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APERTURA STRAORDINARIA: Domenica 23 dicembre – dalle ore 9.00 alle ore 13.00

CHIUSURE: 24 – 25 – 26 – 30 dicembre e 1° gennaio

APERTURE:
giovedì 27- venerdì 28- sabato 29 dicembre dalle ore 9.00 alle ore 13.00
lunedì 31 dicembre dalle ore 9.00 alle ore 13.00

mercoledì 2 gennaio dalle 9.00 alle 13.00
giovedì 3 gennaio dalle 15.00 alle 18.00
venerdì 4 gennaio dalle 15.00 alle 18.00
sabato 5 gennaio dalle 9.00 alle 13.00

Il Presidente del Teatro Giuditta Pasta e tutto lo staff vi augurano Buone Feste!
… e che sia per tutti un 2019 pieno di Teatro!!!



Riceviamo e pubblichiamo la recensione dello spettacolo MALALA di due studentesse dell’Istituto A. Bascapè di Saronno.

Il 22 novembre 2018 è stata messo in scena lo spettacolo MALALA.

Esso ha suscitato in noi emozioni forti e ci ha fatto riflettere sul tema centrale: l’ISTRUZIONE.

Grazie allo spettacolo abbiamo capito che l’istruzione è un diritto di tutti, ma non viene rispettato e per questo bisogna ribellarsi e Malala ne è la dimostrazione.

Questa rappresentazione ci è piaciuta molto perché ci siamo sentite parte della storia e l’attrice è riuscita a coinvolgerci pienamente così siamo riuscite a comprendere fino in fondo l’importanza dell’istruzione.

Isola di Cnosso, il Minotauro, il labirinto e un filo.

“Ho deciso di cambiare tipologia di spettacolo, di interpretare qualcosa di diverso, perché i miei figli dicono che sono sempre la stessa”.

È così che Angela Finocchiaro apre il suo spettacolo. Vestita da eroe greco, per la precisione da Teseo, decide di mettere in scena il viaggio dentro sé stessa, dentro i suoi ricordi, le sue emozioni, un viaggio non facile.

Dopo aver raccontato, in breve, il mito del Minotauro di Cnosso, e dopo aver passato il gomitolo ad Arianna (una signora scelta tra il pubblico), è pronta per affrontare la sua avventura all’interno di un labirinto, pieno di figure danzanti che, nel momento in cui lei entra, le tolgono l’armatura e la lasciano solo con una maglietta bianca e dei pantaloni. Un muro parlante l’accoglie all’interno del labirinto.

Impaurita, spersa è un po’ sorpresa, legge sul muro una scritta, questa scritta le dice cosa deve fare.

Passando da un’Angela bambina, per arrivare al suo quotidiano di mamma e di donna, con le sue paure e le sue preoccupazioni, lo spettacolo fa riflettere, con la leggerezza tipica di Angela, su temi molto importanti per la società moderna come la paura del rimanere soli e la necessità di appartenenza ad un gruppo, della compagnia di qualcuno, la paura della morte.

Ad un certo punto, un monologo sulla paura: Se una cosa ti fa paura, falla.

Questa è la soluzione migliore e lo è anche per Angela. Bisogna vincere le proprie paure, questo è il messaggio che lo spettacolo vuole trasmettere al pubblico.

Angela racconta, anche, come sia cambiato il rapporto che una madre o una nonna ha con sua figlia o nipote. Con una leggerezza fa capire come il tempo è passato, come le mamme, al giorno d’oggi, si preoccupano per le figlie o i figli, a differenza di come era nel passato. In una scena questo argomento è ben evidenziato: Angela cerca una casa per il figlio, studente universitario e perché lo fa lei? Perché Sconosciuti in casa, anche no grazie, tutto questo reso con la sua comicità e leggerezza.

