Tag Archivio per: danza

Agosto sta volgendo al termine, l’estate sta finendo e  al Teatro Giuditta Pasta fervono i preparativi per l’apertura della Stagione 2024|25 Immaginazioni con la Direzione Artistica di Andrea Chiodi.

Dallo show alla musica, dalla prosa classica alla prosa contemporanea, dagli spettacoli per le nuove generazioni ai laboratori teatrali ecco cosa vi attende all’apertura di sipario del teatro della Città di Saronno.

Il primo appuntamento è con la risata e la spensieratezza che solo I LEGNANESI sanno trasmettere.
GUAI A CHI RUBA, in scena sabato 28 settembre alle ore 20.45 e domenica 29 settembre alle ore 16.00 c per due ore  in compagnia della Teresa ( Antonio Provasio), della Mabilia ( Enrico Dalceri) e del Giovanni (Italo Giglioli). Continua a leggere

Il Teatro Giuditta Pasta è felicissimo di ospitare nella Stagione Teatrale 2023|24 Un Nuovo Sguardo – Stagione Contemporanea quattro Finalisti del Premio UBU 2023 e ci congratuliamo con loro per questa prestigiosa nomination!

Attrice o performer
Marta Ciappina in Gli Anni di Marco D’Agostin

Continua a leggere

Scopri tutte le novità per mettere in scena il tuo spettacolo di fine corso!

Il Teatro Giuditta Pasta ospita da fine maggio e per tutto il mese di giugno gli spettacoli di fine corso delle realtà coreutiche  che da oltre trent’anni scelgono il palcoscenico saronnese, dando vita ad una vera e propria rassegna.

Che sia breve ma intenso o di durata importante, l’appuntamento con i saggi è il coronamento di un anno di lavoro e sforzi e rappresenta  un importante  momento di crescita e di orgoglio per allievi, docenti e genitori. Continua a leggere

Beatrice Carbone è solista nella compagnia di balletto del Teatro alla Scala di Milano. Inizia a studiare danza con la madre, Iride Sauri, a otto anni. A quindici anni vince una borsa di studio per la Royal Ballet School di Londra e lo stesso anno entra alla Scuola di ballo del Teatro alla Scala di Milano, dove si diploma brillantemente a diciotto anni. Entra da subito nel Corpo di Ballo del Teatro alla Scala di Milano ed inizia ad interpretare importanti ruoli. A ventuno anni viene promossa Solista dall’allora direttrice Elisabetta Terabust. Continua a leggere

Presentazione della stagione 2017-2018 al teatro Pasta di Saronno
Prosa, musica, comici, danza, opera, operetta e teatro per ragazzi e famiglie.

Come ogni anno c’era grande curiosità per scoprire i titoli e gli artisti che calcheranno il palco del Teatro Giuditta Pasta di Saronno a partire dal prossimo autunno. Continua a leggere

Tag Archivio per: danza

SUSANNA EGRI: IL CENTENARIO

Nel 2026 la Fondazione Egri – Centro di Rilevante Interesse per la Danza celebra il centenario della nascita della sua fondatrice e presidente Susanna Egri, figura pionieristica della modernità coreutica e instancabile protagonista della vita culturale italiana ed europea.

La sua biografia attraversa il Novecento e giunge fino al XXI secolo: esule in Ungheria durante le persecuzioni razziali, figlia dell’allenatore del Grande Torino scomparso a Superga, nel 1954 apre le trasmissioni della RAI. Tra le più importanti innovatrici della danza moderna, continua oggi a insegnare e trasmettere la propria visione artistica a Torino.

In occasione della stagione RADICI, il coreografo Raphael Bianco, insieme alla Compagnia EgriBiancoDanza, dedica a Susanna Egri uno spettacolo celebrativo e profondamente ispirato alle radici culturali dei due fondatori della compagnia: Ungheria e India.

Lo spettacolo si articola in due creazioni coreografiche

CANTATA PROFANA: IL CERVO FATATO
Dedicato a Susanna Egri

“Ai padri affinché ascoltino le ragioni dei figli
Ai figli che forse diventeranno padri”
Raphael Bianco

Ispirata alla Cantata Profana di Béla Bartók, fondata su un’antica leggenda transilvana dei nove cervi fatati, la coreografia di Raphael Bianco indaga la simbologia profonda della partitura e il suo nucleo drammaturgico: il rapporto tra padre e figlio.

