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La quarantacinquesima edizione dei Premi Ubu, il più prestigioso riconoscimento del teatro italiano, si è svolta lunedì 18 dicembre presso l’Arena del Sole di Bologna.

Allo scopo di tenere vivo lo spirito ‘patafisico’ del Premio, ideato e realizzato da Franco Quadri, l’Associazione ha lavorato anche quest’anno con il supporto di Altre Velocità documentando la stagione di riferimento in un prezioso database che raccoglie oltre 500 spettacoli prodotti in Italia tra il 1° settembre 2022 e il 31 agosto 2023, e con un elenco delle produzioni straniere relativo alla stagione per la quale i referendari sono chiamati a votare.

Una nutrita rosa di candidature compone un panorama di figure e linguaggi della scena contemporanea italiana, e non solo. Attribuiti da circa settanta votanti, i Premi Ubu si compongono di 16 categorie

Sul palco del teatro della Città di Saronno potrete assistere agli spettacoli di alcuni di loro.

Miglior attore o performer Under 35 Alberto Boubakar Malanchino
Alberto Boubakar Malanchino sarà in scena al Giuditta Pasta con Sid – Fin qui tutto bene
MARTEDÌ 23 GENNAIO 2024 | ore 20.45
Recensione di Andrea Pocosgnich per Teatrto e Critica – Cordelia

Migliore spettacolo di danza Gli anni (di Marco D’Agostin)
Miglior attrice o performer Marta Ciappina (Gli anni)
Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Giuditta Pasta
MARTEDÌ 23 APRILE 2024 | ore 20.45
Recensione di Simone Nebbia per Teatro e Critica

Vi aspettiamo in platea per condividere con voi queste serate di grande teatro.

Il Teatro Giuditta Pasta è felicissimo di ospitare nella Stagione Teatrale 2023|24 Un Nuovo Sguardo – Stagione Contemporanea quattro Finalisti del Premio UBU 2023 e ci congratuliamo con loro per questa prestigiosa nomination!

Attrice o performer
Marta Ciappina in Gli Anni di Marco D’Agostin

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Il Direttore Artistico e regista Andrea Chiodi e Simona Gonella, docente presso l’accademia RADA ( Royal Academy of Dramatic Art) di Londra, conducono una serie di incontri per approfondire e riflettere insieme sugli spettacoli prima del “chi è di scena”.

In occasione di ogni spettacolo delle rassegna Prosa Classica e Prosa Contemporanea alle ore 19.30 il Foyer del teatro sarà la cornice degli appuntamenti OLTRE IL SIPARIO e si animerà di racconti, suggestioni e spunti di approfondimento. Continua a leggere

Da questa sera si recita a soggetto, ovvero si improvvisa!

Come prevedere dunque cosa accadrà proprio durante lo spettacolo che vedrete voi?
Dipende dal pubblico, dal clima, dagli attori, da chi sceglierà di parlare per primo. A soggetto, ovviamente; a braccio, con dei punti fissi ma senza copione.

Giovedì 14 dicembre in occasione dello spettacolo Da questa sera di recita a soggetto! Il metodo Pirandello puoi entrare a fare parte del cast, in vero stile Paolo Rossi! Continua a leggere

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VITA, AMORI E MIRACOLI DI UN VIOLINO VIAGGIATORE

Quando la prosa diventa musica,  quando una storia nascosta tra le pagine prende vita, la danza diventa una magia che racconta, l’amore e la passione diventano teatro. Quando tutto questo diventa “Diario di un violino”. Uno spettacolo unico nel suo genere, ispirato ad un romanzo che svela l’anima di un violino che parla alle persone, raccontando i propri pensieri ed emozioni, i viaggi intorno al mondo e amori, coinvolgendo il pubblico con musica, parole, danza, sentimento, spiritualità e fantasia. Uno spettacolo teatrale che vi farà vivere un’intensa avventura attraverso i secoli passati fino ad arrivare ai giorni nostri: un Violino nasce nella bottega di un famoso intagliatore cremonese. Si accorge di “esistere” quando incontra il giovane Stradivari. Durante la sua lunga vita trascorre straordinari momenti insieme a Vivaldi, Bach, Paganini, Tchaikovsky, il pittore Mark Chagall, Michael Jackson e altri personaggi, in un crescendo di avventure ispirate a fatti realmente accaduti che percorrono trecento anni di storia fino al XX secolo. Un romanzo che descrive la vita degli “umani” dal punto di vista di uno degli strumenti più misteriosi ed esoterici che esistano al mondo: il Violino.            

