Tag Archivio per: radici

INSIEME

Laura Morante è la protagonista del nuovo e intenso spettacolo di Fabio Marra.

Insieme è uno spettacolo di straordinaria intensità emotiva, scritto e diretto da Fabio Marra, con protagonista Laura Morante. Una pièce che affronta con sensibilità e profondità temi universali come l’amore familiare, la disabilità, l’accettazione e il significato stesso della normalità.

Tradotto in numerose lingue e rappresentato in diversi Paesi, Insieme ha conquistato pubblico e critica a livello internazionale grazie alla sua capacità di raccontare le fragilità umane senza retorica, attraverso personaggi autentici e profondamente emozionanti.

Al centro della storia c’è Isabella, una madre che ha dedicato la propria vita a Michele, il figlio che ha sempre difeso e protetto da ogni giudizio esterno. Per lei, Michele non è diverso da nessun altro e questa convinzione diventa il fulcro della sua esistenza.

Accanto a loro c’è Sandra, la figlia che ha trascorso l’infanzia sentendosi spesso esclusa da quel legame totalizzante tra madre e fratello. Da adulta, Sandra cerca di ricostruire il rapporto con Isabella, tentando di colmare una distanza emotiva che sembra ormai incolmabile.

Ne nasce un confronto intenso e commovente che porta in scena sentimenti contrastanti, ferite mai rimarginate e il bisogno universale di essere amati e riconosciuti.

Insieme va oltre il racconto familiare per trasformarsi in una riflessione profonda sulla società contemporanea e sul nostro modo di rapportarci alla fragilità. Attraverso le vicende di Isabella, Sandra e Michele, Fabio Marra conduce il pubblico dentro dinamiche emotive complesse, invitandolo a confrontarsi con temi delicati come la disabilità, l’accettazione dell’altro e il bisogno universale di sentirsi amati e riconosciuti. Lo spettacolo pone interrogativi che toccano da vicino ogni spettatore: come reagiamo di fronte alla diversità? Quanto siamo davvero capaci di accogliere chi vive al di fuori dei modelli che la società considera “normali”? Con sensibilità e autenticità, Insieme mette in discussione pregiudizi e convinzioni radicate, ricordandoci che il valore di una persona non può essere definito da standard prestabiliti. Ne emerge un racconto intenso e attuale che celebra l’importanza delle relazioni umane, della comprensione reciproca e della capacità di riconoscere la ricchezza che risiede nelle differenze. 

Con la sua presenza scenica elegante e magnetica, Laura Morante dà vita a un personaggio complesso e profondamente umano, guidando il pubblico in un viaggio emotivo fatto di tenerezza, conflitti e verità scomode. Un’interpretazione capace di emozionare e far riflettere, confermando il talento di una delle attrici più amate del panorama italiano.

Insieme è uno spettacolo che parla a tutti: genitori, figli, fratelli e sorelle. Una storia intensa e attuale che mette al centro la fragilità umana e il bisogno di appartenenza, ricordandoci che la vera ricchezza nasce dalla capacità di accogliere l’altro nella sua unicità.

Un appuntamento imperdibile per gli amanti del teatro contemporaneo e delle grandi storie che lasciano un segno nel cuore e nella mente.

SPETTACOLO
Giovedì 5 novembre 2026 | ore 20.45

CREDITI
scritto e diretto da Fabio Marra
con Laura Morante e con Eugenia Costantini, Fabio Marra, Sonia Palau
musica Claudio Del Vecchio
scene Luigi Ferrigno
costumi Annamaria Morelli
disegno luci Giuseppe Filipponio
video design Stefano Di Buduo
Ente Teatro Cronaca e MAT Scene Productions

 

EUMENIDI
Tutta, tutta del padre io sono

Un mito antico che parla ostinatamente al presente. Una riscrittura corale che restituisce parola a chi la storia ha relegato ai margini. 

