MARTA CIAPPINA in GLI ANNI: da Annie Ernaux ad uno spettacolo di danza che una trama di andate e ritorni che intreccia storie, le canzoni e i ricordi

Vincitore di due Premi UBU 2023Migliore Spettacolo di danza dell’anno e Miglior Performer a Marta Ciappina – arriva sul palco del Teatro Giuditta Pasta GLI ANNI, uno spettacolo in cui danza, parole, musica, immagini si fondono e conducono lo spettatore in un viaggio nella memoria, tra passato e presente, nelle pieghe tra grande e piccola storia.

“La sua vita potrebbe essere
raffigurata da due assi perpendicolari,
su quello orizzontale tutto ciò che le è
accaduto, ha visto, ascoltato in ogni
istante, sul verticale soltanto qualche
immagine, a sprofondare nella notte.”
A. Ernaux, Gli anni

Prendendo spunto dall’omonimo libro di Annie Ernaux – in cui la scrittrice immagina che la vita della protagonista stia su due linee perpendicolari, l’orizzontale con gli accadimenti ordinari, la verticale riservata agli eventi eclatanti – D’Agostin costruisce una coreografia per tentare di ricucire lo strappo tra quel che è successo un tempo e il modo in cui lo si vede ex post, ammantato di una strana irrealtà.

Marta Ciappina – interprete unica, nel panorama della danza italiana, per itinerario artistico e peculiarità tecniche – invita gli spettatori a giocare con la memoria, in una trama che intreccia piccola e grande storia, evocando episodi di cronaca, canzoni, pagine letterarie, frammenti di un passato comune.

Nella coreografia de GLI ANNI il corpo di Marta Ciappina e gli occhi di chi la guarda intraprendono un viaggio che fa la spola tra il presente – il momento della performance, irripetibile incontro romantico – e il passato di ognuno, in una trama di andate e ritorni che confonde le storie, le canzoni e i ricordi.

Su palco e platea si stende lenta l’ombra di un romanzo: l’invito è a scriverlo assieme, un’opera a cento mani che ci esorti ad attraversare le rovine guardando in alto.

RASSEGNA STAMPA

“Una danza armata di ricordi che sfida il tragico come «una colonna verticale proiettata verso il futuro», un moto vitale nell’ostinata consapevolezza dell’indispensabile”.
Francesca Pedroni, Il Manifesto

“Tessere drammatiche e coreografiche che piano piano formano il quadro completo, nel quale scopriamo di aver partecipato a una intima rivelazione e allo stesso tempo di aver risvegliato qualcosa della nostra
vita. […] Un lavoro sincero e necessario, destinato a un lungo cammino.
Silvia Poletti, Danza & Danza

“In ogni momento della nostra esistenza, anche se ci illudiamo di poter sempre tornare indietro, stiamo irreversibilmente scrivendo una pagina del nostro romanzo biografico: quale forma d’arte se non l’irripetibile teatro può ricordarcelo? […] Oggi D’Agostin è un artista abbastanza solido per togliersi dal palco senza scomparire: la vita scandagliata sulla scena è quella di Marta Ciappina, una delle migliori interpreti della scena coreografica italiana”.
Maddalena Giovannelli, Il sole 24 ore

“[…] Gli anni, dispersi lungo un tempo che non fa, non concede, pause; infanzia e adolescenza si fanno allora veicolo di una biografia collettiva, in cui permettere riconoscibilità a ogni spettatore, con il quale scambiare il peso oscillante, impossibile della memoria”.
Simone Nebbia, Teatro & Critica

“Gli anni di D’Agostin/Ciappina è uno di quei lavori che per pensiero e intensità d’azione coreutica sono destinati a rimanere impressi, se non a germogliare nella memoria degli spettatori”.
Nicola Arrigoni, Sipario

“Tutto il dolore, la fatica, la nostalgia, l’emozione, si traduce in movimento. Ed è proprio questo a conquistarci, sentire che dietro ogni gesto c’è la memoria fisica di un momento di cui ci arriva la sostanza
emotiva prima che il significato. Quello che convince in D’Agostin è che la sua ricerca ha direzione: [… ] Marco cerca l’emotività, ma la cerca nel minimalismo, nelle esplosioni piccole, nelle sfumature,
nella grammatica del movimento”.
Rossella Menna, Doppiozero

“Uno spettacolo che, pur percorso da matura autoironia, fa registrare un alto tasso di emotività, viscerale e allo stesso tempo cerebrale [… ] Una consapevolezza dolorosamente ma pienamente raggiunta da Marta Ciappina, presenza potente e magnetica, qualità che la collaborazione con Marco D’Agostin, anima elettivamente affine, ha felicemente esaltato”.
Laura Bevione, Artribune

“[…] la scena diviene così una cartografia, un dedalo di elementi di uno scavo nell’archeologia politica e sociale degli ultimi trent’anni e più della storia italiana […] Spettacolo superbo”.
Paolo Ruffini, Limina

Spettacolo
martedì 23 aprile 2024 | ore 20.45

biglietti da € 10 a € 26

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