Tutto lo spettacolo è giocato sul rapporto tra Angela e il labirinto, in particolar modo con il muro parlante, al quale lei può rivolgere solamente una domanda, che andrà a scegliere con cura. Il labirinto rappresenta la nascita-la morte e la nascita: Angela, infatti, dopo aver toccato il fondo, ri-troverà il suo filo e con lui la forza per affrontare il Minotauro. Il finale è un finale inatteso, da un clima di paura si passa ad un clima festoso, in cui anche il Minotauro non ha più intenzione di mangiare gli Ateniesi e l’eroe Teseo, ma deciderà di mangiarsi un gambo di sedano.

di Sofia Bettocchi

 

One child, one teacher, one book and one pen can change the world”: “Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo” queste sono le parole di Malala Yousafzai, Premio Nobel per la Pace 2014.

Malala nasce nel 1997, nella valle dello Swat, da una famiglia amorevole: insieme a lei, ci sono due fratelli Atal e Khushal, la mamma Toor Pekai e il papà Ziauddin, impegnato nella fondazione di una scuola e nel sociale.

Come tutte le bambine va a scuola, ma un giorno Malala non ci arriva. Era sullo scuolabus, insieme alle sue compagne; improvvisamente il tempo si ferma e qualcuno chiede: “Chi è Malala?”, le compagne si girano e improvvisamente lo sparo. Malala viene colpita alla testa.

Tutto questo perché lei voleva studiare, perché chiedeva di imparare, di poter esercitare un suo diritto. I talebani avevano preso il potere e avevano negato alle ragazze di andare a scuola, loro dovevano rimanere a casa per preparare il pasto agli uomini, loro non potevano uscire di casa se non accompagnate da un uomo, anche solo da un bambino, ecco questa era la legge.

Racconto la mia storia non perché sia unica, ma perché non lo è. È la storia di molte ragazze. Oggi racconto anche le loro storie”.

Il diritto allo studio. Ecco il tema principale dello spettacolo, un diritto che molti di noi danno per scontato. Andare a scuola, nella nostra quotidianità, è qualcosa di normale, di scontato, ma per 66milioni di bambini, purtroppo, non lo è e Malala lo afferma, lo afferma davanti al mondo intero.

Nel 2014, Malala non si tira indietro, davanti a tutti perdona il talebano che le ha sparato: “Voglio un’istruzione per i figli e le figlie dei talebani e di tutti i terroristi e gli estremisti. Non odio nemmeno il talebano che mi ha sparato”.

Malala ci ha aiutato a capire che molto spesso diamo per scontato il diritto allo studio, ma non è così: nel mondo ci sono migliaia e migliaia di bambini che tutti giorni non hanno questa possibilità, devono stare a casa o combattere per i loro stati, ma non è possibile: tutti abbiamo il diritto di studiare.

di Sofia Bettocchi

Pronti per il BLACK FRIDAY al Teatro Giuditta Pasta?

5 giorni di offerte imperdibili. Il Teatro a prezzi mozzafiato dal 21 al 25 novembre. Continua a leggere

Sabato 1° dicembre 2018 | ore 17.30
Foyer Teatro Giuditta Pasta Continua a leggere

Recensione di Sofia Bettocchi


Margherita, studentessa all’ultimo anno della facoltà di Sociologia, a Trento.
Suo padre, padre di una figlia che rimarrà nella storia dell’Italia. Continua a leggere

Articolo di Sofia Bettocchi:



Emanuele Gregolin artista di Saronno presenta la sua mostra. Insieme a lui anche la compagnia Helianto, che si pone come obiettivo quello di trasmettere l’arte e la cultura. Un’intervista in cui racconta la sua vita e la sua mostra. Continua a leggere

Ricomincia la stagione teatrale saronnese con un pieno di risate e “legnanesità”, grazie a “Colombo si nasce!”: il collaudato trio non tradisce le attese del sempre affezionato pubblico.