Con Eumenidi Tutta, tutta del padre io sono, Serena Sinigaglia torna a confrontarsi con i classici greci insieme al gruppo di lavoro nato dall’esperienza di Supplici, proseguendo un percorso artistico che legge il mito come materia viva, politica e profondamente contemporanea. 

L’ispirazione nasce dalle Eumenidi di Eschilo, ultimo capitolo dell’Orestea, dove si racconta il passaggio da una giustizia arcaica, rappresentata dalle Erinni, a un nuovo ordine stabilito da Atena: una giustizia istituzionale, costruita attorno alla legge, al potere e al primato del padre.

Ma questa volta il punto di vista si ribalta.

La storia inizia dalla fine. Le Erinni sono ormai diventate Eumenidi: pacificate, integrate, rese innocue. Da questo presente guardano indietro, interrogano il proprio passato e cercano di capire cosa sia accaduto. Chi erano prima di essere trasformate? È esistito davvero un tempo governato da un diverso equilibrio tra maschile e femminile? E quali tracce di quello scontro abitano ancora il nostro presente?

In scena sette attrici danno corpo a un coro potente e mutevole, attraversando il mito come una memoria collettiva che ritorna. La scrittura scenica alterna racconto, coralità e frammenti emotivi in un movimento continuo tra tragedia classica e sensibilità contemporanea.

Eumenidi. Tutta, tutta del padre io sono non cerca risposte definitive: apre domande. Sul potere, sull’origine delle regole che ci governano, sui rapporti tra giustizia e violenza, sul modo in cui il femminile e il maschile — intesi come forze simboliche, profonde e contraddittorie — continuano a modellare il nostro sguardo sul mondo.

SPETTACOLO
Giovedì 22 ottobre 2026 | ore 20.45
Rassegna Prosa

CREDITI
ispirato a “Eumenidi” di Eschilo
regia Serena Sinigaglia
adattamento drammaturgico Serena Sinigaglia e Gabriele Scotti
traduzione del testo greco a cura di Maddalena Giovannelli e Nicola Fogazzi
con Francesca Ciocchetti, Matilde Facheris, Maria Pilar Pérez Aspa, Arianna Scommegna, Giorgia Senesi, Sandra Zoccolan, Debora Zuin
scene Maria Spazzi
costumi Emanuela Dall’Aglio
luci Alessandro Verazzi
cori Francesca Della Monica
Sound design e musiche Lorenzo Crippa
movimenti Alessio Maria Romano
assistente alla regia Elena Riccardi
assistente alle scene
assistente ai costumi Ilaria Strozzi
assistente ai movimenti Stefano Carenza
sarte realizzatrici Anna Gaiti e Ludovica Gavioli
foto Serena Serrani
produzione ATIR, Nidodiragno/CMC produzioni e Teatro Carcano

ACQUISTA ONLINE

MORTE ACCIDENTALE DI UN ANARCHICO

Tra i testi più celebri, irriverenti e attuali del teatro italiano, Morte accidentale di un anarchico di Dario Fo continua a conquistare il pubblico di tutto il mondo con la sua straordinaria miscela di comicità, satira e impegno civile. Un’opera diventata un classico del teatro contemporaneo, capace ancora oggi di divertire, provocare e far riflettere con la stessa forza di oltre cinquant’anni fa.

Tutto prende avvio da un episodio realmente accaduto: nel 1921 un emigrante italiano perse la vita precipitando da una finestra di un edificio della polizia di New York. Dario Fo utilizza questo fatto come spunto iniziale per costruire una delle sue opere più celebri. Dietro il titolo volutamente beffardo e paradossale si nasconde però un riferimento ben più vicino alla storia italiana: la morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli, precipitato nel dicembre del 1969 da una finestra della Questura di Milano durante gli interrogatori seguiti alla strage di Piazza Fontana.

Da questa vicenda tragica nasce uno spettacolo che rappresenta uno dei punti più alti del teatro civile italiano. La genialità di Dario Fo consiste nel trasformare una storia oscura e dolorosa in una macchina comica perfetta, capace di alternare risate incontenibili e improvvisi brividi. Attraverso il linguaggio della farsa, il grottesco e il paradosso, l’autore costruisce una satira feroce contro le distorsioni del potere, le verità manipolate e le versioni ufficiali che non riescono a convincere.

