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RECENSIONE DI ERIK CARNELLI

Sabato 12 e Domenica 13 Gennaio al Teatro Giuditta Pasta di Saronno è andato in scena lo spettacolo “La bisbetica domata” di William Shakespeare con la regia Andrea Chiodi, su drammaturgia di Angela Demattè. Continua a leggere

Recensione di Sofia Bettocchi


Margherita, studentessa all’ultimo anno della facoltà di Sociologia, a Trento.
Suo padre, padre di una figlia che rimarrà nella storia dell’Italia. Continua a leggere

Presentazione della stagione 2017-2018 al teatro Pasta di Saronno
Prosa, musica, comici, danza, opera, operetta e teatro per ragazzi e famiglie.

Come ogni anno c’era grande curiosità per scoprire i titoli e gli artisti che calcheranno il palco del Teatro Giuditta Pasta di Saronno a partire dal prossimo autunno. Continua a leggere

Eventi

L’Attimo Fuggente è una storia d’Amore. Amore per la poesia, per il libero pensiero, per la vita.

Quell’Amore che ci fa aiutare il prossimo a eccellere, non secondo i dettami sociali strutturati e imposti ma seguendo le proprie passioni, pulsioni, slanci magnifici e talvolta irrazionali. Seguendo quegli Yawp che spingono un uomo a lottare per conquistare la donna amata, a compiere imprese per raggiungere i tetti del mondo, a combattere per la giustizia con la non violenza.

Tom Schulman ha scritto una straordinaria storia di legami, di relazioni e di incontri che cambiano gli uomini nel profondo.

L’Attimo Fuggente rappresenta ancora oggi, a trent’anni dal debutto cinematografico, una pietra miliare nell’esperienza di migliaia di persone in tutto il mondo.

Portare sulla scena la storia dei giovani studenti della Welton Academy e del loro incontro col il professor Keating significa dare nuova vita a questi legami, rinnovando quella esperienza in chi ha forte la memoria della pellicola cinematografica e facendola scoprire a quelle nuove generazioni che, forse, non hanno ancora visto questa storia raccontata sul grande schermo e ancora non sanno “che il potente spettacolo continua, e che tu puoi contribuire con un verso”.

Informazioni:
con Ettore Bassi
regia di Marco Iacomelli
scene e costumi di Maria Carla Ricotti
disegno luci di Valerio Tiberi
disegno fonico di Donato Pepe
una produzione Scuola Del Teatro Musicale

Spettacolo:
sabato 26 ottobre 2019| ore 21.00
domenica 27 ottobre 2019| ore 15.30

Biglietti:
intero: 28 euro
ridotto: 26 euro
gruppi organizzati: 23 euro
ridotto under26: 20 euro

 

 

 

Donchisci@tte con Benvenuti e Fresi: non il solito Don Chisciotte

Non è il Don Chisciotte dell’immaginario, nè tantomeno una semplice trasposizione in chiave moderna, ma una completa riscrittura dell’opera di Cervantes.

Si tratta di una rappresentazione teatrale ironica e graffiante in cui i mulini a vento vengono sostituiti da moderni mostri contro cui in qualche modo si deve sempre e comunque combattere.

Un’analisi inedita dei nostri tempi che passa tra le quinte e il palcoscenico per arrivare in platea e che nel Teatro, luogo e arte, trova un mezzo di comunicazione sicuramente appropriato.

“Lo spettacolo – spiega il regista, Davide Iodice – scaturisce da una scrittura originale che a sua volta prende ispirazione dallo spirito dell’opera di Cervantes scagliando una volta di più la simbologia di questo ‘mito’ contro la nostra contemporaneità”.

Con vesti sgangheratamente complottiste e una spiritualità naif, accompagnato da un Sancho, che è insieme figlio e disorientato adepto, il nostro Don intraprende un corpo a corpo, disperante e “comico” contro un mondo sempre più virtuale, spinto a trovare l’origine del male nel sistema che lo detiene.

E se, nella giostra di pensieri che galoppano progressivamente verso l’inevitabile delirio, le menti malefiche dei giganti delle multinazionali sono il nemico contro cui scagliarsi, l’Amore è ancora il vento che soffia e muove, anche se Dulcinea, intrappolata in una webcam, può svanire dolorosamente per un banale blackout.