Il lavoro si concentra sul dialogo conflittuale e necessario tra le generazioni, già presente nella struttura musicale dell’opera, dove le voci del baritono (padre) e del tenore (figlio) si confrontano in modo intenso e doloroso.

Bianco rilegge questo confronto come un percorso di emancipazione: il figlio si allontana dal modello paterno in nome di una libertà identitaria e di una diversa relazione con la natura e con sé stesso. La Cantata Profana si rivela così non solo come un inno al mondo naturale, ma come una potente metafora di libertà e autodeterminazione.

Il lavoro è dedicato a Susanna Egri, maestra e guida, che ha attraversato la propria vita artistica affermando con coerenza una libertà creativa e personale oltre ogni schema e pregiudizio

BRIDES OF GOD
in memoria di Aliyamma Puthiyedom

Frutto di un lungo periodo di ricerca tra India e Italia, Raphael Bianco crea insieme alle danzatrici della Compagnia EgriBiancoDanza una nuova opera ispirata al patrimonio della danza classica indiana.

Il lavoro prende avvio dalla riflessione critica sulla tradizione delle Devadasi, donne consacrate alla danza e al divino fin dall’infanzia, custodi di un sapere corporeo rituale, artistico e spirituale profondamente radicato nella storia dei templi.

In una dimensione onirica e visionaria, la coreografia esplora l’interiorità di queste figure femminili: desideri, tensioni e inquietudini emergono come una verità nascosta che si libera nel tempo della notte, per poi ricomporsi all’alba in un rinnovato gesto di devozione.

Brides of God diventa così un rito coreografico di liberazione e consapevolezza, che attraversa il confine tra disciplina e desiderio, tra sacro e umano.

SPETTACOLO
Martedì 27 ottobre 2026 | ore 20.45
Rassegna Danza

CREDITI
CANTATA PROFANA: IL CERVO FATATO
coreografia e ideazione RAPHAEL BIANCO
musica Béla Bartók
voce narrante Susanna Egri
scene Massimo Voghera
costumi Agostino Porchietto
danzatori Compagnia EgriBiancoDanza
produzione Fondazione Egri – Centro di Rilevante Interesse per la Danza
con il sostegno di MIC – Ministero della Cultura, Regione Piemonte, Fondazione CRT

BRIDES OF GOD
coreografia e ideazione RAPHAEL BIANCO
consulenza drammaturgica e coach danza classica indiana (bharatanatyam): Antonella Usai
assistente alla coreografia Vincenzo Criniti
musica live Cristina Mercuri
voce Antonella Usai
scene Massimo Voghera
danzatori Compagnia EgriBiancoDanza
produzione Fondazione Egri – Centro di Rilevante Interesse per la Danza
con il sostegno di MIC – Ministero della Cultura, Regione Piemonte, Fondazione CRT

FEMINA

Plaudere: captatio benevolentiae o j’accuse?

Al principio è il battito. Un battito ironico, un battimano che può evocare una chiamata rituale o un gioco di cacciatrici in attesa della preda. Da qui prende avvio Femina, un lavoro che si sviluppa come un sistema ritmico rigoroso, un loop insistente e geometrico che comprime e sostiene l’azione, generando partiture coreografiche di estrema precisione formale.

In questo spazio scenico, l’essenza del femminile appare inizialmente trattenuta, quasi celata. Le interpreti attraversano una sorta di autoanalisi coreografica, una “autoflagellazione” controllata e chirurgica, sempre in ascolto di un tempo comune e condiviso. Sono al tempo stesso battitrici e battute, in un gioco di specchi e responsabilità reciproche, dove risuona l’eco di Plutarco: “Batti ma ascolta!”

Attraverso minimi travestimenti e movenze essenziali, il flusso coreografico conduce a una riflessione sull’identità femminile, tra slittamenti, contaminazioni e trasformazioni. Le quattro interpreti attraversano stati di “scorporazione” e “incorporazione” di sé e dell’altra, collocandosi come poli opposti sulle rive di uno stesso fiume.

Complici del proprio apparire, si osservano e si riflettono in un sistema di rimandi continui, in uno spazio sonoro magnetico e ininterrotto, privo di melodia e interamente fondato sulla forza del ritmo. Femina diventa così uno spazio di traduzione e allucinazione, in cui il femminile contemporaneo prende forma come campo aperto di tensioni, immagini e possibilità.

