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L’ ETÀ D’ORO DEL JAZZ
L’hot jazz dei ruggenti anni Venti
DIXIE BLUE BLOWERS di Mauro L. Porro

Un viaggio alle origini del jazz attraverso il ritmo travolgente dell’“hot jazz” degli anni Venti.
I Dixie Blue Blowers, guidati da Mauro L. Porro, tra i più importanti interpreti italiani del jazz classico e sulle ali del grande successo dell’edizione invernale di Umbria Jazz 2025, riportano in scena l’energia e la freschezza dei piccoli ensemble strumentali dei primi del ‘900, attraversando gli stili Dixieland, New Orleans, Chicago e New York.

Il repertorio nasce da un attento lavoro di ricerca e trascrizione dai dischi originali a 78 giri e ripercorre le sonorità dei grandi protagonisti dell’età d’oro del jazz, da Bix Beiderbecke a Red Nichols fino a Louis Armstrong, alternando brani celebri e rarità meno conosciute.

Con strumenti d’epoca e una libera improvvisazione che restituisce lo spirito autentico di quegli anni, i Dixie Blue Blowers riscoprono una musica nata per essere vissuta dal vivo: brillante, sorprendente e sempre in movimento.

SPETTACOLO
Giovedì 31 dicembre 2026, ore 20.45
Rassegna Show 

CREDITI
Pasquale Gravela – cornet, vocals
Mauro L. Porro – clarinet, alto/soprano sax, vocals
Giorgio Gallina – trombone, vocals
Martino Pellegrini – banjo, guitar, vocals
Lorenzo Poletti – tuba
Paolo A. Vanzulli – drums, percussions

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UNA FESTA BELLISSIMA

Tre amici, un mucchio di palloncini, risate, abbracci e la meraviglia delle piccole scoperte quotidiane: sono questi gli ingredienti di Una Festa Bellissima, uno spettacolo poetico e dinamico concepito per coinvolgere i bambini, le bambine e le loro famiglie. Attraverso il gioco e il movimento, la storia intreccia una narrazione capace di parlare a grandi e piccoli, mettendo al centro del palco il valore dell’amicizia, l’espressione libera del corpo e la scoperta delle nostre emozioni.

Ma cosa succede quando la musica si spegne e la festa, come tutte le cose, giunge al termine? Finisce e basta. Eppure, proprio in quel momento, lo spettacolo accompagna il giovane pubblico a comprendere in modo semplice il concetto di inizio e fine. Si scopre così che quando tutto sembra concluso, il bello deve ancora arrivare: restano il ritmo del respiro, la memoria dei gesti e una travolgente voglia di ballare ancora.

In perfetto stile Arione de Falco, la scena si presenta completamente vuota. Senza l’ausilio di scenografie o costumi didascalici, sono solo i corpi e le voci degli interpreti a dare vita a un potente processo immaginativo condiviso, capace di riempire il palco di oggetti e atmosfere uniche grazie alla fantasia dei bambini.

Una Festa Bellissima si trasforma così in un invito luminoso a celebrare il presente, a guardarsi negli occhi e ad abitare il “qui ed ora” della condivisione. Perché anche se la musica si è fermata, finché siamo insieme… si continua a ballare.

Fascia d’età: Tout Poublique
Durata: 1 ora

SPETTACOLO
Domenica 31 gennaio 2027 | ore 16.00
Rassegna Teatro Famiglie

CREDITI
di Compagnia Arione de Falco
con Annalisa Arione, Alberto Branca, Dario de Falco
musiche Enrico Messina
movimento scenico Marcos Rangel Koslowski
costumi Giulio Rossi
con il sostegno di Teatro Koreja

SCARAMUCCIA
una commedia dell’arte

Dopo il successo di Arlecchino muto per spavento, applaudito per diverse stagioni tra Italia e Francia, Stivalaccio Teatro torna a confrontarsi con l’immenso patrimonio della Commedia dell’Arte presentando Scaramuccia, una nuova produzione che debutta al Festival Be Popular 2026 di Vicenza e che promette di conquistare il pubblico con il suo irresistibile intreccio di avventure, equivoci, duelli, musica e comicità.