Informazioni:
con Alessandro Benvenuti e Stefano Fresi
liberamente ispirato a Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes
di Nunzio Caponio
adattamento e regia Davide Iodice
scene Tiziano Fario
costumi Daniela Salernitano
luci Davide Iodice
una produzione Arca Azzurra Teatro

Spettacolo:
sabato 9 novembre 2019| ore 21.00
domenica 10 novembre 2019| ore 15.30

Biglietti:
intero: 28 euro
ridotto: 26 euro
gruppi organizzati: 23 euro
ridotto under26: 20 euro

Sullo sfondo di una Berlino anni trenta, una spassosa Veronica Pivetti ci racconta e ci canta una storia piena di qui pro quo, cambi di sesso, di persona e di intrecci sentimentali senza esclusione di colpi.

Repubblica di Weimar. L’attrice disoccupata Susanne Weber approda a Berlino. Ha fame, freddo ed è delusa dall’amore. L’incontro con un collega italiano, Vito Esposito sembra cambiarle la vita.

Mentre la città subisce gli umori dei nazionalsocialisti di Hitler, Susanne e Vito condividono fame, scene e battute fino a scambiarsi le rispettive identità. È per l’affamata ditta che Susanne diventa Viktor und Viktoria, affascinante en travesti dotato di uno stravagante fallo di cotone che nasconderà il suo segreto.

In una brillante compagnia capitanata dalla Baronessa Ellinor Von Punkertin in cui spiccano Lilli Shultz, ballerina e il giovane attrezzista Gerhardt, Viktor und Viktoria conquista il mondo.
Tornata a Berlino, un incontro fatale con il conte Frederich Von Stein colpisce Susanne che sarà costretta a fare le sue scelte mentre in città la situazione politica degenera.

Riuscirà Susanne ad abbandonarsi al suo inaspettato amore senza che ciò le risulti fatale?

Informazioni:
con Veronica Pivetti, Giorgio Borghetti e Yari Gugliucci
e con Sergio Mancinelli, Roberta Cartocci, Nicola Sorrenti
commedia con musiche liberamente ispirata all’omonimo film di Reinhold Schünzel
regia di Emanuele Gamba
scene di Alessandro Chiti
costumi di Valter Azzini
luci Alessandro Verazzi
musiche originali e arrangiamenti Maurizio Abeni
una produzione a.ArtistiAssociati/Pigra

Spettacolo:
sabato 30 novembre 2019| ore 21.00

domenica 1 dicembre 2019| ore 15.30

Biglietti:
intero: 28 euro
ridotto: 26 euro
gruppi organizzati: 23 euro
ridotto under26: 20 euro

Uno dei capolavori di Ronald Harwood sbarca al Teatro di Saronno con la regia di Patrick Rossi Gastaldi e un gruppo di straordinari interpreti.

Una brillante commedia sull’arte e sulla terza età, portata qualche anno fa sugli schermi da Dustin Hoffman.

Una commedia ambientata in Italia, culla del bel canto, con protagonisti quattro grandi interpreti d’opera. Famosi, energici, irascibili e, insieme, divertenti, vivono ospiti in una casa di riposo.

Cosa accade quando a queste vecchie glorie viene offerto di rappresentare per un galà il loro cavallo di battaglia, il noto quartetto del Rigoletto di Verdi “Bella figlia dell’amor”?

Tra rivelazioni, confessioni, invenzioni ed il classico coup de théâtre, i quattro troveranno il modo non solo di tornare alle scene, ma di far ascoltare le loro voci, riscoprendosi giovani e gloriosi come un tempo.

Un gioco teatrale e drammaturgico capace di far ridere, riflettere e commuovere.

Informazioni:
con Giuseppe Pambieri, Paola Quattrini,Cochi Ponzoni ed Erica Blanc
di Ronald Harwood
regia di Patrick Rossi Gastaldi
scene di Fabiana Di Marco
costumi di Teresa Acone
luci di Mirko Oteri
una produzione Bis Tremila, Compagnia Molière
in collaborazione con: Festival Teatrale di Borgio Verezzi

Spettacolo:
sabato 11 gennaio 2020| ore 21.00

domenica 12 gennaio 2020| ore 15.30

Biglietti:
intero: 28 euro
ridotto: 26 euro
gruppi organizzati: 23 euro
ridotto under26: 20 euro

La drammatica vicenda di Daniela Spada, colpita da un ictus il 1° aprile 2000 dopo aver partorito la figlia Mia, raccontata in un libro e ora portata in scena dal marito Cesare Bocci insieme alla collega attrice Tiziana Foschi.