Al centro della scena c’è il Matto, uno dei personaggi più straordinari usciti dalla penna di Fo. Affetto da una irresistibile forma di “istriomania”, ovvero il bisogno compulsivo di assumere continuamente identità diverse, il protagonista diventa un moderno giullare che utilizza travestimenti, inganni e improvvisazioni per mettere alle corde commissari, agenti e funzionari di polizia. Con intelligenza, ironia e una logica apparentemente folle, il Matto smonta una dopo l’altra le contraddizioni dei suoi interlocutori, costringendoli a confrontarsi con le proprie menzogne.

In questa nuova produzione il personaggio è interpretato da Lodo Guenzi, protagonista di una prova scenica che raccoglie l’eredità del teatro di Fo e la rinnova per il pubblico contemporaneo. Guenzi guida una vorticosa girandola di equivoci, colpi di scena e trovate comiche, restituendo tutta la modernità di un personaggio che continua a incarnare lo spirito critico e anticonformista del teatro d’autore.

Ciò che rende Morte accidentale di un anarchico un’opera ancora oggi così potente è la sua capacità di trasformare il riso in uno strumento di conoscenza. Dietro le gag, le situazioni assurde e i dialoghi irresistibili si nasconde infatti un rigoroso lavoro di documentazione. Dario Fo costruì il testo partendo da verbali, testimonianze, articoli di giornale e atti processuali, utilizzando la comicità per mettere in discussione le versioni ufficiali dei fatti e invitare il pubblico a esercitare il proprio spirito critico.

L’allestimento originale interpretato da Fo divenne rapidamente un fenomeno teatrale senza precedenti, con centinaia di repliche sold out e un forte impatto sul dibattito culturale e politico dell’epoca. Ancora oggi l’opera continua a essere rappresentata nei teatri di tutto il mondo, confermandosi uno dei testi più importanti della drammaturgia europea del Novecento.

La critica ha sempre riconosciuto in Morte accidentale di un anarchico una straordinaria capacità di fondere intrattenimento e riflessione. Il Matto viene spesso descritto come l’erede moderno della tradizione dei giullari, una figura capace di dire la verità attraverso il paradosso e la comicità. È proprio questa apparente leggerezza a rendere ancora più incisivo il messaggio dello spettacolo, che continua a interrogare il pubblico sul rapporto tra potere, giustizia, informazione e responsabilità collettiva.

Tra comicità sfrenata, satira corrosiva e teatro di denuncia, Morte accidentale di un anarchico rimane uno spettacolo necessario, capace di parlare a generazioni diverse e di dimostrare come il teatro possa essere insieme divertimento, memoria e coscienza civile. Un grande classico che continua a vivere grazie alla forza della scrittura di Dario Fo e all’energia di interpreti capaci di restituirne tutta la straordinaria attualità.

SPETTACOLO
Giovedì 4 febbraio 2027 | ore 20.45
Rassegna Prosa

CREDITI
regia GIORGIO GALLIONE
con Lodo Guenzi, Matteo Gatta, Eleonora Giovanardi, Alessandro Federico, Marco Ripoldi, Roberto Rustioni
scene di Guido Fiorato
luci di Andrea Violato
costumi di Francesca Marsella
assistente alle scene Francesca Marsella
aiuto regia Riccardo Iellen
realizzazione scenografie Officina Scenotecnica Gli Scarti
organizzazione Alessandro Beltaro e Anna de Martini
amministrazione Morena Lenti e Riccardo Rossi
macchinista Albero Tizzone
elettricista Michele Forni
ufficio stampa Maddalena Peluso
social media Gaia Giardina
una produzione di Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito con Nidodiragno/CMC
produzioni in co-produzione con Teatro Carcano e Fondazione Sipario Toscana Onlus-La città del Teatro
e con la collaborazione di Argot Produzione
un ringraziamento speciale alla fondazione Dario Fo e Franca Rame
progetto grafico nduja design studio con disegno originale di Dario Fo

ACQUISTA ONLINE

TIMONE DI ATENE

Un progetto che unisce formazione, ricerca e produzione professionale, creando un ponte concreto tra università, accademie, teatri e nuove generazioni di artisti.