Femina ha raccolto nel tempo un’attenzione critica ampia e articolata, che ne ha sottolineato la forza formale e la densità di sguardo sul femminile contemporaneo.

Giuseppe Distefano, su DANZA&DANZA, evidenzia come il lavoro di Antonella Bertoni sorprenda per il passaggio dal gesto lirico a un rigoroso impianto formale, costruito attraverso un loop visivo e sonoro che sostiene e genera il movimento. Ne emerge un ambiente scenico essenziale, quasi spoglio, in cui il corpo è chiamato a misurarsi con una struttura ritmica implacabile.

Rossella Battisti, su RumorScena, descrive lo spettacolo come una fitta perlustrazione del femminile, costruita attraverso una sequenza di dettagli e micro-gesti che appartengono alla quotidianità. In questa stratificazione emerge un “diario minimo” della condizione femminile, dove la precisione quasi meccanica dei movimenti lascia però filtrare una tensione sotterranea e irrisolta.

Per Giornale SENTIRE, Corona Perer legge Femina come un omaggio alla donna e alle sue complessità interiori, sottolineando la potenza rituale e reiterativa dei gesti, che si impongono con forza ipnotica e generano nello spettatore uno stato di sospensione e stupore.

Ilaria Rossini, su Teatro e Critica, mette in luce la dimensione quasi astratta delle interpreti, immerse in una scrittura coreografica che sembra svolgersi indipendentemente dallo sguardo dello spettatore, come se appartenesse a un ordine autonomo e necessario.

Maria Dolores Pesce, su Sipario, riconosce al lavoro la capacità di tradurre il movimento in pensiero e il pensiero in energia vitale, restituendo una visione profonda e non verbale del femminile, inteso come forza erotica e conoscitiva.

Cristina Dalla Corte, su Script&Books, evidenzia invece la tensione tra oggettivazione e soggettività, sottolineando come le interpreti, pur esposte a una lettura quasi oggettuale del corpo, mantengano sempre una forte autonomia e presenza di soggetto.

Francesca Pedroni, su Il Manifesto, descrive le danzatrici come figure frontali e stilizzate, apparentemente controllate e uniformi, ma attraversate da scarti ritmici e individuali che fanno emergere una necessità vitale di affermazione della personalità.

Francesco Bettin, su Sipario, sottolinea la solidità della costruzione coreografica e la capacità del lavoro di dare forma e dignità alla complessità della figura femminile, tra dimensione quotidiana e slancio vitale.

Stefano Tomassini, su Teatro e Critica, definisce Femina una scrittura coreografica rigorosa e implacabile, costruita su quattro corpi femminili in costante relazione, capace di restituire la complessità del femminile senza mai ridurla o semplificarla.

Pier Paolo Chini, su Modulazioni Temporali, si sofferma sulla natura “testuale” del movimento, fatto di segni, pause e riprese che generano un continuo sistema di relazioni e cortocircuiti tra le interpreti.

Emilio Nigro, su Persinsala, riconosce allo spettacolo una tensione costante e una forte energia fisica, che attraversa lo spettatore con continuità, sostenuta da una scrittura scenica essenziale e incisiva.

Paolo Randazzo, su Gli Stati Generali, descrive l’esperienza come profondamente immersiva e trasformativa, capace di attivare processi di consapevolezza individuale e collettiva attraverso un’intensa relazione tra scena e pubblico.

Infine, Stefania Zepponi, su KLP Teatro, osserva come la coreografia non si limiti a rappresentare il femminile, ma lo attraversi e lo abiti dall’interno, con una lucidità che ne restituisce tutta la complessità senza mediazioni.

SPETTACOLO
Martedì 24 novembre 2026 | ore 20.45
Rassegna Danza

CREDITI
di MICHELE ABBONDANZA e ANTONELLA BERTONI
coreografia Antonella Bertoni
con Sara Cavalieri, Eleonora Chiocchini, Valentina Dal Mas, Ludovica Messina Poerio
disegno luci Andrea Gentili
direzione tecnica Claudio Modugno
musiche Dysnomia – Dawn Of Midi
audio editing Orlando Cainelli
organizzazione, strategia e sviluppo Dalia Macii
amministrazione e produzione esecutiva Francesca Leonelli
comunicazione Erika Parise
ufficio stampa Marilù Ursi
produzione COMPAGNIA ABBONDANZA/BERTONI
con il sostegno di MiC – Ministero della Cultura, Provincia Autonoma di Trento, Comune di Rovereto, Fondazione Cassa di Risparmio Trento e Rovereto
si ringraziano Danio Manfredini, Marco Dalpane, Lucio Diana, Nadezhda Simenova