SAULE KILAITE – performance artist, violinista, attrice, compositrice, regista e scrittrice di origine lituana. I suoi lavori spaziano dalla musica alle performance multimediali, dall’ ideazione e realizzazione di varie piéce teatrali e alla scrittura di romanzi. È stata descritta da molti giornalisti come “l’artista del violino”, paragonata a Laurie Anderson, Vanessa Mae, David Garret. I suoi spettacoli teatrali e concerti sono momenti di intensa comunicazione e scambio di emozioni e commozione col pubblico e sono seguiti e apprezzati in tutto il mondo.

Crediti
voce narrante & violino solista Saule Violin
ballerina e coreografa Elena Lago
The Invisible Orchestra & ospiti
regia Charly Cartisano

Spettacolo
sabato 16 marzo 2024 | ore 20.45

Info
Spettacolo compreso nell’Abbonamento Musica e inseribile nei Season Pass e nella Gift Card
Rassegna di appartenenza: Musica

DEBORA VILLA in
Tilt, Esaurimento Globale

Debora Villa è esaurita e fin qui niente di nuovo. Ma cosa succede nel momento in cui si accorge di non essere affatto sola, perché in un modo o nell’altro esauriti lo siamo tutti? Direi che un attacco di panico sarebbe il minimo.
Tutti esauriti mentre siamo occupati ad esaurire l’intero pianeta, oltre a noi stessi.
Ma tranquilli, ci occupiamo solo delle cose più inutili: è finito il petrolio, è finita la pazienza, è finita l’acqua, è finita la pace, sono finite le api, non ci sono più anticorpi, e tutto va bene, ma se manca il deodorante o è terminata la maionese “fermi tutti, qui c’è un problema!”.
Il periodo storico non aiuta: tra pandemie, lockdown, complottismi, terrapiattisti, guerre, crisi energetica, haters…, “mancano giusto le cavallette” direbbe John Belushi. “E chissene, le cavallette oggi si mangiano!”, risponde Debora sgranocchiando a bocca piena. Siamo di fronte a un esaurimento globale, collettivo: ma forse se riusciamo a rimbalzare appena prima di toccare il fondo, rinasceremo come qualcosa di nuovo.
Perché se siamo la causa del nostro esaurimento, possiamo essere la fonte della nostra energia.
É stato provato che se parli alle piante in modo amorevole, loro crescono meglio, più sane, più forti, più belle.
Sorpresa, sorpresa: vale anche per le persone! Solo che con le piante è meglio: sono più simpatiche, non si muovono e soprattutto non rispondono mai.
Chi ha studiato afferma che l’uomo è un animale sociale, ” ma non è un animale socievole!” aggiunge Debora.
Einstein diceva: “Se tu giudichi un pesce per la sua capacità di arrampicarsi, lui si sentirà un cretino tutta la vita”. Giusto.
Ma Debora ha un dubbio: “Se tu giudichi un pesce per la sua capacità di arrampicarsi, forse il cretino sei tu!?”.
Siamo tutti esauriti – perché siamo tutti esauriti- esiste un modo diverso per gestire la nostra esistenza? Su questo filo, che diventa un mantra, si muove il teatro di Debora Villa, funambola che veleggia tra satira, narrazioni, comicità senza sconti e affabulazioni teatrali.
Vi aspettiamo per il tutto esaurito di tutti gli esauriti.

 

Crediti
di Debora Villa e Carlo Gabardini
conDebora Villa
ProduzioneSi può fare productions
distribuzione Terry Chegia

Spettacolo
venerdì 19 gennaio 2024 | ore 20.45

Info
Spettacolo compreso nell’Abbonamento Show. NON inseribile nei Season Pass e nella Gift Card
Rassegna di appartenenza: Show

Come si fa a parlare di San Francesco D’Assisi senza essere mostruosamente banali? Come farò a mettere in scena questo spettacolo senza che sembri una canzone di Jovanotti?

