LA LOCANDIERA di Carlo Goldoni al teatro Giuditta Pasta di Saronno

LA LOCANDIERA di Carlo Goldoni

Mirandolina, astuta donna che gestisce a Firenze una locanda ereditata dal padre, viene costantemente corteggiata dagli uomini che frequentano la pensione.

I nobili clienti, invaghiti, tardano a lasciare l’osteria, e così facendo contribuiscono alla crescita del profitto e della fama della locanda.

L’arrivo del Cavaliere di Riprafratta, misogino incallito che disprezza ogni donna, sconvolge il fragile equilibrio. Mirandolina, ferita nel suo orgoglio femminile, si promette di far sì che il cavaliere s’innamori di lei.

La regia di Andrea Chiodi parte dai Memoires Goldoniani in cui lo stesso autore dichiarava di avvalersi dell’uso di piccole poupettes per costruire i suoi testi.

Gli attori interagiscono con questo mondo dell’infanzia di Goldoni e dialogano di volta in volta con delle piccole bambole che rappresentano in modo efficace i rapporti tra i personaggi e la straordinaria macchina teatrale che è La Locandiera.

Una locandiera che è sicuramente la rappresentazione del Don Giovanni letterario ma al femminile. Un gioco insomma che coinvolgerà i protagonisti nel mondo caro a Goldoni, dalle maschere che se ne vanno, ai costumi del repertorio fino alle sue amate poupettes dell’infanzia.

Informazioni
di Carlo Goldoni
regia di Andrea Chiodi
con Caterina Carpio, Tindaro Granata, Mariangela Granelli, Emiliano Masala, Francesca Porrini
scene e costumi di Margherita Baldoni
assistente alla regia Maria Laura Palmeri
disegno luci di Marco Grisa
musiche di Daniele D’Angelo
realizzazione costumi Maria Barbara de Marco
una produzione PROXIMA RES

Spettacoli
sabato 10 marzo | ore 21.00
domenica 11 marzo | ore 15.30

Biglietti
intero: 25 euro
ridotto over70: 23 euro
gruppi organizzati: 20 euro
ridotto under26: 15 euro
Spettacolo presente nell’abbonamento 10 SPETTACOLI; nell’abbonamento 7 SPETTACOLI, nell’abbonamento BLUETTE.

Data

10 Marzo 2018 - 11 Marzo 2018

Costo

25/23/20/15 euro

Maggiori informazioni

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Etichette

Stagione 2017/2018

Luogo

Teatro Giuditta Pasta
Saronno (VA)
Categoria

Prossimo evento

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3 commenti
  1. francesco
    francesco dice:

    La Locandiera di Goldoni è un grande classico della letteratura italiana, a mio parere sempre attuale: la forza d’animo e la prontezza di Mirandolina dovrebbero essere d’ispirazione nell’affrontare le sfide quotidiane, piccole o grandi che siano. Sotto la regia di Andrea Chiodi cinque attori di grande calibro (Caterina Carpio, Tindaro Granata, Mariangela Granelli, Emiliano Masala e Francesca Porrini) hanno vestito i panni dei sette personaggi dell’opera di Goldoni: un compito complicato ma che, anche con cambi di costume frequenti,non ha mai pesato nell’interezza della vicenda. La recitazione è stata davvero impeccabile, ma quello che mi ha lasciato leggermente perplesso è stato l’allestimento della scena, il quale presentava una lunga tavolata bianca posta a rappresentare il punto di contatto tra la servitù ed i nobili. Nell’incontro nel foyer prima dello spettacolo sono state chiarite le scelte del regista riguardo alla resa scenica ed alla scelta dei costumi, tuttavia la decisione di utilizzare solo il bianco e le rispettive sfumature per tutta la durata della rappresentazione teatrale mi ha reso difficile mantenere lo sguardo sulla scena. Decisamente avrei preferito l’utilizzo di abiti colorati che esprimessero le peculiarità dei vari personaggi ed il loro carattere: mi ero immaginato una Mirandolina vestita di un grande abito rosa con una parrucca gialla ed il viso coperto di talco, il Conte di Albafiorita sfoggiare un abito di un rosso fiammante, il Marchese con un abito blu ed il Cavaliere di Ripafratta con un abito nero ed elegante.
    Nonostante queste perplessità il testo di Goldoni è stato rispettato e i tagli sono stati fatti in modo impeccabile, hanno reso più fluida e leggera la trasposizione teatrale, inoltre ho trovato lo spettacolo molto piacevole e non è mancata qualche risata da parte di tutto il pubblico.