Pesce d’aprile è il racconto di un grande amore che la malattia ha reso ancora più grande: un’esperienza reale, toccante, intima e straordinaria di un uomo e di una donna che non si danno per vinti quando il destino sconvolge la loro esistenza.

I protagonisti si mettono a nudo svelando le loro fragilità, raccontando come possano crollare le certezze e come si possa risalire dal baratro.

In un’alternanza di situazioni dolorose, grottesche, a volte divertenti, si delinea l’immagine di una donna prigioniera di un corpo che non le obbedisce più e che lotta per riconquistare la propria vita, con il suo uomo accanto.

Una testimonianza diretta, capace di trasmettere quella forza che spesso manca nel quotidiano. Un racconto al quale si assiste con gli occhi lucidi e la risata improvvisa, a volte amara, altre volte liberatoria.

Informazioni:
con Cesare Bocci e Tiziana Foschi
drammatirgia di Cesare Bocci e Tiziana Foschi
regia di Cesare Bocci
supervisione alla regia Peppino Mazzotta
una produzione Art Show

Spettacolo:
sabato 15 febbraio 2020| ore 21.00

domenica 16 febbraio 2020| ore 15.30

Biglietti:
intero: 28 euro
ridotto: 26 euro
gruppi organizzati: 23 euro
ridotto under26: 20 euro

Miss Marple – la più famosa detective di Agatha Christie – sale per la prima volta su un palcoscenico in Italia. E lo fa con la simpatia di Maria Amelia Monti che dà vita a un personaggio contagioso, in un’interpretazione che creerà dipendenza.

Adattando il romanzo, Edoardo Erba riesce a creare una commedia contemporanea, che la regia di Pierpaolo Sepe valorizza con originalità, senza intaccare l’inconfondibile spirito di Agatha Christie.

Siamo alla fine degli anni ’40, in una casa vittoriana della campagna inglese. Miss Marple è andata a trovare la sua vecchia amica Caroline, una filantropa che vive lì col terzo marito, Lewis, e vari figli e figliastri dei matrimoni precedenti. Di questa famiglia allargata, fa parte anche un strano giovane, Edgard, che aiuta Lewis a dirigere le attività filantropiche.

Il gruppo è attraversato da malumori e odi sotterranei, di cui Miss Marple si accorge ben presto. Durante un tranquillo dopocena, improvvisamente Edgard perde i nervi: pistola in pugno minaccia Lewis e lo costringe a entrare nel suo studio. Il delitto avviene sotto gli occhi terrorizzati di tutti. Ma le cose non sono come sembrano. Toccherà a Miss Marple, in attesa dell’arrivo della polizia, capire che ciò che è successo non è quello che tutti credono di aver visto.

Il pubblico è stato distratto da qualcosa che ha permesso all’assassino di agire indisturbato. Come a teatro. Come in un Gioco di Prestigio.

Informazioni:
di Agatha Christie
adattamento teatrale di Edoardo Erba
con Maria Amelia Monti
e con Alberto Giusta, Sabrina Scuccimarra, Sebastiano Bottari, Marco Celli, Giulia De Luca, Stefano Guerrieri e Laura Serena
scena di Luigi Ferrigno
costumi di Alessandro Lai
luci di Cesare Accetta
musiche di Francesco Forni
regia di Pierpaolo Sepe

Spettacolo:
sabato 29 febbraio 2020| ore 21.00

domenica 1° marzo 2020| ore 15.30

Biglietti:
intero: 28 euro
ridotto: 26 euro
gruppi organizzati: 23 euro
ridotto under26: 20 euro

Unite da un percorso comune di militanza per l’affermazione del punto di vista femminile, Serena Dandini e Lella Costa si ritrovano a convergere all’interno di un progetto teatrale.