Se chiedo a un ateo anticlericale “dimmi un santo che ti piace” lui dirà: Francesco. Perché tutti conoscono San Francesco? Perché sono stati scritti decine di migliaia di testi su di lui? Perché è così irresistibile? E perché proprio lui? Non era l’unico a praticare il pauperismo. In quell’epoca era pieno di santi e movimenti eretici che avevano fatto la stessa scelta estrema, che aveva di speciale questo coatto di periferia piccolo borghese mezzo frikkettone che lascia tutto per diventare straccione?
Aveva di speciale che era un artista. Forse il più grande della storia. Le sue prediche erano capolavori folli e visionari. Erano performance di teatro contemporaneo. Giocava con gli elementi della natura, improvvisava in francese, citando a memoria brani dalle chanson de geste, stravolgendone il senso, utilizzava il corpo, il nudo, perfino la propria malattia, il dolore fisico e il mutismo.

Il monologo, orchestrato con le laudi medievali e gli strumenti antichi di Luciano di Giandomenico, Maurizio Picchiò e Stefano Carloncelli, si interroga sull’enorme potere persuasivo che genera su noi contemporanei la figura pop di Francesco, e percorre la vita del poverello di Assisi e il suo sforzo ossessivo di raccontare il mistero di Dio in ogni forma, fino al logoramento fisico che lo porterà alla morte, dalla predica ai porci fino alla composizione del cantico delle creature, il primo componimento lirico in volgare italiano della storia, Francesco canta la bellezza di frate sole dal buio della sua cella, cieco e devastato dalla malattia. Nessuno nella storia ha raccontato Dio con tanta geniale creatività. Francesco sapeva incantare il pubblico, folle sterminate, sapeva far ridere, piangere, sapeva cantare, ballare. Il vero problema con cui mi sono dovuto scontrare preparando questo spettacolo è che Francesco era un attore molto più bravo di me.
E poi il gran finale, la morte, il rapporto di fratellanza, quasi di amore carnale che aveva Francesco con Sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò scappare. E neanche il pubblico potrà scappare da questo finale, incatenati sulle poltrone del teatro saranno costretti anche loro ad affrontare il vero, l’ultimo, grande tabù della nostra contemporaneità: non siamo immortali.

Crediti
regia FRANCESCO BRANDI
di e con Giovanni Scifoni
strumenti antichi Luciano Di Giandomenico, Maurizio Picchiò e Stefano Carloncelli
produzione Mismaonda / CdP Viola Produzioni

Spettacolo
martedì 7 maggio 2024 | ore 20.45

Info
Spettacolo compreso nell’Abbonamento Show e inseribile nei Season Pass e nella Gift Card
Rassegna di appartenenza: Show

a passo di storie

Accompagnati da fiabe classiche e originali, i bambini potranno esplorare il teatro attraverso un percorso di passi e racconti. Davanti ai loro occhi si aprirà un mondo magico fatto di grandi sale e piccole porte, angoli bui e luci soffuse, poltrone rosse e tende vellutate. Camminando nella pancia del teatro incontreranno, ad ogni tappa, una scatola colorata. Ogni volta che la scatola si aprirà, una nuova storia prenderà vita.

Vieni con noi nella pancia del teatro. Facciamogli il solletico in punta di piedi. Lo sentiranno ridere in tutta la città.

Gli attori, i tecnici, la direttrice, le maschere, saranno tutti lì come aiutanti del narratore, guide per andare sopra, sotto, fuori e dentro il teatro della città.
Nella pancia del teatro è un percorso-spettacolo destinato a piccoli gruppi con un numero di posti limitato a 50 persone.

Crediti
di e con Claudio Milani
con la collaborazione di Elisabetta Viganò e Andrea Bernasconi
percorso-spettacolo per le famiglie, allo scoperta del magico mondo del teatro

Spettacolo
sabato 14 ottobre 2023 | ore 20.30
domenica 15 ottobre 2023 | ore 16.00

Info
Spettacolo inseribile nel Family Pass

C’è una storia vera e c’è un romanzo.

La storia vera è quella di Franca Viola, la ragazza siciliana che a metà degli anni 60 fu la prima, dopo aver subito violenza, a rifiutare il cosiddetto “matrimonio riparatore”.