Timone di Atene, una delle opere più intense e visionarie di Shakespeare, arriva al Teatro Giuditta Pasta come esito di un’importante rete di collaborazioni che coinvolge alcune delle più prestigiose realtà culturali e formative italiane. Al centro della vicenda c’è Timone, uomo generoso e amatissimo finché la ricchezza lo circonda. Quando il denaro scompare, scompaiono anche gli amici. Da questa ferita nasce una delle più radicali riflessioni shakespeariane sul rapporto tra potere, affetti, interesse e solitudine.

A guidare il progetto è la Compagnia Università degli Studi – Arcus Milano, realtà che riunisce studenti, docenti e personale dell’Università degli Studi di Milano, affiancata da Proxima Res, centro di produzione e formazione teatrale tra i più attivi del panorama milanese. Una collaborazione che trasforma lo spettacolo in un vero laboratorio creativo e professionale.

Particolarmente significativo è il coinvolgimento degli studenti, protagonisti non solo sulla scena ma anche nel percorso di ricerca e costruzione dello spettacolo. Il progetto vede infatti la partecipazione dell’Università di Bologna – DAMS, impegnata nello studio drammaturgico delle fonti del testo, e della NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, i cui studenti contribuiranno alla realizzazione di scene e costumi, confrontandosi con una produzione destinata al circuito professionale.

Per il Teatro Giuditta Pasta e per la città di Saronno, ospitare questo progetto significa confermare la propria vocazione a essere luogo di incontro tra cultura, formazione e innovazione artistica, accogliendo una produzione che mette in dialogo istituzioni di eccellenza e giovani talenti provenienti da percorsi diversi ma accomunati dalla stessa passione per il teatro.

Uno Shakespeare contemporaneo, vivo e necessario, che attraverso la forza dei suoi interrogativi continua a parlare al nostro presente. Un’occasione preziosa per assistere alla nascita di un progetto destinato a lasciare il segno, nel quale il valore della collaborazione diventa motore di crescita, creatività e futuro.

SPETTACOLO
Venerdì 14 maggio 2027 | ore 10.00
Teatro per le Scuole
educazione@teatrogiudittapasta.it

CREDITI
da William Shakespeare
Progetto speciale di produzione teatrale
Compagnia Università degli Studi – Arcus Milano
in collaborazione con Proxima Res – Milano
regia e drammaturgia Omar Nedjari
scene e costumi studenti NABA – Nuova Accademia di Belle Arti, Milano
con Sergio Longo, Francesca Porrini, Fabrizio Lombardo, Marika Pensa
e allievi dei percorsi Arcus e Proxima Res

E BRAVO FIGARO!

In questo adattamento de Il barbiere di Siviglia, Figaro incontra una giovane sognatrice e la convince che le grandi avventure possono nascondersi ovunque, persino nella bottega di un barbiere. Tra teatro nel teatro, travestimenti e intrighi amorosi, prende vita la storia di Rosina, del Conte di Almaviva e del buffo Don Bartolo. Parrucche, forbici e catini si trasformano in personaggi e oggetti di scena, in un gioco continuo di fantasia e teatro di figura. Figaro, chiacchierone e scaltro erede della Commedia dell’Arte, guida i giovani spettatori alla scoperta dell’opera buffa più famosa del mondo.
Scuola materna e primaria primo ciclo

SPETTACOLO
Venerdì 5 marzo 2027 | ore 9.30 e ore 11.00
Teatro per le Scuole
Per info e prenotazioni: info@operaeducation.org

CREDITI
Opera kids XVIII edizione
progetto artistico di Marco Zoppello
drammaturgia musicale di Anna Pedrazzini
produzione AsLiCo
debutto Teatro Sociale di Como, 25 febbraio 2027

CAPITOL’HO

Alessandro Besentini e Francesco Villa, il duo comico italiano per eccellenza, tornano a teatro con un nuovo spettacolo originale che celebra la loro trentennale carriera. Un ennesimo CAPITOL’HO della loro storia, un gioco di parole che diventa dichiarazione di intenti: ciò che si è capito… o forse no, ciò che si è vissuto, frainteso, riso e ricordato.