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Intervista all’attore Davide Lorenzo Palla
Una chiacchierata in pieno stile Tournée da Bar

Sabato sera, 7 luglio, l’Arena Estiva di Casa Morandi ha ospitato lo spettacolo Otello. Riccardo Ricchetti, membro della nostra Redazione, ha incontrato e intervistato il protagonista di questa giovane compagnia. Continua a leggere

Eventi

5 giorni di offerte imperdibili. Il Teatro a prezzi mozzafiato dal 21 al 25 novembre.

Potrete acquistare i biglietti scontati del 40%, un’occasione imperdibile anche per portarvi avanti coi regali natalizi.

Il numero di posti a disposizione è limitato, cliccando sul posto verrà applicato automaticamente lo sconto.

Ecco gli spettacoli tra cui scegliere:

Venerdì 30 novembre | ore 21.00
CONCERTO ALBERTO FORTIS

Sabato 1° dicembre | ore 21.00 e Domenica 2 dicembre | ore 15.30
GIOVANNA D’ARCO

Venerdì 14 dicembre | ore 21.00
DOC – DONNE DI ORIGINE CONTROLLATA

Domenica 16 dicembre | ore 21.00
IL LAGO DEI CIGNI

Venerdì 12 gennaio | ore 21.00 e Domenica 13 gennaio | ore 15.30
LA BISBETICA DOMATA

Venerdì 18 gennaio | ore 21.00
L’ARTE DI REALIZZARE L’IMPOSSIBILE

Domenica 20 gennaio | ore 15.30
SCUGNIZZA

Giovedì 24 gennaio | ore 21.00
L’ABISSO

Venerdì 25 gennaio | ore 21.00
VIAGGI E STORIE DI UN FABBRICANTE DI CANZONI

Venerdì 26 gennaio | ore 21.00 e Domenica 27 gennaio | ore 15.30
IL FU MATTIA PASCAL

Venerdì 1° febbraio | ore 21.00
MIND JUGGLER

Sabato 2 febbraio | ore 21.00
FAME MIA

Venerdì 8 febbraio | ore 21.00
ABRAZOS DE TANGO

Sabato 16 febbraio | ore 20.30
IL BARBIERE DI SIVIGLIA

Giovedì 21 febbraio | ore 21.00
PIÙ FORTE DEL DESTINO

Sabato 23 febbraio | ore 21.00 e Domenica 24 febbraio | ore 15.30
RICCARDO3

Sabato 2 marzo | ore 21.00
EUREKA

Venerdì 8 marzo | ore 21.00
SKETCH IN THE CITY

Sabato 9 marzo | ore 21.00
BIG ONE

Domenica 10 marzo | ore 15.30
AL CAVALLINO BIANCO

Sabato 16 marzo | ore 21.00 e Domenica 17 marzo | ore 15.30
COSÌ TANTA BELLEZZA

Giovedì 21 marzo | ore 21.00
LE RIBELLI

Sabato 23 marzo | ore 20.30
TOSCA

Sabato 30 marzo | ore 21.00 e Domenica 31 marzo | ore 15.30
FIGLIE DI EVA

Venerdì 5 aprile | ore 21.00
FABIO CONCATO

Giovedì 11 aprile | ore 21.00
HAMBURGER

Sabato 13 aprile | ore 21.00 e Domenica 14 aprile | ore 15.30
IL RIGORE CHE NON C’ERA

L’offerta è valida anche per chi si volesse recare in biglietteria negli orari di apertura:
Mercoledì e sabato dalle 9.00 alle 13.00
Giovedì e venerdì dalle 15.00 alle 18.00.

Scatenatevi!

Molte coppie convivono non dicendosi le cose e il risultato e che la coppia scoppia.

Hai mai detto a tuo marito che non sopporti che la sera venga a letto con le calze antiscivolo? Hai mai confessato alla tua fidanzata che ti piacerebbe che si ricordasse che sesso non e solo una parola del nostro vocabolario, ma anche un qualcosa che andrebbe praticato? Sei mai riuscito a dire al tuo compagno che prima di baciarti al mattino dovrebbe lavarsi i denti? Sei in grado di dire alla tua Lei che il lavandino serve per lavarsi e non come recipiente per i suoi trucchi?