Lo spettacolo nasce da un attento lavoro di ricerca e riscoperta delle maschere della tradizione italiana e porta in scena uno dei personaggi più affascinanti e meno frequentati del teatro popolare: Scaramuccia, figura nata nel Seicento come evoluzione del capitano spaccone e fanfarone, poi trasformata dal celebre attore Tiberio Fiorilli in un personaggio arguto, ironico e imprevedibile, più incline all’astuzia che alla forza, più vicino alla chitarra che alla spada.

Ambientata nel 1645, alla vigilia dell’assedio di Candia, l’odierna Creta, la vicenda si sviluppa in uno dei momenti più delicati della storia della Serenissima Repubblica di Venezia. Sullo sfondo dell’imminente conflitto tra veneziani e ottomani si intrecciano passioni amorose, rivalità, vendette e colpi di scena che trascinano i personaggi in una girandola di situazioni sempre più imprevedibili.

Tutto prende avvio quando Don Alonso, ricco pretendente destinato a sposare Ortensia, figlia del mercante veneziano Pantalone de’ Bisognosi, si imbatte a Venezia in Scaramuccia e nel suo inseparabile servo Arlecchino. Da un incontro apparentemente casuale nasce una rocambolesca catena di eventi che porterà il protagonista a fuggire verso Creta, inseguito da Flavia, decisa a vendicare il proprio amato. Intanto, all’orizzonte, si profilano già le navi dell’Impero Ottomano, pronte a dare inizio a uno degli assedi più lunghi e drammatici della storia mediterranea.

Ma come nella migliore tradizione della Commedia dell’Arte, la Storia diventa soprattutto il palcoscenico sul quale si muovono personaggi più grandi della vita, coinvolti in una continua alternanza di verità e menzogna, travestimenti e rivelazioni, incontri inattesi e colpi di scena. Scaramuccia recupera così tutta la vitalità della cosiddetta “commedia d’intreccio”, costruita sul piacere del racconto, sulla rapidità dell’azione e sulla capacità di sorprendere continuamente lo spettatore.

La nuova produzione di Stivalaccio Teatro si distingue per la capacità di unire rigore filologico e linguaggio contemporaneo. La compagnia, da anni impegnata nella valorizzazione delle forme popolari del teatro italiano, lavora sulle tecniche della Commedia dell’Arte senza trasformarle in un esercizio museale. Al contrario, le maschere tornano a vivere con energia, ritmo e una straordinaria vicinanza al pubblico di oggi. L’improvvisazione, il gioco attorale, il rapporto diretto con gli spettatori e la fisicità degli interpreti diventano strumenti per restituire tutta la freschezza di una tradizione che continua a parlare al presente.

In questo Mediterraneo raccontato come crocevia di culture, lingue e popoli, Scaramuccia diventa anche un viaggio teatrale attraverso un mondo sospeso tra Oriente e Occidente, tra realtà storica e invenzione scenica. Le mura di Candia, le navi veneziane, i mercanti, i soldati e gli innamorati fanno da sfondo a una narrazione che alterna leggerezza e profondità, comicità e malinconia, mantenendo sempre vivo lo spirito autentico della Commedia dell’Arte.

La critica ha spesso riconosciuto a Stivalaccio Teatro la capacità di restituire nuova vita ai grandi personaggi della tradizione italiana attraverso spettacoli che uniscono precisione storica, talento attoriale e una contagiosa energia scenica. Anche Scaramuccia si inserisce in questo percorso artistico, proponendo un teatro popolare nel senso più nobile del termine: accessibile, intelligente, coinvolgente e capace di parlare a spettatori di tutte le età.

Tra maschere, inseguimenti, duelli, canzoni e colpi di scena, Scaramuccia è un omaggio appassionato alla grande tradizione della Commedia dell’Arte e al tempo stesso una festa teatrale contemporanea, dove il piacere del racconto e la forza degli attori diventano i veri protagonisti della scena.