In scena si torna indietro, sì, nel tempo. Ma solo per andare più avanti. Capitol’ho attraversa così un territorio fatto di frammenti di passato e lampi di futuro: tra pezzi “classici” e materiali inediti, tra scene che sembrano uscite da ieri e altre che sembrano già arrivate da domani mattina, lo spettacolo costruisce un racconto comico che parla direttamente del presente.

Al centro c’è sempre lo sguardo su di noi: le abitudini quotidiane, le paure, le piccole e grandi figuracce, e quel continuo tentativo — quasi tenero e quasi disperato — di apparire migliori di quello che siamo. Ale e Franz osservano la vita, la imitano, la smontano e la restituiscono in forma di comicità lucida e spiazzante, un po’ storta ma incredibilmente riconoscibile.

Dalle note di regia emerge con chiarezza il senso del progetto: il pubblico non è mai semplice spettatore, ma parte viva dell’azione, presente, partecipe, chiamato a reagire e a respirare insieme alla scena. Con discrezione, ma sempre al centro di ciò che accade.

Ale e Franz non pretendono di spiegare la vita. La osservano, la attraversano e la trasformano in materia comica. E nel farlo restituiscono uno sguardo insieme leggero e profondo, capace di far sorridere e, allo stesso tempo, riconoscere qualcosa di sé.

Perché, alla fine, tra una risata e l’altra, si scopre che il teatro non serve a cambiare il mondo… ma aiuta tantissimo a capirlo. E, sì: se capito l’hai, questo è CAPITOL’HO.

SPETTACOLO
Martedì 16 marzo 2027 | ore 20.45
Rassegna Show

CREDITI
con ALE&FRANZ
scritto da Francesco Villa, Alessandro Besentini, Alberto Ferrari, Antonio De Santis
regia Alberto Ferrari
produzione Dada, Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito
in collaborazione con Argot Produzioni

Spettacolo programmato in collaborazione con MyNina Spettacoli

ACQUISTA ONLINE

YULE – LA LUCE DEL NATALE

Un’esperienza immersiva che intreccia musica dal vivo, narrazione e immagini evocative. Un viaggio poetico sul tema della luce e del passaggio invernale, guidato da uno dei protagonisti del teatro ragazzi contemporaneo.

Scuola materna e scuola primaria

SPETTACOLO
Martedì 15 dicembre 2026 | ore 10.00
Teatro per le Scuole
educazione@teatrogiudittapasta.it

CREDITI
Kosmocomico Teatro
di e con Valentino Dragano
Debuttato al Festival Segnali 2026

 

FISH AND BUBBLES

Una giornata di festa tra creatività, teatro di strada e meraviglia

In occasione dell’inaugurazione del Concorso Internazionale di Canto Lirico “Giuditta Pasta” 2027, il Teatro Giuditta Pasta invita famiglie, bambini e cittadini a vivere una giornata speciale ispirata all’incontro tra cultura italiana e giapponese, all’insegna del gioco, dell’immaginazione e della partecipazione.

Ore 11.00 | LABORATORIO CREATIVO – FISH PARADE

Con Michele Cafaggi e Izumi Fujiwara

I bambini saranno protagonisti di un laboratorio dedicato alla realizzazione delle tradizionali carpe giapponesi Koinobori, simbolo di forza, crescita e buon auspicio. Guidati da Izumi Fujiwara, i partecipanti coloreranno e costruiranno i propri pesci volanti, che accompagneranno poi nella grande parata del pomeriggio.