Angelo e Katia, coppia sul palco ma soprattutto nella vita, hanno scelto di dirsi tutto, anche le cose meno belle, e per farlo si sono affidati all’ironia che smorza i toni senza sminuire l’importanza di cio che ci si dice. Tutto parte da una lista dei difetti.
Katia scrive quelli di Angelo e lui fa altrettanto con quelli di lei. La lista viene subito mostrata al pubblico che non solo assisterà per tutto lo spettacolo allo scambio comico tra i due a suon di difetti, ma sara anche chiamato a dire la propria attraverso il meccanismo dei bigliettini anonimi e dei social.

Come? Possiamo solo anticiparvi che in questo spettacolo qualcuno si aggirerà in mezzo al pubblico e che i telefoni rimarranno accesi!

Un percorso comico a tappe nella convivenza tra l’uomo e la donna per sottolineare che la bellezza sta appunto nella diversità dei due emisferi a confronto: quello maschile dove calcio, birra e sesso la fanno da padroni, e quello femminile con le sue infinite e incomprensibili, per lui, sfumature.

Informazioni:
di e con Angelo Raffaele Pisani e Katia Follesa
in collaborazione con Luciano Federico
regia di Angelo Raffaele Pisani e Katia Follesa
regia audio e luci Dino Pecorella
Gaia Service Productions

Spettacolo:
sabato 6 aprile 2019 | ore 21.00

Biglietti:
intero: 27 euro
ridotto: 25 euro
gruppi organizzati: 21 euro
ridotto under26: 16 euro

“Il rigore che non c’era” è il nuovo spettacolo di Federico Buffa: il più grande Storyteller italiano.

“Il rigore che non c’era” è quell’evento, magari improvviso, che ha cambiato la storia di una partita, è quella metafora, magari improvvisa, che ha cambiato la storia di una vita

In un luogo non collocato nel tempo e nello spazio, personaggi ad un bivio, davanti ad una scelta, condannati a raccontare e a raccontarsi.

Buffa così inizia il suo percorso, che passa dalla storia di Sendero Luminoso a quella di George Best, da Leo Messi al Grande Torino.

Sullo sfondo, un palazzo, due finestre dalle quali compare una sorta di angelo, custode e disincantato, interpretato da Jvonne Giò; in scena con Federico Buffa, uno strampalato attore, del quale veste i panni Marco Caronna, ed un pianista, Alessandro Nidi, compagni di viaggio nello scoprire che quella volta, quel rigore… ha cambiato la storia di tutti…

Ancora storie intrecciate tra loro, come quella di Bessie Smith e di Kubrick, il tutto punteggiato dalla musica, che sottolinea, impreziosisce e accompagna le parole di Federico Buffa.

Informazioni:
con Federico Buffa
e con Marco Caronna, Jvonne Giò, Alessandro Nidi
regia di Marco Caronna
produzione International Music and Arts

Spettacolo:
sabato 13 aprile 2019| ore 21.00
domenica 14 aprile 2019| ore 15.30

Biglietti:
EVENTO SPECIALE PROSA
posto unico: 34 euro
gruppi organizzati: 26 euro

Tre donne sull’orlo di una crisi di nervi sono legate allo stesso uomo, un politico spregiudicato, corrotto e doppiogiochista, candidato premier delle imminenti elezioni.

Elvira è la sua assistente perfetta, Vicky la moglie e Antonia la ricercatrice universitaria che sta aiutando il figlio del politico a laurearsi.

Ma le tre donne sono anche di più: Elvira è una specie di Richelieu, una grande donna dietro un grande uomo; Vicky è l’artefice della fortuna economica del marito, e Antonia una professoressa che vende voti all’università.

L’uomo dopo averle usate per arrivare in vetta, le scarica senza mezzi termini.

