalle linee di intersezione dei parcheggi e segnaletica stradale orizzontale, fatte a mano con smalto stradale su micro asfalto (guaina bitumata ardesiata).

Sottrarre per aggiungere… non è un gioco da enigmista utopico ma un approccio metodologico che Enrico Cazzaniga utilizza dal 1997, dal momento in cui ha scelto il fustagno nero e la candeggina come elementi elaborativi del suo processo pittorico. Una superficie ostica per la pittura, un liquido che di solito distrugge anziché creare: il cortocircuito parte da qui, da una sottrazione sul nero che produce luminosità variabili nel momento in cui la candeggina e il pennello (s)vestono la densità del nero.

Asfaltare per elaborare… anche qui non si tratta di qualche strana pratica urbanistica ma di una seconda chiave elaborativa dell’artista. La materia informe dei pavimenti automobilistici si trasforma in superficie pittorica e codice figurativo. Durissimo, selvaggio oltre l’informe, impregnato di memoria sociale eppure malleabile, pastoso, rivelatore di archeologie del presente: l’asfalto diviene qui disciplina concentrata, riduce le dimensioni spaziali e ribalta il proprio codice funzionale.

Enrico Cazzaniga parte dall’intuizione linguistica, da un costrutto formale che modula l’idea e il suo sviluppo tematico. Tecnica e concetto si fondono assieme al servizio del contenuto, raccontandoci mondi che intuiamo e al contempo ci lasciano in sospensione dubbiosa. Vediamo paesaggi e corpi, i due fulcri della visione contemporanea: luoghi e persone che ci sembra di afferrare mentre rifuggono da qualsiasi certezza, presenze che scivolano dentro il nostro sguardo come la candeggina che dipinge memorie mentre dissolve il nero.

Elementi del corpo (il fustagno che viene usato per gli abiti, la candeggina che viene utilizzata per le pulizie domestiche) ed elementi urbani (l’asfalto ma anche i birilli stradali con cui Cazzaniga ha realizzato alcune sculture funzionali) ci raccontano la frequenza labile del mondo attraverso i modelli tecnici che l’artista stesso ha ideato. L’opera ci invita al giusto sforzo, richiama sempre altro e dissemina punti d’ipnosi scenica, come se somigliasse a qualcosa che non è mai quella data cosa. Cazzaniga fa slittare i codici per non cadere nel tranello didascalico della figurazione, creando immagini che nascono da una partenogenesi materica, da una crescita dentro l’informe della monocromia inquieta (il nero del fustagno, il grigio dell’asfalto). Il risultato si rivela per chiavi indiziarie; ci fa seguire piste che portano verso scelte private e spazi di condivisione, gioca per similitudini che sovrappongono ricordi e presente. Il quadro evoca l’espressione del tempo interiore, modulando la natura organica del materiale e la sua appartenenza al mondo narrato.

Testo critico di Gianluca Marziani in occasione della mostra “(Ri) Tratti stradali” –  Galleria Romberg –  Latina  2013

L’ARTISTA

Nato a Mariano Comense (Como) nel 1966. Vive e lavora in Brianza e Wiltshire (England).

Enrico Cazzaniga, è un artista comasco che ha indagato la città e più approfonditamente la strada, quale luogo di vita, di incontro, di commercio, di passaggio dell’uomo. I suoi lavori hanno dapprima utilizzato il catrame e l’asfalto veri e propri, poi si sono concentrati su altri temi e mezzi, portandolo agli ultimi cicli riguardanti la tematica del “Togliere”. Pure nelle nuove opere si sente comunque l’eco del lavoro costruito servendosi degli asfalti e lo studio della segnaletica stradale, come mezzo di comunicazione diretta a tutti e basata su simboli moderni, figli della società contemporanea.

LO SPETTACOLO DELLA NATURA
Una mostra curata da Sabrina Romanò

Il progetto Art Foyer che vede in collaborazione il Teatro Giuditta Pasta, l’Associazione Helianto e Artigianarte propone una serie di inziative volte a promuovere la bellezza e la cultura in ogni sua forma.

“È con grande sensibilità che l’artista si pone le angoscianti preoccupazioni di tanti di noi per le mutazioni ambientali della nostra epoca; ma le affronta in maniera lieve e giocosa come a volersi legare al ricordo adolescenziale che ha nel cuore, come a voler negare la realtà.
Ecco i colori vivaci, le poesie di Prevert, le storie scritte appunto sulle foglie. Dario costruisce un’altra realtà insieme onirica ed archetipica.
Gli abili, fitti e precisi incastri sottolineano i legami profondi tra l’uomo e la natura tra presente e passato, mentre i colori innaturali che sopraffanno gli altri sottilmente ma inesorabilmente ci rivelano la dolorosa finzione. Figure umane e radici divengono tutt’uno, come nuvole e fronde degli alberi a rappresentare una continuità tra cielo e terra, storia e natura, passato e presente, vita e morte”.
Simona Tosini Pizzetti

DARIO BREVI
Nato a Limbiate (MB) nel 1955, dove vive e lavora. Ha frequentato il liceo artistico di Brera e si è laureato in Architettura al Politecnico di Milano. Viene subito segnalato tra gli artisti più interessanti della sua generazione con esposizioni a carattere internazionale, tra cui la personale nel 1981 alla Galerie Zum Matthaeus di Basilea.
Ha fatto parte negli anni Ottanta del movimento artistico Nuovo Futurismo formatosi presso la galleria Diagramma/Luciano Inga-Pin di Milano e teorizzato dal critico bolognese Renato Barilli.
Del suo lavoro si sono occupati numerosi critici d’arte con saggi e scritti pubblicati sui maggiori quotidiani e periodici del settore e non, italiani e stranieri.

La mostra è allestita a cura di Sabrina Romanò e sarà visitabile nel foyer del teatro dal 15 gennaio al 13 febbraio 2022 in occasione degli spettacoli in cartellone e nei seguenti orari:
•mercoledì e sabato dalle ore 9.30 alle ore 12.30
•venerdì dalle ore 14.30 alle ore 17.30

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