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  2. giulia
    giulia dice:

    Andrea Chiodi, regista, decide di portare in scena la celebre “Locandiera” di Goldoni in maniera assolutamente originale: ricollega infatti la commedia all’infanzia dell’autore. Dai “Mèmoires”, in cui Goldoni raccontava di avere iniziato da bambino, giocando le sue marionette, si arriva alla Locandiera. In questo spettacolo questi suoi giochi prendono vita nei personaggi.
    Un lungo tavolo bianco, delle bambole che riproducono i personaggi in miniatura ed appendiabiti con costumi settecenteschi disposti ai lati del palco sono gli unici elementi scenografici. L’attenzione è catalizzata sui cinque attori. Tutti vestiti di bianco, con parrucche sfarzose, essi rimangono sempre in scena e rompono l’illusione scenica leggendo alcune note dell’autore.
    La protagonista è Mirandolina, una bellissima e maliziosa locandiera, corteggiata da tutti gli uomini che mettono piede nella sua locanda. Alla donna piace ammaliare i suoi spasimanti, benchè non ne sia innamorata, né intenda accasarsi con nessuno di costoro. Tra i suoi corteggiatori vi sono il marchese di Forlipopoli, aristocratico decaduto ed il conte D’Albafiorita. Attraverso questi personaggi Goldoni vuole infatti ironicamente mettere in ridicolo la nobiltà, ormai surclassata dalla borghesia, rappresentata nella commedia da Mariandolina. La donna infatti, abile mercante, illudendo entrambi i suoi spasimanti, ma non concedendosi a nessuno dei due, fa in modo che i due uomini tardino a lasciare l’osteria, facendo così aumentare i profitti della sua locanda. L’equilibro è però turbato dall’entrata in scena del cavaliere di Riprafratta, un misogino incallito che non intende lasciarsi ammaliare dalla furba locandiera. Mariandolina però, ferita nel suo orgoglio femminile vuole far innamorare anche questo altezzoso aristocratico, e con estrema abilità seduttrice, riuscirà nel suo difficile obiettivo! Il Cavaliere Riprafratta però, resosi conto dell’inganno della donna, piuttosto che cedere e confessare il suo amore per essa, decide di fuggire. Al termine della commedia, la locandiera, ormai sola, si ricorda del consiglio del padre e offre la sua mano a Fabrizio, da sempre innamorato di lei.
    Con leggerezza Chiodi riesce a toccare tematiche molto serie, quali la differenza tra i sessi, evidenziata dalle battute del misogino Cavaliere o quella delle disparità sociali, attraverso i buffi personaggi del Marchese e del Conte. Ironico, ma davvero efficace!

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  3. Sofia Bettocchi
    Sofia Bettocchi dice:

    La Locandiera.

    Proxima Res, una compagnia teatrale di Milano, ha messo in scena una delle opere più belle della letteratura italiana:” La locandiera”, di Carlo Goldoni.
    Un tavolo, degli abiti, delle bambole e cinque attori: il teatro di Goldoni viene rappresentato nel 2018.
    Goldoni, infatti, inizia a fare teatro con delle bamboline: in scena, la compagnia le riutilizza per rappresentare e presentare i personaggi.

    Mirandolina, giovane ragazza, che gestisce una locanda, lasciateli in gestione dal padre. Insieme al servitore Fabrizio accolgono e si prendono cura degli ospiti, tra cui il Marchese di Forlipopoli e il Conte di Albafiorita, entrambi innamorati della giovane locandiera. Oltre a loro, a rimanere qualche giorno nella locanda di Mirandolina anche il Cavaliere di Ripafratta, aristocratico, altezzoso e maschilista. Mirandolina, contraria alle idee di Ripafratta, si ripromette di far innamorare il Cavaliere, e così alla fine della storia riesce.
    A prender posto nella locanda, anche due comiche: Ortensia e Dejanira, smascherate dalla Locandiera.
    In tutto ciò, però, non va dimenticato Fabrizio, il giovane servitore, innamorato di Mirandolina, che aveva fatto una promessa al padre della donna, appena prima di morire: prendersi cura della giovane. Così, infatti, fece: lo spettacolo si conclude con un monologo di Mirandolina, che allude al futuro matrimonio con Fabrizio.

    Cinque attori che sono riusciti a rappresentare una realtà oramai distante da quella contemporanea. Nonostante questa difficoltà, la messa in scena della Locandiera di Goldoni è riuscita veramente bene.

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