SPETTACOLO
Giovedì 1° aprile 2027 | ore 20.45
Rassegna Prosa

CREDITI
con Sara Allevi, Marie Coutance, Anna De Franceschi in alternanza con Eleonora Marchiori, Marie-Anne Favreau, Michele Mori, Stefano Rota, Pierdomenico Simone, Valerio Zaina, Marco Zoppello
soggetto originale e regia MARCO ZOPPELLO
scenografia Alberto Nonnato
costumi Eleonora Rossi
musiche Maria Luisa Zaltron
disegno luci Matteo Pozzobon
maschere Stefano Perocco di Meduna e Tullia Dalle Carbonare
spauracchio Sara Allevi
duelli Massimiliano Cutrera
trucco e parrucco Elena Polvani
produzione Stivalaccio Teatro, TSV – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Bolzano

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THE BARNARD LOOP

Un letto che nasconde sorprese impossibili, una moka che non smette mai di versare caffè, una pianta che prende vita e sembra voler dialogare con chi le sta accanto. In The Barnard Loop, il quotidiano si trasforma in straordinario e la realtà si piega alle regole imprevedibili dell’immaginazione.

Protagonista è Barnard, alle prese con una notte popolata da eventi misteriosi e surreali. Sogno o realtà? Non è dato saperlo. Ciò che accade sfugge a ogni spiegazione logica e conduce lo spettatore in un universo sospeso, dove gli oggetti si animano, le certezze vacillano e ogni dettaglio può trasformarsi in meraviglia.

Attraverso il linguaggio della Magie Nouvelle, una forma contemporanea che intreccia illusionismo, teatro fisico, poesia visiva e clown, lo spettacolo esplora con leggerezza e ironia il mondo interiore dell’essere umano. Barnard si confronta con le proprie emozioni, i desideri e le inquietudini che emergono quando il controllo razionale si allenta e lascia spazio all’inconscio.

Con uno stile delicato e sorprendente, The Barnard Loop invita grandi e piccoli a lasciarsi trasportare in un viaggio tra stupore e immaginazione, dove la magia non è semplice artificio, ma uno strumento poetico per raccontare ciò che spesso le parole non riescono a esprimere.

Uno spettacolo capace di far sorridere, emozionare e risvegliare quello sguardo curioso e meravigliato che appartiene a ogni età.

Fascia d’età: dai 3 anni tout publique
Durata: 1 ora

SPETTACOLO
Domenica 7 marzo 2027 | ore 16.00
Rassegna Teatro Famiglie

CREDITI
regia Alessandra Ventrella
con Jacopo Maria Bianchini e Rocco Manfredi
scene Rocco Manfredi e Paolo Romanini
luci Alessandra Ventrella
suono Dario Andreoli
supporto logistico Cie Les Karnavires
Compagnia Dispensa Barzotti
spettacolo finalista InBox 2024

PER SEMPRE

PER SEMPRE è un monologo fisico e viscerale ideato e interpretato da Alessandro Bandini, vincitore del Premio Mariangela Melato per giovani attori 2025, che si accosta alla parola e all’opera di Giovanni Testori portando in scena una drammaturgia originale costruita a partire dal corpus inedito della corrispondenza in lingua francese tra lo scrittore di Novate Milanese e Alain Toubas, a cui fu sentimentalmente legato per oltre trent’anni.

Il giovane Bandini – allievo di Luca Ronconi e Carmelo Rifici alla Scuola di Teatro del Piccolo di Milano e tra i partecipanti alla BAT_Bottega Amletica Testoriana ideata da Antonio Latella – dà voce e corpo alla struggente e misteriosa storia d’amore tra lo scrittore, drammaturgo e artista Giovanni Testori e il mercante d’arte e gallerista francese Alain Toubas.

Lo spettacolo è uno sguardo diretto su un amore assoluto e complesso, fatto di bisogno, distanza, dipendenza emotiva e desiderio. PER SEMPRE è una richiesta viscerale di poter amare ed essere amati senza condizioni, un grido contro l’oblio, contro la paura di sparire.

Tra il 1959 e il 1962, Testori e Toubas – conosciuti alla fine del 1958 grazie ad amicizie comuni – costruiscono un rapporto epistolare intensissimo, composto da oltre duemila lettere scritte a mano in francese, mai tradotte, trascritte o pubblicate integralmente, accompagnate da disegni e cartoline altrettanto inedite. Una corrispondenza che racconta un amore travolgente, a tratti contraddittorio e ricattatorio, ma soprattutto un’umanità disarmata e autentica.

Da questo materiale emerge un lato poco conosciuto di Testori, che permette di rileggere parte della sua opera con uno sguardo nuovo, più diretto e contemporaneo. Non solo il grande autore del Novecento, ma un uomo attraversato da un amore totale, che diventa anche origine della sua scrittura.