Le donne, dopo un tentativo di vendetta personale che nessuna di loro riesce a portare a termine, pur conoscendosi appena e detestandosi parecchio, si uniscono per vendicarsi tutte insieme.

Un po’ Pigmalione, un po’ Club delle Prime Mogli, un po’ Streghe di Eastwick, Figlie di Eva è la storia di una solidarietà ma anche della condizione femminile, costretta a stare un passo indietro ma capace, se provocata, di tirare fuori risorse geniali e rimontare vincendo in volata.

Informazioni:
scritto da Michela Andreozzi e Vincenzo Alfieri
con Michela Andreozzi, Vittoria Belvedere e Maria Grazia Cucinotta
regia di Massimiliano Vado
una produzione BIS TREMILA SRL

Spettacolo:
sabato 30 marzo 2019| ore 21.00
domenica 31 marzo 2019| ore 15.30

Biglietti:
intero: 27 euro
ridotto: 25 euro
gruppi organizzati: 21 euro
ridotto under26: 15 euro

Uno strepitoso Corrado Accordino, mattatore sulla scena, ipnotizzatore e plasmatore delle nostre emozioni, ci cattura, stupisce e diverte con il suo sguardo ironico su noi stessi e sulle nostre debolezze.

Un invito a non lasciarci sfuggire le occasioni di bellezza che quotidianamente accadono intorno a noi, un’esortazione a vivere il “qui e ora”, liberandosi dalle strutture. La bellezza di dire ciò che potrebbe essere meglio per sé e per gli altri, di essere se stessi, la bellezza di guardare alla nostra esistenza con ironia e leggerezza.

Un uomo, una moglie, due figli, un lavoro dignitoso, qualche amico per il fine settimana con cui condividere una piccola trasgressione, ma nessun terribile segreto da tenere nascosto. Un uomo qualunque, come chiunque di noi.

Insomma, una vita semplice, dove ogni cosa è al suo posto, in un ordine preciso. Ma, anche dietro le più canoniche vite, si nasconde sempre un disagio, una sorpresa e una voglia di cambiare.

Così il protagonista, uscendo una sera come le altre per fare una passeggiata, comincia a far cadere le sue certezze, a mostrare a sé stesso le ombre che si celano dietro a tutto il suo ordine, a intuire intorno a sé un piccolo mondo di bellezza che aveva smesso di cogliere, di vedere e di immaginare possibile.

Lasciarsi sorprendere da questa bellezza ha delle conseguenze: non si può più tornare indietro. Improvvisamente, tutto pretende un nuovo modo di stare al mondo: perdere le certezze che si sono costruite giorno dopo giorno per darsi il tempo di una nuova verità. Una verità che, una volta avvertita, non si può più tacere.

Informazioni:
scritto, diretto e interpretato da Corrado Accordino
assistente alla regia Valentina Paiano
produzione COMPAGNIA BINARIO7

Spettacolo:
sabato 16 marzo 2019| ore 21.00
domenica 17 marzo 2019| ore 15.30

Biglietti:
intero: 22 euro
ridotto: 19 euro
gruppi organizzati: 16 euro
ridotto under26: 13 euro

Nell’epoca delle false identità e dei travestimenti il crimine – anche il più efferato – non è mai facile da riconoscere né da confessare.

Una stanza bianca.
Un letto.
Un trono. Forse a rotelle.
Un costume elegantissimo, ricostruzione perfetta di un abito nobiliare inglese di fine quindicesimo secolo.

Ma la stanza non è quella di un castello tardo medievale, e nemmeno il letto: sembrano piuttosto gli interni disadorni e freddi di una stanza d’ospedale. Psichiatrico, forse.

Allora cosa ci fa, qui dentro, un costume da Riccardo III? Chi sono i tre uomini che si alternano in modo schizofrenico tra tutti i ruoli della storia, compresi quelli femminili, comprese le pause per assumere medicinali, andare al bagno o leggere cartelle cliniche?