Spettacolo finalista Premio Ubu 2023 nella categoria “Miglior spettacolo di danza”

ACQUISTA ONLINE

Seconda tappa del progetto ERGO SUM di Raphael Bianco per la Compagnia EgriBiancoDanza
Dopo ESSAIS: d’après Montaigne, debutto del progetto ERGO SUM nel 2018, Raphael Bianco prosegue la sua ricerca sull’identità e la condizione umana con LEONARDO DA VINCI – Anatomie spirituali, un omaggio al genio universale nel 500° anniversario della sua morte.
Attraverso un linguaggio coreografico e coreologico, l’opera esplora il corpo umano come mappa di emozioni, potenza, fragilità e mistero. Il corpo danzante viene sezionato metaforicamente tra staticità e movimento, tra il visibile e l’invisibile, diventando al contempo narrazione di sé e riflesso dell’altro.
Ispirandosi agli studi anatomici di Leonardo – vere e proprie indagini sull’essenza della vita – Bianco propone una dissezione simbolica del corpo del danzatore, rivelandone le zone di luce e ombra, quelle che affrontano il mondo e quelle che il mondo non vede. Un rituale esoterico e poetico, che mescola suoni naturali, echi di musica rinascimentale e sound design contemporaneo per condurre lo spettatore in un viaggio spirituale e sensoriale.
Un lavoro che attraversa dimensioni ludiche, comiche, poetiche e sconvolgenti, restituendo una visione del corpo come luogo sacro e fragile, guidato dalla mente e vivificato dal cuore.

Età consigliata: dai 14 anni
Durata: 60 minuti
Tecnica: danza

LEONARDO DA VINCI – ANATOMIE SPIRITUALI
ideazione e coreografia RAPHAEL BIANCO
musica Alessandro Cortini
sound design Diego Mingolla
1 attore in scena
con il sostegno di MIC – Ministero della Cultura, Regione Piemonte, Fondazione CRT, TAP – Torino Arti Performative
in collaborazione con Fondazione Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, Il Maggiore di Verbania
produzione Fondazione Egri per la Danza

SPETTACOLO
Venerdì 21 novembre 2025 | ore 10.00
Teatro per le scuole

PRENOTA

Una versione inedita e poetica del celebre balletto, in cui Lo Schiaccianoci diventa il racconto simbolico del passaggio dall’infanzia all’età adulta. Clara, protagonista di questo viaggio, si ritrova immersa in un mondo onirico dove sogno e realtà si confondono, guidata dalla Fata Confetto tra dolci, misteri e scelte difficili. I topi incarnano paure e inquietudini, mentre ogni sorpresa svela un passo verso la crescita.
Liberamente ispirato alla partitura originale di Čajkovskij, questo allestimento mescola radici classiche e visione contemporanea, con una coreografia che esprime il delicato equilibrio tra magia e smarrimento, in un labirinto speculare che riflette l’animo in trasformazione di Clara.
Uno spettacolo dedicato ai bambini – e agli adulti che hanno dimenticato quanto sia complesso diventarlo.

LO SCHIACCIANOCI
ideazione e coreografia RAPHAEL BIANCO
musica Ciajkovskij
costumi Agostino Porchietto e il costume della fata confetto è stato realizzato in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti di Cuneo che ha realizzato i bozzetti
elementi scenici Mario Bianco e Anna Borgna
produzione Egri Bianco Danza