Ore 14.00 | FISH PARADE

Con Michele Cafaggi e Izumi Fujiwara

Una coloratissima parata aperta a tutta la cittadinanza attraverserà gli spazi del Teatro e della città, trasformando il pomeriggio in una grande festa collettiva. A guidare il corteo saranno il Maestro di Cerimonia e il suggestivo Grande Pesce, una spettacolare creazione lunga oltre sei metri che prenderà vita grazie alla partecipazione di alcuni volontari adulti coinvolti nella sua animazione.

Accanto al Grande Pesce sfileranno i bambini e le famiglie con i propri Pesciolini Volanti Koinobori, realizzati durante il laboratorio del mattino, dando vita a una vivace processione ispirata alla tradizionale festa giapponese dei Koinobori, simbolo di crescita, coraggio e buon auspicio.

Al termine della parata, il pubblico sarà accolto da un emozionante finale con bolle di sapone giganti, mentre l’installazione dei pesci colorati prenderà forma all’interno del Teatro Giuditta Pasta. Da qui la festa proseguirà in sala, dove famiglie e bambini potranno assistere allo spettacolo Fish & Bubbles, completando un’esperienza che unisce creatività, partecipazione e meraviglia in un unico grande racconto condiviso.

Ore 16.00 | FISH & BUBBLES

Clownerie e giochi d’acqua
Con Michele Cafaggi e Izumi Fujiwara

La giornata si concluderà in teatro con uno spettacolo poetico e sorprendente. Un eccentrico pescatore della domenica, inseguito da una nuvoletta dispettosa che lo bagna senza tregua, affronta ogni imprevisto con leggerezza e fantasia. Tra bolle di sapone giganti, giochi d’acqua, gag clownesche e immagini incantate, nasce uno spettacolo capace di stupire grandi e piccoli, dove la magia delle bolle diventa linguaggio universale di gioia e meraviglia.

Un’intera giornata da vivere insieme, tra laboratorio, parata e spettacolo, per inaugurare il Festival e il Concorso Internazionale “Giuditta Pasta” con un grande momento di festa dedicato alle famiglie. Un’occasione per creare, sfilare, sognare e lasciarsi incantare.

SPETTACOLO
Domenica 2 maggio | dalle ore 11.00

 

STORIA DI UN NO

Uno spettacolo rivolto al pubblico dai 12 anni che affronta temi urgenti e attuali: educazione sentimentale, parità di genere, stereotipi culturali, amore tossico e violenza di genere. Un racconto diretto e vicino ai giovani che apre uno spazio di riflessione su consenso, relazioni e identità emotiva.

Scuola secondaria di primo e secondo grado

SPETTACOLO
Giovedì 26 novembre 2026 | ore 10.00
Teatro per le Scuole
educazione@teatrogiudittapasta.it

CREDITI
Compagnia Arione De Falco
vincitore EOLO Award come miglior spettacolo
con il Patrocinio di Amnesty International

MATTEOTTI
Anatomia di un fascismo

Stefano Massini, Ottavia Piccolo e l’Orchestra Multietnica di Arezzo raccontano una pagina decisiva della storia italiana

A cento anni dall’assassinio di Giacomo Matteotti, arriva al Teatro Giuditta Pasta Matteotti. Anatomia di un fascismo, uno spettacolo intenso e necessario firmato da Stefano Massini, interpretato da Ottavia Piccolo con le musiche dal vivo de Orchestra Multietnica di Arezzo.

Più che una semplice ricostruzione storica, lo spettacolo è un racconto civile che ripercorre l’ascesa del fascismo attraverso lo sguardo lucido e profetico di Giacomo Matteotti, uno dei pochi uomini politici del suo tempo capaci di comprenderne immediatamente la natura eversiva e la pericolosità. Mentre molti sottovalutavano il fenomeno o sceglievano di ignorarlo, Matteotti ne denunciava pubblicamente la violenza, l’uso sistematico dell’intimidazione e la progressiva distruzione delle istituzioni democratiche.