Il problema è che Shakespeare e il suo Riccardo non ci bastano più: eppure è un testo gigantesco, finanche esagerato, con troppi personaggi, ma sublime, dalle prime indimenticabili parole alle ultime, che cancellano l’orrore, liberano dal sangue e dalla presenza angosciosa del male, nella sua incarnazione più pura e luciferina.

Quando, insieme a Enzo Vetrano e Stefano Randisi, abbiamo cominciato a ragionare sul nostro Riccardo, è stata fortissima l’esigenza di sottrarlo al medioevo inglese e capire come fargli abitare il presente, perché non fosse l’ennesima variazione sul tema ma qualcosa di meno rassicurante.

Non solo: come nell’originale shakespeariano il male pure si ammanta del fascino più irresistibile, qui il gioco è rendere quel male invisibile, scambiabile per il bene e viceversa.

Informazioni:
di Francesco Niccolini
molto liberamente ispirato al Riccardo III di William Shakespeare e ai crimini di Jean-Claude Romand
con Enzo Vetrano, Stefano Randisi e Giovanni Moschella
scene e costumi Mela Dell’Erba
disegno luci Max Mugnai
regia Enzo Vetrano e Stefano Randisi
una produzione ARCA AZZURRA TEATRO / ERT EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE
in collaborazione con LE TRE CORDE – Compagnia Vetrano Randisi

Spettacolo:
sabato 23 febbraio 2019| ore 21.00
domenica 24 febbraio 2019| ore 15.30

Biglietti:
intero: 27 euro
ridotto: 25 euro
gruppi organizzati: 21 euro
ridotto under26: 15 euro

“Or che cos’ero io se non un uomo inventato?” dal libro “Il fu Mattia Pascal” di Luigi Pirandello

Mattia Pascal vive a Miragno, immaginario paese della Liguria. Il padre, intraprendente mercante, ha lasciato alla famiglia una discreta eredità, che presto va in fumo per i disonesti maneggi dell’amministratore, Batta Malagna. Per vendicarsi, Mattia ne compromette la nipote Romilda, che però poi è costretto a sposare, ritrovandosi anche a convivere con la suocera, che lo disprezza.

La vita familiare è un inferno, umiliante il modesto impiego nella Biblioteca Boccamazza. Mattia decide allora di fuggire per tentare una vita diversa.

A Montecarlo, dove vince alla roulette un’enorme somma di denaro, legge per caso su un giornale della sua presunta morte. Ha finalmente la possibilità di cambiare vita.

Col nome di Adriano Meis comincia a viaggiare, poi si stabilisce a Roma come pensionante in casa del signor Paleari. S’innamora della figlia di lui Adriana e vorrebbe proteggerla dalle mire del losco cognato Terenzio. Ma si accorge che la nuova identità fittizia non gli consente di sposarsi, né di denunciare Terenzio, perché Adriano Meis per l’anagrafe non esiste.

Architetta allora un finto suicidio per poter riprendere la vera identità. Tornato a Miragno dopo due anni nessuno lo riconosce e la moglie è ormai risposata e con una bambina.

Non gli resta che chiudersi in biblioteca a scrivere la sua storia e portare ogni tanto dei fiori sulla tomba del Fu Mattia Pascal.

Informazioni:
di Luigi Pirandello
adattamento teatrale di Daniele Pecci e Guglielmo Ferro
regia Guglielmo Ferro
con Daniele Pecci
produzione ARCA AZZURRA TEATRO, LA CONTRADA TEATRO STABILE DI TRIESTE
in collaborazione con ABC PRODUZIONI

Spettacolo:
sabato 26 gennaio 2019| ore 21.00
domenica 27 gennaio 2019| ore 15.30

Biglietti:
intero: 27 euro
ridotto: 25 euro
gruppi organizzati: 21 euro
ridotto under26: 15 euro

Monica Guerritore riporta in scena il suo spettacolo di maggior successo ‘Giovanna D’Arco’

Monica Guerritore, tornerà ad avere la corta zazzera bionda, il corpo scattante e muscolosissimo nell’armatura di Giovanna D’Arco, spettacolo di cui è interprete, regista e autrice: «La sua forza» dice l’ attrice «trascende la sua appartenenza al genere femminile. La sua passione è universale e travalica il tempo, la sua idea di libertà è eterna».