SPETTACOLO
Domenica 18 gennaio 2026 | ore 17.303
Rassegna DANZA/DANZA INVERNO

ACQUISTA ONLINE

Con Instrument 1 – scoprire l’invisibile, Roberto Zappalà inaugura un nuovo percorso coreografico incentrato su strumenti musicali insoliti, riportati al centro della scena come protagonisti. In questo primo episodio, lo strumento scelto è il marranzano, o “scacciapensieri”, simbolo della tradizione musicale siciliana e qui riletto in chiave inedita e sorprendente.
Affidato alla maestria e alla ricerca sonora di Puccio Castrogiovanni (co-fondatore del gruppo I Lautari), il marranzano si libera dalla sua funzione marginale e rivela una forza ritmica ed espressiva potente, quasi ancestrale. Marranzani di varia provenienza e costruzione diventano il centro sonoro di una scena fisica e sensoriale, condivisa con sette danzatori – tutti uomini – della Compagnia Zappalà Danza.
La coreografia disegna una Sicilia senza confini, dove tradizione e contemporaneità si fondono e si contaminano, dando origine a un linguaggio scenico che interroga, reinventa e trasfigura l’identità dell’isola.
Instrument 1 segna anche l’avvio del progetto più ampio re-mapping sicily, una sorta di “atlante danzato” con cui Zappalà tenta di riscrivere le mappe culturali, simboliche ed emotive della Sicilia. Perché ogni mappa è già un viaggio – come ci ricordano Borges e Bufalino – e ogni strumento può diventare una protesi che consente di pescare nel profondo di un territorio complesso, molteplice, spesso invisibile.
Il marranzano, da “scacciapensieri”, si trasforma allora in un mezzo per farli emergere, quei pensieri, aprendo cammini tra memoria e visione, gesto e suono, materia e spirito.
Come dice Werner Herzog: “Camminare è una virtù, il turismo è un peccato mortale.”

Questo spettacolo è per viaggiatori, non per turisti.

Instrument 1 – scoprire l’invisibile

Coreografie e regia Roberto Zappalà
Musica originale (dal vivo) Puccio Castrogiovanni
Danzatori Damiano Scavo, Samuele Arisci, Adriano Coletta, Roberto Provenzano, Fernando Roldan Ferrer, Salvatore Romania, Antoine Roux-Briffaud
Musicista Puccio Castrogiovanni
Testi di Nello Calabrò
Luci e costumi Roberto Zappalà
Direzione tecnica Sammy Torrisi
Management Vittorio Stasi
Direzione generale Maria Inguscio
Tour management Benedetta Aidala
una coproduzione Scenario Pubblico | Compagnia Zappalà Danza – Etnafest Arte – uva grapes contemporary dance festival
con il sostegno di  Ministero della Cultura e Regione Siciliana Assessorato del Turismo, Sport e Spettacolo

SPETTACOLO
Giovedì 16 aprile 2026 | ore 20.45
Rassegna DANZA/DANZA PRIMAVERA

ACQUISTA ONLINE

“Love is careless in its choosing… Love descends on those defenceless”
(“L’amore non ha riguardi nelle sue scelte… l’amore piomba su quelli che sono indifesi”)
David Bowie, Soul Love

Queste parole tratte da Soul Love di David Bowie aprono Ring of Love, spettacolo multimediale che mette in scena l’amore nella sua forma più cruda, viscerale e poetica. Un ring ideale per otto round di incontri e scontri: l’amore come sfida, come danza tra anime che si affrontano senza esclusione di colpi, in un viaggio emotivo che attraversa tutte le sfumature del sentimento.
Proposto nella serata di San Valentino, Ring of Love è un’occasione speciale per celebrare l’amore in tutte le sue forme -romantico, tormentato, impetuoso, tenero – attraverso la potenza della danza, della musica e del canto dal vivo.
Attraverso una potente fusione di danza contemporanea, musica e canto dal vivo, Ring of Love attraversa le epoche del rock: dal glamour di David Bowie e Bryan Ferry, all’energia del punk dei Talking Heads e The Stooges, fino all’elettronica sofisticata dei Depeche Mode e dei Radiohead. Canzoni iconiche dedicate all’amore diventano la colonna sonora di uno spettacolo che è insieme rito, sfida e celebrazione.
Raphael Bianco, ideatore, interprete e coreografo, guida con passione gli straordinari danzatori della Compagnia EgriBiancoDanza, accompagnati dalla forza espressiva della musica dal vivo.

RING OF LOVE – A glamour rock dance show
coreografia RAPHAEL BIANCO
assistente alle coreografie e coreologa Elena Rolla
costumi Melissa Boltri
musiche David Bowie, Radiohead, John Lennon. Depeche Mode, Talkingheards, AmyWinehouse, The Stoogers
produzione Fondazione Egri per la Danza

SPETTACOLO
Sabato 14 febbraio 2026 | ore 20.45
Rassegna DANZA/DANZA PRIMAVERA

ACQUISTA ONLINE

Spettacoli all’interno del MAGGIORE_DANZA Centro diffuso di produzione e programmazione della Fondazione Egri per la Danza

Due coreografie per offrire al pubblico una serata di grande danza.