Alessandro Bandini si confronta con la parola privata e poetica di Testori, protagonista della cultura letteraria e artistica della seconda metà del Novecento, firmando una drammaturgia originale costruita a partire dal corpus epistolare inedito, da alcuni versi de I Trionfi – celebre poema d’amore dedicato ad Alain Toubas – e da dediche private dello scrittore al giovane “Franzese”.

Il lavoro nasce da un confronto totale, corpo a corpo, con la parola testoriana: una parola che non si limita a essere detta, ma si incarna in chi la pronuncia. In scena diventa tensione, respiro, conflitto. E si trasforma nella lotta interminabile di un essere umano con le proprie paure, con il bisogno di essere amato, con il rischio di scomparire.

PER SEMPRE è quindi uno spettacolo sull’amore, ma anche sulla scrittura, sulla fragilità e sulla memoria: un attraversamento emotivo e fisico che porta il teatro dentro la zona più intima della parola.

SPETTACOLO
Venerdì 19 febbraio 2027 | ore 20.45
Rassegna Contemporanea

CREDITI
testi tratti da lettere e cartoline inedite di
Giovanni Testori ad Alain Toubas, I Trionfi di Giovanni Testori, dediche private di Giovanni Testori ad Alain Toubas
ideazione e creazione Alessandro Bandini
drammaturgia e traduzione Alessandro Bandini, Ugo Fiore
con Alessandro Bandini
dramaturg Ugo Fiore
sguardo esterno Alessandro Sciarroni
coaching Tindaro Granata
consulenza spazio scenico Giulia Pastore
disegno luci Elena Vastano
styling Ettore Lombardi
consulenza musicale Federica Furlani
tecnico luci, audio e video Alessandro Di Fraia
produzione LAC Lugano Arte e Cultura
in coproduzione con
Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, CTB Centro Teatrale Bresciano, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
in collaborazione con
Casa Testori, Institut Culturel Italien de Paris, La Corte Ospitale di Rubiera
con il sostegno di Inteatro Residenze, Fondazione Armunia

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BEETHOVEN: DUE FACCE DEL GENIO
La Quarte e la Quinta Sinfonia 

Nel bicentenario della morte di Ludwig van Beethoven, l’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano propone un programma interamente dedicato al genio del compositore tedesco, accostando due sinfonie emblematiche e profondamente diverse per carattere e visione.

La Quarta Sinfonia, in Si bemolle maggiore, è un capolavoro di equilibrio e leggerezza, spesso considerato un gioiello “nascosto” tra la Terza e la Quinta: elegante, vitale, attraversato da una raffinata energia ritmica.

La celeberrima Quinta Sinfonia, in Do minore, è invece uno dei vertici assoluti della musica occidentale: dall’iconico incipit si sviluppa un percorso drammatico e visionario che conduce dall’oscurità alla luce, simbolo universale di lotta e rinascita.

Due opere dello stesso periodo creativo che, lette in dialogo, rivelano la straordinaria capacità di Beethoven di rinnovare continuamente il proprio linguaggio espressivo.

Sul podio Stefano Montanari, tra i più originali e incisivi direttori italiani della sua generazione, alla guida dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano, in un appuntamento di grande intensità musicale e interpretativa

SPETTACOLO
Venerdì 21 maggio 2027 | ore 20.45
Rassegna Musica

PROGRAMMA
Ludwig van Beethoven (1770 – 1827)
 – Sinfonia n. 4 in Si bemolle maggiore op. 60 (34’)
 – Sinfonia n. 5 in Do minore op. 67 (31’)

CREDITI
direttore Stefano Montanari
ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI

 

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INSIEME

Laura Morante è la protagonista del nuovo e intenso spettacolo di Fabio Marra.

Insieme è uno spettacolo di straordinaria intensità emotiva, scritto e diretto da Fabio Marra, con protagonista Laura Morante. Una pièce che affronta con sensibilità e profondità temi universali come l’amore familiare, la disabilità, l’accettazione e il significato stesso della normalità.

Tradotto in numerose lingue e rappresentato in diversi Paesi, Insieme ha conquistato pubblico e critica a livello internazionale grazie alla sua capacità di raccontare le fragilità umane senza retorica, attraverso personaggi autentici e profondamente emozionanti.