Il romanzo prende spunto da quella vicenda: la evoca e la ricostruisce, reinventando il reale nell’ordine magico del racconto. Oliva è una quindicenne che nell’Italia di quegli anni, dove la legge stabiliva che se l’autore del reato di violenza carnale avesse poi sposato la “parte offesa”, avrebbe automaticamente estinto la condanna, cerca il suo posto nel mondo. E, in un universo che sostiene che “la femmina è una brocca, chi la rompe se la piglia”, un’Oliva adulta ci narra la sua storia a ritroso, da quando – ragazzina- si affaccia alla vita, fino al momento in cui, con una decisione che suscita scandalo e stupore proprio perché inedita e rivoluzionaria, rifiuta la classica “paciata” e dice no alla violenza e al sopruso.

Una storia di crescita e di emancipazione che scandaglia le contraddizioni dell’amore e si insinua tra le ambiguità del desiderio, che lusinga e spaventa.  Oliva, proprio come Franca Viola, decide di essere protagonista delle proprie scelte, circondata da una famiglia che impara con lei e grazie a lei a superare ricatti, stereotipi e convenzioni. Un padre che frequenta il silenzio e il dubbio, ma che riuscirà a dire alla figlia “se tu inciampi io ti sorreggo”, e una madre che, dapprima più propensa a piegarsi alla prepotenza e al fatalismo, riuscirà infine a spezzare le catene della sottomissione e della vergogna.

Grazie alla scrittura limpida e poetica, teatrale e immaginifica di Viola Ardone, Oliva Denaro diventa così la storia di tutte le donne che ancora oggi pensano e temono di non aver scelta, costrette da una legge arcaica e indecente ad accettare un aguzzino e un violentatore tra le mura di casa. Una storia di ieri e di oggi, che parla di libertà, civiltà e riscatto.

Crediti
regia e drammaturgia Giorgio Gallione
dall’omonimo romanzo di Viola Ardone
con Ambra Angiolini
produzione Agidi – Goldenart Production

Spettacolo
giovedì 18 gennaio 2024 | ore 20.45

Info
Spettacolo compreso nell’Abbonamento Prosa Classica e inseribile nei Season Pass e nella Gift Card
Rassegna di appartenenza: Prosa classica

Nell’impossibilità di tracciare una biografia di Giorgione, un narratore, di fronte a due schermi, racconta, per mezzo di parole, documenti, versi poetici ed immagini delle opere del pittore di Castelfranco, frammenti della Venezia a cavallo tra XV e XVI secolo.
Giorgione è una delle figure più enigmatiche della storia dell’arte. Cercare di metterlo a fuoco è come osservare la costellazione delle sette sorelle, le Pleiadi: riesce meglio se uno non la fissa direttamente. Questo ha cercato di fare Anagoor con la complicità di Laura Curino: narrare Giorgione attraverso gli occhi di chi lo frequenta fin dall’infanzia e lo rivela per storie concentriche all’ospite stupefatto. In questa sorta di lezione d’arte, poetica, sono raccontati l’artista, il suo tempo, il respiro delle opere, il clima che le pervade. Rivelazione è la condivisione sincera di una ricerca.
“Volgiamo lo sguardo verso questa ideale costellazione. Per ciascun astro una meditazione. Silenzio, natura umana, desiderio, giustizia, battaglia, diluvio e tempo sono i temi che nutrono le sette contemplazioni di altrettante opere di Giorgione: la Pala, i Ritratti, la Venere Dormiente, la Giuditta, i Tre Filosofi, la Tempesta, il Fregio”.

Crediti
con Marco Menegoni
drammaturgia Laura Curino, Simone Derai
video Simone Derai, Moreno Callegari
sound design Mauro Martinuz
regia Simone Derai
produzione Anagoor 2009
co-produzione Operaestate Festival Veneto, Centrale Fies

Spettacolo
martedì 5 dicembre 2023 | ore 20.45

Info
Spettacolo compreso nell’Abbonamento Prosa Contemporanea e inseribile nei Season Pass e nella Gift Card
Rassegna di appartenenza: Prosa contemporanea

 

Protagonista il signor Steva, un maturo sensale, vessato dalla moglie autoritaria e con una figlia da maritare, appunto, per la quale sembra esserci lo spasimante ideale nel Signor Riccardo, figlio di un senatore, in concorrenza con Cesarino, altro pretendente che però non pare abbia i requisiti necessari per giungere trionfante al traguardo. Il piatto è servito, lo show inizia: per maritare la ragazza si fanno carte false, i pretendenti vanno e vengono in una sequenza di situazioni infinite da risata.