Quando Marta e Viola mi hanno chiesto di creare un duetto per loro ho subito compreso che il mio sguardo doveva posarsi sulla tessitura invisibile di una complicità a me ancora non svelata ma già densa e intrisa di alleanze nella sua produzione di mistero.

Una scia desiderante, questa la materia sulla quale ho sentito congiungersi le nostre prospettive e da cui sono partita per tracciare le tappe di pratiche e visioni, approdi e memorie, ricercando nel movimento il grado di presenza necessario, netto e poroso al contempo.

Fiducia, necessità, benessere.
Confondere il tempo, chiudere gli occhi, percepire l’origine. L’antenato.

Queste le suggestioni che hanno nutrito gli immaginari e articolato i fraseggi condivisi, le azioni solitarie e le attese, aprendo varchi tra presenza e prossimità, tra ciò che emerge e ciò che non è dato vedere…

Nella sua prima forma di quadri danzati, il lavoro approda al festival MilanOltre svelando le prospettive, ancora in itinere, di due presenze diversamente vigili ma entrambe inclinate verso la necessità di ritrovarsi.
SIMONA BERTOZZI

CREDITI

SISTA
Balletto Teatro di Torino

coreografia Simona Bertozzi
danzatrici Marta Ciappina e Viola Scaglione
musica The Slits, Francesco Giomi, Jason Sharp
light design Simona Gallo
editing voce Roberto Passuti
costumi Born to be Reborn Lab
parole Marta Ciappina e Viola Scaglione
Con il supporto di Lavanderia a Vapore, Collegno (TO)
Progetto realizzato in prima fase con MilanOltre Festival

 

White Pages è un progetto dedicato ad alcuni elementi che hanno caratterizzato la coreografia di Manfredi Perego in questi 10 anni di attività. Riflette l’esigenza di indagare elementi che ciclicamente si sono presentati in tutto il suo percorso coreografico, dall’inizio sino a oggi. Una sfida coreografica che agisce su più fronti delle diversità interpretative che ora lo hanno incuriosito. Il tempo come luogo della dimensione creativa, non frettolosa ma urgente, il dinamismo emotivo e fisico, la nascita come lotta creativa dove lasciare spazio alla follia generatrice, dandole ordine.

Dedica al dinamismo

“C’è il dinamismo del corpo, e c’è il dinamismo emotivo. L’unione di queste due dimensioni genera un moto ondoso coreutico che ho spesso utilizzato come collante tra fisicità ed emozione, per dare coerenza alla mia indagine coreografica. Ora desidero dare definizione e spessore a questo processo.

Dedica al dinamismo non è un quadro che vuole essere puramente fisico, né puramente interpretativo, vuole essere lo scontro incontro tra le due parti. Scontro generatore dell’indefinito, del non sapere dove andrà a finire o sedimentare l’indagine coreografica. Dedica al dinamismo è porsi su un piano totalmente instabile, non logico che ricerca stridori ed accordi, fisico emotivi conferendo ad entrambi valore.” Manfredi Perego

CREDITI

White Pages
𝘜𝘰𝘮𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘥𝘶𝘵𝘰
𝘕𝘢𝘷𝘪𝘨𝘢 𝘴𝘪𝘭𝘦𝘯𝘻𝘪
𝘕𝘦𝘭 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰 𝘥𝘪𝘯𝘢𝘮𝘪𝘤𝘰
Dedica al dinamismo

Coreografia Manfredi Perego
Danzatorə Nadja Guesewell, Noa Van Tichel, Luca Tomasoni, Luis Agorreta
Musiche Paolo Codognola
Disegno luci Roberta Faiolo
Costumi Majatai
Coproduzione Balletto Teatro di Torino e MILANoLTRE Festival

SPETTACOLO
martedì 18 febbraio 2025 | ore 20.45

INFO
Spettacolo inserito nella rassegna Danza

ACQUISTA ON LINE

 

Di danza, pittura, arte e vita

Simona Atzori racconta i suoi primi 20 anni di danza, di pittura, di arte e di vita. A quei 20 anni, bruscamente interrotti dalla pandemia, si aggiungono 2 anni, che hanno momentaneamente fermato quel percorso, per poi dargli un nuovo inizio. È un racconto in prima persona in cui Simona Atzori ripercorre tutte le tappe artistiche e di vita dal 2000 a oggi: dal Grande Giubileo a Roma, a Sanremo nel 2012, passando attraverso mostre e dipinti creati in scena tra passi di danza e numerosissimi incontri in tutta Italia e nel mondo. Accanto a lei ci saranno gli amici danzatori di sempre e tanti amici che aiuteranno Simona a rendere vivi quei ricordi per restituirli come dono al pubblico che l’ha sempre seguita. Danza, pittura, musica, incontri e tante emozioni, sono gli ingredienti di questa carrellata artistica di ricordi di questi incredibili 20 anni + 2 di vita intensa.