E Giovanna rivive nella nostra epoca, compagna di ribellione e speranza di Che Guevara, del giovane cinese che a piazza Tien An Men ferma col suo corpo un carro armato, di uomini e donne ‘forti della forza’ che viene dall’istinto di libertà.

Le proiezioni che accompagnano tutto lo spettacolo mostrano i volti terribili dei giudici del film di Dreyer, presenti e giudicanti, contrapporsi al sogno di Martin Luther King e testimoniano come si levino alte in ogni tempo le voci contro il Potere.

La partitura musicale, di grande importanza, accosta nella massima libertà i “Carmina Burana” di Orff, all’Adagio per Archi di Barber, i Queen a Tom Waits, creando quella risonanza emotiva che permette di accompagnare Giovanna alla sua morte senza rimanerne distanti.

Dimenticando l’immagine tramandata, Giovanna è viva attraverso gli Atti del Processo, visionaria e poetica nei versi di Maria Luisa Spaziani, reale nel racconto di Cardini e sarà il De Immenso, che Giordano Bruno scrive prima di essere messo a morte, a dare parole alla sua “chiamata”. Lei che incarna la perfetta fusione di Corpo-Mente-Anima” che lui stesso aveva preconizzato.

“Dio è in me” si ostina a gridare Giovanna davanti ai giudici. Ed è la sua morte. Ma non la sua fine. Il cuore di Giovanna non aveva ragioni, ma forze. Forze e passioni che sole cambiano la realtà.

Informazioni:
scritto, diretto e interpretato da Monica Guerritore
video proiezioni a cura di Enrico Zaccheo
progetto luci di Pietro Sperduti
capo elettricista Marco Marcucci
una produzione COMPAGNIA UMBERTO ORSINI
in collaborazione con PARMACONCERTI

Spettacolo:
sabato 1 dicembre 2018| ore 21.00
domenica 2 dicembre 2018| ore 15.30

Biglietti:
intero: 27 euro
ridotto: 25 euro
gruppi organizzati: 21 euro
ridotto under26: 15 euro

UNA COMMEDIA, UNA DANZA, UN GIOCO, UNA FESTA, QUESTO È HO PERSO IL FILO.

In scena un’Angela Finocchiaro inedita, si metterà alla prova in modo sorprendente con linguaggi espressivi mai affrontati prima, per raccontarci un’avventura straordinaria, emozionante e divertente al tempo stesso: quella di un’eroina pasticciona e anticonvenzionale.

Angela vestirà i panni di Teseo, il mitico eroe che si infila nei meandri del Labirinto per combattere il terribile Minotauro. Affida agli spettatori un gomitolo enorme da cui dipende la sua vita e parte.

Una volta entrata nel Labirinto, però, niente va come previsto, viene assalita da strane Creature che la circondano, la disarmano e tagliano il filo che le assicurava la via del ritorno.

Disorientata, isolata, impaurita, Angela scopre di essere finita in un luogo magico ed eccentrico, un Labirinto, che si esprime con scritte e disegni: ora che ha perso il filo, il Labirinto le lancia un gioco, allegro e crudele per farglielo ritrovare.

Passo dopo passo, una tappa dopo l’altra, superando trabocchetti e prove di coraggio, con il pericolo incombente di un Minotauro affamato di carne umana, Angela viene costretta a svelare ansie, paure, ipocrisie che sono sue come del mondo di oggi e a riscoprire, alla sua maniera, il senso di parole come coraggio e altruismo.