La commedia originale fu scritta dal genovese Niccolò Bacigalupo, ma venne poi “riadattata” con molta libertà da Govi, il quale la portò al successo già negli anni Venti.

«Mi è stato chiaro fin da subito – scrive Solenghi nelle note di regia – che mi trovavo di fronte ad una autentica “maschera” della commedia, e così come non proverei alcun imbarazzo nel riprodurre “lo stampo” scenico di un Arlecchino, mi lascerò docilmente calare nei panni e nella mimica di Gilberto Govi assimilandone ogni frammento, ogni sillaba, ogni atomo. Non esiterei a definirla una sorta di stimolante “archeologia teatrale” che permetta al pubblico odierno, in una sorta di viaggio nel tempo, di rivivere coi Maneggi uno dei momenti più esaltanti della più grande personalità teatrale genovese del secolo scorso.»


Al fianco di Solenghi, nel ruolo che fu della moglie di Govi, Rina, Elisabetta Pozzi, che qui abbandona le grandi figure drammatiche femminili che l’hanno resa celebre per calarsi in un ruolo totalmente comico.  Ad impreziosire l’allestimento, le scene e i costumi di Davide Livermore, che ha voluto rendere omaggio al bianco e nero delle commedie goviane riprese dalla RAI. Fondamentale, poi, per la trasformazione di Solenghi in Govi, il trucco e parrucco di Bruna Calvaresi.

Crediti
regia Tullio Solenghi
con Tullio Solenghi Steva
Elisabetta Pozzi Giggia
Stefania Pepe Cumba
Laura Repetto Matilde
Isabella Loi Carlotta
Federico Pasquali Cesare
Pier Luigi Pasino Pippo
Riccardo Livermore Riccardo
Roberto Alinghieri Venanzio
Regia Tullio Solenghi
Scene e costumi Davide Livermore
Trucco e parucco Bruna Calvaresi
Regista assistente Roberto Alinghieri
Scenografa e costumista assistente Anna Varaldo
Coproduzione Teatro Sociale Camogli, Teatro Nazionale di Genova, Centro Teatrale Bresciano

Spettacolo
giovedì 21 marzo 2024 | ore 20.45

Info
Spettacolo compreso nell’Abbonamento Prosa Classica e inseribile nei Season Pass e nella Gift Card
Rassegna di appartenenza: Prosa Classica

 

“…tutti sanno che gli orsi si grattano quando sentono prurito, ma non molte persone sanno che i pruriti si grattano… perché sono orsi! E più il prurito si grattava, più diventava un orso. Finché dove prima non c’era nessun orso, fece la sua comparsa un orso che non c’era!”

Il nostro Orso, dovete sapere, è un orso che si fa molte domande, un curioso – si direbbe – o forse un filosofo, e quando non se le fa, a fargliele sono dei biglietti trovati nelle tasche (non sapete che gli orsi hanno le tasche???): «TU SEI ME?». Ma che domanda difficile per un Orso che fino a tre minuti prima era soltanto un prurito!!! Il nostro protagonista però ha degli indizi: «1. sono un orso molto gentile 2. sono un orso felice 3. e anche molto bello» e a partire da questi inizia la sua ricerca di sé. Il viaggio si snoda tra alberi che crescono se non li guardi (o no?), tra silenzi piccoli, grandi, antichi e silenzi silenziosi, facendo tappa per conoscere personaggi assurdi («un grosso morbido divano con la personalità di una mucca») che già ti conoscono, o forse no, e che consegnano al nostro protagonista un pezzetto di sé stesso e lo accompagneranno alla scoperta del pensiero e della felicità

Crediti
da “L’orso che non c’era” di Oren Lavie
spettacolo vincitore 𝗜𝗡-𝗕𝗢𝗫 𝗩𝗘𝗥𝗗𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟯
di e con Elisa Canessa e Federico Dimitri
produzione Pilar Ternera/Nuovo Teatro delle Commedie e Compagnia Dimitri/Canessa
durata 55′ – età consigliata: dai 3 ai 7 anni