Alcune delle Valorose ritratte da Serena nel suo libro saranno rigenerate con nuova linfa nella riscrittura scenica e nell’interpretazione di Lella Costa, in un gioco di rimandi, anche scenografici, tra le trame che hanno distinto le loro vite.

Donne intraprendenti, controcorrente, spesso perseguitate, a volte incomprese: forti e generose, sempre pronte a lottare per raggiungere traguardi che sembravano inarrivabili, se non addirittura impensabili.

Donne valorose che seppure hanno segnato la storia, contribuendo all’evoluzione dell’umanità, per uno strano sortilegio raramente vengono ricordate, con difficoltà appaiono nei libri di storia e tanto meno sono riconosciute come maestre e pioniere.

Informazioni:
da IL CATALOGO DELLE DONNE VALOROSE di Serena Dandini
con Lella Costa
progetto drammaturgico di Serena Sinigaglia
scrittura scenica di Lella Costa e Gabriele Scotti
scene di Maria Spazzi
regia di Serena Sinigaglia
una produzione Carcano Centro d’Arte Contemporanea, in collaborazione con Mismaonda

Spettacolo:
sabato 14 marzo 2020| ore 21.00

domenica 15 marzo 2020| ore 15.30

Biglietti:
intero: 28 euro
ridotto: 26 euro
gruppi organizzati: 23 euro
ridotto under26: 20 euro

Buon anno, ragazzi nasce dal sodalizio tra la penna di Francesco Brandi e l’estro visivo di Raphael Tobia Vogel.

La storia è incentrata su Giacomo, un insegnante di filosofia, scrittore precario, compagno e padre ancora più precario, che si trova a passare da solo, per sua scelta, la notte di Capodanno. A poco a poco questa solitudine svanisce e la sua casa si riempirà di persone che, invece, per un motivo o per un altro, consapevolmente o inconsapevolmente, hanno bisogno di lui, quantomeno hanno bisogno di dirgli qualcosa.

Ed è proprio qui, il problema. Quanto siamo capaci di dirci le cose per quelle che sono? Usando cioè i termini giusti, senza girarci attorno.

Buon anno, ragazzi è una riflessione sulla nostra difficoltà di gestire gli affetti, sulla nostra patologica incapacità di utilizzare un dizionario corretto, leale, e, perché no, dolce, con le persone che ci stanno più vicine, con le quali, invece, siamo capacissimi di scontrarci in una quotidianità che nella migliore delle ipotesi ci appare noiosa.

Fino a quando però non arriva l’imprevisto, che ci spaventa e ci porta a un passo dal baratro e ci costringe a mettere in salvo, letteralmente e non, la nostra vita, che è l’unica cosa che non può mai passare in secondo piano.

Informazioni:
di Francesco Brandi
con (in o.a.) Francesco Brandi, Loris Fabiani, Miro Landoni, Daniela Piperno, Sara Putignano
regia Raphael Tobia Vogel
scene Francesca Pedrotti e Alice De Bortoli
luci Luigi Biondi
musiche Andrea Farri
una produzione Teatro Franco Parenti

Spettacolo:
sabato 4 aprile 2020| ore 21.00

domenica 5 aprile 2020| ore 15.30

Biglietti:
intero: 28 euro
ridotto: 26 euro
gruppi organizzati: 23 euro
ridotto under26: 20 euro

Noi troveremo i luoghi delle peregrinazioni di
Ulisse il giorno in cui rintracceremo il
calzolaio che cucì l’otre dei venti di Eolo.
Eratostene

Marco Paolini porta in scena il suo Ulisse. In un tempo di dei ed eroi, Omero raccontava la storia di Ulisse. Oggi assistiamo alle innumerevoli odissee di uomini in balia di dèi che non vivono più sull’Olimpo ma hanno assunto le fattezze di un occidente artefice irrazionale e crudele del destino altrui.

Da alcuni anni Marco Paolini esplora il personaggio di Ulisse, i primi passi risalgono al 2003, nel sito archeologico di Carsulae, con le improvvisazioni musicali di Giorgio Gaslini e Uri Caine, e la scena di Arnaldo Pomodoro. Nel 2013, a Milano, all’interno di un ciclo di incontri parallelo alle repliche di Odyssey di Bob Wilson al Teatro Strehler, aveva proposto al pubblico una rilettura di quel lavoro. Oggi, con la collaborazione alla scrittura di Francesco Niccolini e la regia di Gabriele Vacis, quella narrazione ha trovato il suo centro negli dèi, burattinai del destino umano.