Il Labirinto è un simbolo antico di nascita – morte – rinascita.

Anche Angela, dopo aver toccato il fondo, riuscirà a ritrovare il filo e con esso la forza per affrontare il Minotauro in un finale inatteso che si trasforma in una festa collettiva coinvolgente e liberatoria.

Si ride, ci si emoziona, si gode uno spettacolo che si avvale di più linguaggi espressivi grazie agli straordinari danzatori guidati dall’inventiva di Hervé Koubi, uno dei più talentuosi e affermati coreografi sulla scena internazionale e naturalmente alla capacità comica di Angela Finocchiaro di raccontare un personaggio che è molto personale e allo stesso tempo vicino al cuore di molti.

Informazioni:
in scena Aangela Finocchiaro
e le Creature del Labirinto: Michele Barile, Giacomo Buffoni, Fabio Labianca, Alessandro La Rosa, Antonio Lollo, Filippo Pieroni, Alessio Spirito
coreografie originali di Hervè Koubi
musiche originali di Mauro Pagani
scene di Giacomo Andrico
luci di Valerio Alfieri
regia di Cristina Pezzoli
una produzione AGIDI

Spettacolo:
sabato 24 novembre 2018| ore 21.00
domenica 25 novembre 2018| ore 15.30

Biglietti:
EVENTO SPECIALE PROSA
posto unico: 34 euro
gruppi organizzati: 26 euro

NEL 50° ANNIVERSARIO DEL 1968, CARMELO RIFICI E ANGELA DEMATTÈ, LAVORANO A UNA NUOVA E CONTEMPORANEA EDIZIONE DELLO SPETTACOLO.

Dopo essere stato applaudito in Francia, Svizzera, Lussemburgo e Belgio per quattro stagioni, dal 2012 al 2016, per la regia di Michel Dydim con Richard e Romane Bohringer, il testo di Avevo un bel pallone rosso torna in Italia nell’anno in cui ricorrono i 40 anni dal rapimento di Aldo Moro.

“Avevo un bel pallone rosso e blu, ch’era la gioia e la delizia mia. S’è rotto il filo e m’è scappato via, in alto, in alto, su sempre più su. Son fortunati in cielo i bimbi buoni, volan tutti lassù quei bei palloni.” Questa filastrocca era scritta su un quaderno di Margherita bambina. Quasi un’allegoria strana, onirica, dell’anelito di tutta una vita. Questa bambina aveva il cognome di Cagol e sarebbe poi diventata, per tutti, Mara Cagol.

In scena sono presenti due personaggi: Margherita e suo padre. Attraverso i loro dialoghi si racconta la vicenda della fondatrice delle Brigate Rosse e, soprattutto, si delinea il rapporto concreto e drammatico tra un padre e una figlia.

Si cerca di rappresentare una situazione dove tutto, dal linguaggio ai troppi silenzi, dia l’immediata sensazione di un eccessivo “non detto”. Qualcosa di freddo e struggente allo stesso tempo, che è proprio di una terra faticosa e di un’epoca burrascosa.

“Avevo un bel pallone rosso” riprende, dal punto di vista storico, lo spettacolo di Marco Baliani “Corpo di stato”, ponendo però l’attenzione verso le vicende della figlia Mara Cagol, fondatrice delle Brigate Rosse ed il padre, evidenziando il rapporto drammatico tra un padre e la figlia.

Informazioni:
con Andrea Castelli e Francesca Porrini
di Angela Demattè
regia di Carmelo Rifici
scene e costumi di Paolo Di Benedetto
musiche di Zeno Gabaglio
luci di Pamela Cantatore
produzione LUGANOINSCENA, TEATRO PIEMONTE EUROPA, CENTRO TEATRALE BRESCIANO

Spettacolo:
sabato 10 novembre 2018| ore 21.00

Biglietti:
intero: 22 euro
ridotto: 19 euro
gruppi organizzati: 16 euro
ridotto under26: 13 euro