Spettacolo
domenica 25 febbraio | ore 16.00

Info
Spettacolo inseribile nel Family Pass

Primo Premio “Che Cosa Sono Le Nuvole” Lucca Teatro Festival 2019

Premio “Enfanthéâtre” Aosta 2022

Bubu è un piccolo gufo che, contrariamente alla sua natura, teme il buio. Grazie all’incoraggiamento della mamma e dei personaggi che incontrerà, scoprirà le mille sfumature del buio e a non avere più paura di essere ciò che effettivamente è: un uccello della notte. Bubu scoprirà che il buio non è solo nero come appare, ma è abbagliante, divertente, affascinante, gentile… È quello che non conosciamo a spaventarci! E la paura ha la stessa dignità di tutte le altre emozioni, bisogna solo imparare a gestirla: può trasformarsi in una risorsa aiutandoci a crescere, imparare cose nuove e scoprire risorse che non sapevamo di avere, così finalmente, sotto la luce della luna, Bubu si alzerà in volo!

“Tutti noi, da piccoli, abbiamo avuto paura del buio. È qualcosa di arcaico, radicato profondamente nell’essere umano. Nella storia a cui ci siamo ispirate la paura diventa ancora più forte e lampante proprio perché in contrasto con la natura stessa del gufetto protagonista: lui, di fatto, non si accetta.  La paura del buio diventa metafora dei nostri timori più profondi, che attraverso la conoscenza e l’esplorazione di sé, si possono superare.”

Crediti
liberamente tratto da “Il gufo che aveva paura del buio” di Jill Tomlinson
di e con Alessia Candido e Giulia Nicolosi
scene Eliana Borgonovo
costumi Maria Barbara De Marco
disegno luci Cristiano Cramerotti
elaborazioni musicali Riccardo Anfossi
realizzazione origami Emma Frigerio
organizzazione Paola A. Binetti
produzione BIBOteatro
con il contributo di Residenza Carte Vive 2018, di Regione Lombardia, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali – Direzione Spettacolo e di Fondazione Cariplo

Spettacolo
domenica 10 marzo 2024 | ore 16.00

Info
Spettacolo inseribile nel Family Pass

“La sua vita potrebbe essere raffigurata da due assi perpendicolari: su quello orizzontale tutto ciò che le è accaduto, ha visto, ascoltato in ogni istante; sul verticale soltanto qualche immagine, a sprofondare nella notte.” A. Ernaux, Gli anni

Qualcuno ha scritto che c’è una distanza incolmabile tra quel che è successo un tempo e il modo in cui ci appare ora, ammantato di una strana irrealtà. La coreografia de Gli anni è costruita per tentare di ricucire questo strappo: l’incandescente storia di un singolo – Marta Ciappina, interprete unica per itinerario artistico e peculiarità tecniche nel panorama della danza italiana – invita gli spettatori a giocare con la propria memoria.

Il corpo di Marta e gli occhi di chi la guarda intraprendono un viaggio che fa la spola tra il presente – il momento della performance, irripetibile incontro romantico – e il passato di ognuno, in una trama di andate e ritorni che confonde le storie, le canzoni e i ricordi.

Su palco e platea si stende lenta l’ombra di un romanzo: l’invito è a scriverlo assieme, un’opera a cento mani che ci esorti ad attraversare le rovine guardando in alto.

Crediti
di Marco D’Agostin
con Marta Ciappina
suono e grafica Luca Scapellato
luci Paolo Tizianel
conversazioni Lisa Ferlazzo Natoli, Paolo Ruffini, Claudio Cirri
video editing Alice Brazzit
costruzione elementi scenici Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
promozione, cura Damien Modolo
organizzazione Eleonora Cavallo
amministrazione Federica Giuliano, Irene Maiolin
produzione VAN
coproduzione Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni e Fondazione CR Firenze; Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa; Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale; Festival Aperto – Fondazione I Teatri; Tanzhaus nrw, Düsseldorf; Snaporazverein sostegni L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale ::: Centro di Residenza EmiliaRomagna; CSC/OperaEstate Festival Veneto
con il supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di Colonia/MiC-Direzione Generale Spettacolo e Tanzhaus nrw, Düsseldorf, nell’ambito di NID international residencies programme

Spettacolo
martedì 23 aprile 2024 | ore 20.45

Info
Spettacolo compreso nell’Abbonamento Prosa Contemporanea e inseribile nei Season Pass e nella Gift Card
Rassegna di appartenenza: Prosa contemporanea