La narrazione prende avvio dal 10 giugno 1924, giorno del rapimento del deputato socialista, per poi svilupparsi come un’indagine teatrale sulle radici del fascismo e sui meccanismi che ne hanno favorito l’affermazione. Attraverso le parole tratte dai suoi discorsi e dai suoi scritti, emerge il ritratto di un uomo rigoroso, riformista, pacifista e profondamente convinto che la politica dovesse essere al servizio del bene comune. La sua forza era la parola: documentata, precisa, fondata sui fatti. Una parola capace di smascherare il potere. Ed è proprio per questo che fu messo a tacere.

Lo spettacolo non si limita però alla memoria storica. Come sottolineano le note di regia di Sandra Mangini, Matteotti. Anatomia di un fascismo interroga direttamente il presente, invitando il pubblico a riflettere sul valore della partecipazione democratica, sulla responsabilità individuale e sul pericolo rappresentato dall’indifferenza. La vicenda di Matteotti diventa così uno strumento per comprendere quanto sia importante difendere il confronto, il dissenso e la libertà di espressione in ogni epoca.

A dare voce a questa storia è Ottavia Piccolo, una delle più autorevoli interpreti del teatro italiano. Attrice di straordinaria esperienza, protagonista di una carriera che attraversa teatro, cinema e televisione, Ottavia Piccolo porta in scena tutta la forza civile e umana del testo di Stefano Massini. La sua interpretazione accompagna il pubblico in un viaggio emotivo che unisce rigore storico, passione politica e profonda partecipazione umana.

Accanto a lei, l’Orchestra Multietnica di Arezzo trasforma il racconto in un’esperienza teatrale e musicale di grande impatto. Fondata nel 2007, l’OMA è un progetto artistico e culturale che riunisce musicisti provenienti da numerosi Paesi del mondo, promuovendo attraverso la musica i valori del dialogo, dell’inclusione e della convivenza tra culture diverse. Le sonorità dal vivo diventano parte integrante della narrazione, amplificando l’intensità emotiva e creando un ponte ideale tra memoria storica e contemporaneità.

L’incontro tra la scrittura di Stefano Massini, la voce di Ottavia Piccolo e le musiche dell’Orchestra Multietnica di Arezzo dà vita a uno spettacolo capace di parlare a pubblici di ogni età. Un’opera che ricorda come la democrazia non sia mai una conquista definitiva e come il silenzio, l’indifferenza e la rinuncia alla partecipazione possano aprire la strada alle forme più pericolose di autoritarismo.

Matteotti. Anatomia di un fascismo è un appuntamento di grande valore culturale e civile, un teatro che non si limita a raccontare il passato ma aiuta a leggere il presente. Un racconto potente, emozionante e necessario che restituisce voce a una delle figure più coraggiose della storia italiana e invita ciascuno di noi a riflettere sul significato della responsabilità, della libertà e dell’impegno pubblico.

SPETTACOLO
Giovedì 21 gennaio 2027 | ore 20.45
Rassegna Prosa

CREDITI
di Stefano Massini
regia SANDRA MANGINI
con Ottavia Piccolo e e I Solisti dell’ORCHESTRA MULTIETNICA di AREZZO
video Raffaella Rivi
musiche Enrico Fink
percussioni Hammer dulcimer, Massimiliano Dragoni
basso Luca Roccia Baldini
chitarra Massimo Ferri
clarinetto basso Gianni Micheli
violino Mariel Tahiraj
flauto-ewi Enrico Fink
scena Federico Pian
luci Paolo Pollo Rodighiero
costumi a cura di Lauretta Salvagnin,
il vestito di Ottavia Piccolo è realizzato da La sartoria-Castel Monte onlus,
tecnico luci Emilio Bucci
fonico Vanni Bartolini
macchinista Lucia Baricci, coordinamento tecnico Paolo Bracciali
organizzazione Stefania Sandroni
amministrazione Rossana Zurli

ACQUISTA ONLINE