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EUMENIDI
Tutta, tutta del padre io sono

Un mito antico che parla ostinatamente al presente. Una riscrittura corale che restituisce parola a chi la storia ha relegato ai margini. 

Con Eumenidi Tutta, tutta del padre io sono, Serena Sinigaglia torna a confrontarsi con i classici greci insieme al gruppo di lavoro nato dall’esperienza di Supplici, proseguendo un percorso artistico che legge il mito come materia viva, politica e profondamente contemporanea. 

L’ispirazione nasce dalle Eumenidi di Eschilo, ultimo capitolo dell’Orestea, dove si racconta il passaggio da una giustizia arcaica, rappresentata dalle Erinni, a un nuovo ordine stabilito da Atena: una giustizia istituzionale, costruita attorno alla legge, al potere e al primato del padre.

Ma questa volta il punto di vista si ribalta.

La storia inizia dalla fine. Le Erinni sono ormai diventate Eumenidi: pacificate, integrate, rese innocue. Da questo presente guardano indietro, interrogano il proprio passato e cercano di capire cosa sia accaduto. Chi erano prima di essere trasformate? È esistito davvero un tempo governato da un diverso equilibrio tra maschile e femminile? E quali tracce di quello scontro abitano ancora il nostro presente?

In scena sette attrici danno corpo a un coro potente e mutevole, attraversando il mito come una memoria collettiva che ritorna. La scrittura scenica alterna racconto, coralità e frammenti emotivi in un movimento continuo tra tragedia classica e sensibilità contemporanea.

Eumenidi. Tutta, tutta del padre io sono non cerca risposte definitive: apre domande. Sul potere, sull’origine delle regole che ci governano, sui rapporti tra giustizia e violenza, sul modo in cui il femminile e il maschile — intesi come forze simboliche, profonde e contraddittorie — continuano a modellare il nostro sguardo sul mondo.

SPETTACOLO
Giovedì 22 ottobre 2026 | ore 20.45
Rassegna Prosa

CREDITI
ispirato a “Eumenidi” di Eschilo
regia Serena Sinigaglia
adattamento drammaturgico Serena Sinigaglia e Gabriele Scotti
traduzione del testo greco a cura di Maddalena Giovannelli e Nicola Fogazzi
con Francesca Ciocchetti, Matilde Facheris, Maria Pilar Pérez Aspa, Arianna Scommegna, Giorgia Senesi, Sandra Zoccolan, Debora Zuin
scene Maria Spazzi
costumi Emanuela Dall’Aglio
luci Alessandro Verazzi
cori Francesca Della Monica
Sound design e musiche Lorenzo Crippa
movimenti Alessio Maria Romano
assistente alla regia Elena Riccardi
assistente alle scene
assistente ai costumi Ilaria Strozzi
assistente ai movimenti Stefano Carenza
sarte realizzatrici Anna Gaiti e Ludovica Gavioli
foto Serena Serrani
produzione ATIR, Nidodiragno/CMC produzioni e Teatro Carcano

Spettacolo vincitore HYSTRIO TWISTER 2023

“Amo i classici da sempre. Con essi imparo cos’è il teatro e cos’è l’essere umano. Con i contemporanei imparo a conoscere la realtà presente e l’epoca in cui vivo. Insomma classico e contemporaneo si riguardano, si specchiano l’un con l’altro, si nutrono a vicenda. Il crollo dei valori dell’umanesimo, il prevalere della forza, dell’ambiguità più feroce, il trionfo del narcisismo e della pochezza emergono da questo testo per ritrovarsi intatti tra le pieghe dei giorni stranianti e strazianti che stiamo vivendo. È incredibile quanto una scrittura che risale al 423 a.C. risuoni chiara e forte alle orecchie di un cittadino del terzo millennio. […] La democrazia ateniese fa acqua da ogni parte, contraddice i suoi stessi valori, è populismo che finge di affermare i sacri valori della libertà.  È la legge del più forte, anche se apparentemente garantisce spazio e parola a tutti.”
Serena Sinigaglia

Un gruppo di donne, le madri dei guerrieri argivi morti nel fallito assalto a Tebe, supplica gli ateniesi di aiutarle a dare degna sepoltura ai figli, poichè i tebani negano la restituzione dei cadaveri. Il re ateniese Teseo risponde alla loro supplica, in osservanza della propria legge che impone di onorare i morti, nell’ottica ateniese dei valori di democrazia, libertà, uguaglianza, contrapposti alla tirannide di Tebe.

Il ciclo continua. Allora, ora, sempre. E il teatro lo svela nei suoi infiniti aspetti.

Crediti
di Euripide
traduzione di Maddalena Giovannelli e Nicola Fogazzi
drammaturgia a cura di Gabriele Scotti
regia Serena Sinigaglia
con Matilde Facheris, Maria Pilar Pérez Aspa, Arianna Scommegna, Giorgia Senesi, Sandra Zoccolan, Virginia Zini, Debora Zuin
cori a cura di Francesca Della Monica
scene di Maria Spazzi
costumi e attrezzeria di Katarina Vukcevic
luci di Alessandro Verazzi
assistente alla regia Virginia Zini
assistente alle luci Giuliano Almerighi
musiche e sound design di Lorenzo Crippa
movimenti scenici e training fisico a cura di Alessio Maria Romano
assistente al training  Simone Tudda
produzione ATIR – Nidodiragno/CMC – Fondazione Teatro Due, Parma
con il sostegno di NEXT ed. 2021/2022 Progetto di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo
in collaborazione con Cinema Teatro Agorà, Cernusco sul Naviglio

Spettacolo
giovedì 7 marzo 2024 | ore 20.45

Info
Spettacolo compreso nell’Abbonamento Prosa Classica e inseribile nei Season Pass e nella Gift Card
Rassegna di appartenenza: Prosa classica