Il calzolaio del sottotitolo è l’aedo, che cuce la storia intorno al corpo e alla personalità di Ulisse come l’artigiano fa con un paio di scarpe. «I poemi della tradizione omerica sono la base del pensiero occidentale e del nostro comune sentire. La sfida è dare suono a quei libri, entrare in un flusso, in una “consonanza”, che ci permetta di ricreare l’in-cantesimo dell’originale. Omero racconta un’epoca di dei, semidei ed eroi. Oggi, le potenzialità che il progresso ci ha regalato fanno sì che siamo noi, occidentali, le divinità di questo mondo. Abbiamo un potere immenso che richiede un bilanciamento».

È un Ulisse che ha molto vissuto, viaggiato, sofferto quello al quale pensa Paolini. Un uomo ormai anziano, da più di vent’anni lontano dalla sua casa, Itaca, giunto quasi al termine della sua esistenza terrena, continua a essere un mentitore, ama celare la propria identità e, prima di parlare, riflette; ma quando parla, incanta.

«Sono stati da subito gli dèi al centro del lavoro – dice Vacis –, per una circostanza ai nostri occhi lampante: le grandi migrazioni alle quali assistiamo, le decine di migliaia di persone in fuga dalla miseria e dalla guerra verso il nord e l’ovest ci raccontano che siamo noi “gli dèi”: accogliamo, respingiamo, giochiamo con il destino altrui e, come le divinità omeriche, agiamo in maniera irrazionale e incomprensibile».

Informazioni:
di Marco Paolini e Francesco Niccolini
regia Gabriele Vacis
con Marco Paolini
e con Saba Anglana, Elisabetta Bosio, Vittorio Cerroni, Lorenzo Monguzzi, Elia Tapognani
musiche originali di Lorenzo Monguzzi
con il contributo di Saba Anglana e Fabio Barovero
scenofonia, luminismi, stile Roberto Tarasco
aiuto regia Silvia Busato
luci Michele Mescalchin, fonica Piero Chinello
assistenza tecnica Pierpaolo Pilla, direzione tecnica Marco Busetto
prodotto da Michela Signori
co-produzione Jolefilm, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
con la collaborazione di Estate Teatrale Veronese e Teatro Stabile Bolzano

Spettacolo:
sabato 19 ottobre 2019| ore 21.00

Biglietti:
posto unico: 34 euro
gruppi organizzati: 26 euro

“Il rigore che non c’era” è il nuovo spettacolo di Federico Buffa: il più grande Storyteller italiano.

“Il rigore che non c’era” è quell’evento, magari improvviso, che ha cambiato la storia di una partita, è quella metafora, magari improvvisa, che ha cambiato la storia di una vita

In un luogo non collocato nel tempo e nello spazio, personaggi ad un bivio, davanti ad una scelta, condannati a raccontare e a raccontarsi.

Buffa così inizia il suo percorso, che passa dalla storia di Sendero Luminoso a quella di George Best, da Leo Messi al Grande Torino.

Sullo sfondo, un palazzo, due finestre dalle quali compare una sorta di angelo, custode e disincantato, interpretato da Jvonne Giò; in scena con Federico Buffa, uno strampalato attore, del quale veste i panni Marco Caronna, ed un pianista, Alessandro Nidi, compagni di viaggio nello scoprire che quella volta, quel rigore… ha cambiato la storia di tutti…

Ancora storie intrecciate tra loro, come quella di Bessie Smith e di Kubrick, il tutto punteggiato dalla musica, che sottolinea, impreziosisce e accompagna le parole di Federico Buffa.

Informazioni:
con Federico Buffa
e con Marco Caronna, Jvonne Giò, Alessandro Nidi
regia di Marco Caronna
produzione International Music and Arts

Spettacolo:
sabato 13 aprile 2019| ore 21.00
domenica 14 aprile 2019| ore 15.30

Biglietti:
EVENTO SPECIALE PROSA
posto unico: 34 euro
gruppi organizzati: 26 euro