Informazioni:

con Simona Atzori
amici in scena:
dal Teatro alla Scala di Milano
Marco Messina, Salvatore Perdichizzi
dalla SimonArte Dance Company
Beatrice Mazzola, Mariacristina Paolini

e con Alessandra Anelli

Spettacolo:
domenica 9 ottobre 2022 | ore 21.00

Biglietti:
intero €31
ridotto over70 €26
ridotto under26 €21
ridotto gruppi organizzati €22

Acquista il biglietto

“Se basta un profumo per tornare a respirare, a noi basta un respiro per tornare a ballare”.

Kataklò Athletic Dance Theatre, la più importante compagnia italiana di physical theatre, torna sulle scene inneggiando alla ripartenza: we are Back to Dance. Giulia Staccioli, insieme all’attivo contributo artistico dei sei danzatori in scena, firma uno spettacolo che accosta frammenti differenti, inediti e di repertorio, portabandiera di un messaggio di speranza: raccogliamo tutti i pezzi, ricostruiamoci, rigeneriamoci, mostriamoci nuovi, ma sempre fedeli a noi stessi. Insomma, torniamo a ballare!

Back to dance si svolge in un tempo unico che affronta quattro tappe differenti: l’umanità, la mitologia, l’eroismo, la leggerezza. Racconta il ritorno in scena dei danzatori dopo aver vissuto un’esperienza universalmente condivisa. Nelle loro gambe c’è la voglia di ricominciare, un istinto continuamente frenato, ostacolato, reso sempre più complesso dalle circostanze.

La chiave di lettura offerta dallo spettacolo vuole essere positiva: giocando con l’ironia, l’energia e l’intensità proprie dello stile Kataklò, Back to Dance dà voce ai bisogni e ai desideri che ci hanno accomunato nell’ultimo periodo: camminare liberi tra la gente facendosi trasportare dal flusso, sentirsi parte di un tutto che si muove con decisione nella stessa direzione, un abbraccio, delicato o scontroso, purché sia fisico, ritrovarsi ad una festa e scatenarsi senza pensieri.

L’atletismo e la poesia che hanno reso la compagnia ambasciatrice del Made in Italy nel mondo, tornano sulle scene ad ammaliare e a diffondere vitalità.

Informazioni:
con i Kataklò Athletic Dance Center
ideazione e direzione artistica
Giulia Staccioli
con Gian Mattia Baldan, Matteo Battista,
Giulio Crocetta, Carolina Cruciani,
Eleonora Guerrieri, Sara Palumbo
una produzione
Kubo Cult impresa sociale srl

Spettacolo:
sabato 26 novembre 2022 | ore 21.00

Biglietti:
intero €31
ridotto over70 €26
ridotto under26 €21
ridotto gruppi organizzati €22

Acquista il biglietto

Con il Galà di danza potremo ammirare le giovani promesse del Teatro alla Scala e alcuni Solisti e Primi ballerini già conosciuti, come Federico Fresi, Beatrice Carbone e Mick Zeni.

Vedremo in scena passi a due estratti dal repertorio classico come Il Lago dei Cigni di Nureyev e il Corsaro di Petipa e pezzi più neoclassici firmati da coreografi emergenti come lo stesso Mick Zeni e Matteo Gavazzi. Attraverso il ballo i danzatori spaziano dai temi sociali ai grandi classici della danza quali Il lago dei cigni e Giselle per regalare un momento di sogno al pubblico in sala.

Informazioni:
con le giovani promesse del Teatro alla Scala di Milano:
Camilla Cerulli, Linda Giubelli, Letizia Masini, Edoardo Caporaletti, Alessandro Paoloni

e con Beatrice Carbone, Mick Zeni e Federico Fresi

direzione artistica Beatrice Carbone

Spettacolo:
mercoledì 7 dicembre 2022 | ore 21.00

Biglietti:
intero €31
ridotto over70 €26
ridotto under26 €21
ridotto gruppi organizzati €22

Acquista il biglietto