Al centro della storia c’è Isabella, una madre che ha dedicato la propria vita a Michele, il figlio che ha sempre difeso e protetto da ogni giudizio esterno. Per lei, Michele non è diverso da nessun altro e questa convinzione diventa il fulcro della sua esistenza.

Accanto a loro c’è Sandra, la figlia che ha trascorso l’infanzia sentendosi spesso esclusa da quel legame totalizzante tra madre e fratello. Da adulta, Sandra cerca di ricostruire il rapporto con Isabella, tentando di colmare una distanza emotiva che sembra ormai incolmabile.

Ne nasce un confronto intenso e commovente che porta in scena sentimenti contrastanti, ferite mai rimarginate e il bisogno universale di essere amati e riconosciuti.

Insieme va oltre il racconto familiare per trasformarsi in una riflessione profonda sulla società contemporanea e sul nostro modo di rapportarci alla fragilità. Attraverso le vicende di Isabella, Sandra e Michele, Fabio Marra conduce il pubblico dentro dinamiche emotive complesse, invitandolo a confrontarsi con temi delicati come la disabilità, l’accettazione dell’altro e il bisogno universale di sentirsi amati e riconosciuti. Lo spettacolo pone interrogativi che toccano da vicino ogni spettatore: come reagiamo di fronte alla diversità? Quanto siamo davvero capaci di accogliere chi vive al di fuori dei modelli che la società considera “normali”? Con sensibilità e autenticità, Insieme mette in discussione pregiudizi e convinzioni radicate, ricordandoci che il valore di una persona non può essere definito da standard prestabiliti. Ne emerge un racconto intenso e attuale che celebra l’importanza delle relazioni umane, della comprensione reciproca e della capacità di riconoscere la ricchezza che risiede nelle differenze. 

Con la sua presenza scenica elegante e magnetica, Laura Morante dà vita a un personaggio complesso e profondamente umano, guidando il pubblico in un viaggio emotivo fatto di tenerezza, conflitti e verità scomode. Un’interpretazione capace di emozionare e far riflettere, confermando il talento di una delle attrici più amate del panorama italiano.

Insieme è uno spettacolo che parla a tutti: genitori, figli, fratelli e sorelle. Una storia intensa e attuale che mette al centro la fragilità umana e il bisogno di appartenenza, ricordandoci che la vera ricchezza nasce dalla capacità di accogliere l’altro nella sua unicità.

Un appuntamento imperdibile per gli amanti del teatro contemporaneo e delle grandi storie che lasciano un segno nel cuore e nella mente.

SPETTACOLO
Giovedì 5 novembre 2026 | ore 20.45

CREDITI
scritto e diretto da Fabio Marra
con Laura Morante e con Eugenia Costantini, Fabio Marra, Sonia Palau
musica Claudio Del Vecchio
scene Luigi Ferrigno
costumi Annamaria Morelli
disegno luci Giuseppe Filipponio
video design Stefano Di Buduo
Ente Teatro Cronaca e MAT Scene Productions

 

EUMENIDI
Tutta, tutta del padre io sono

Un mito antico che parla ostinatamente al presente. Una riscrittura corale che restituisce parola a chi la storia ha relegato ai margini. 

Con Eumenidi Tutta, tutta del padre io sono, Serena Sinigaglia torna a confrontarsi con i classici greci insieme al gruppo di lavoro nato dall’esperienza di Supplici, proseguendo un percorso artistico che legge il mito come materia viva, politica e profondamente contemporanea. 

L’ispirazione nasce dalle Eumenidi di Eschilo, ultimo capitolo dell’Orestea, dove si racconta il passaggio da una giustizia arcaica, rappresentata dalle Erinni, a un nuovo ordine stabilito da Atena: una giustizia istituzionale, costruita attorno alla legge, al potere e al primato del padre.

Ma questa volta il punto di vista si ribalta.

La storia inizia dalla fine. Le Erinni sono ormai diventate Eumenidi: pacificate, integrate, rese innocue. Da questo presente guardano indietro, interrogano il proprio passato e cercano di capire cosa sia accaduto. Chi erano prima di essere trasformate? È esistito davvero un tempo governato da un diverso equilibrio tra maschile e femminile? E quali tracce di quello scontro abitano ancora il nostro presente?

In scena sette attrici danno corpo a un coro potente e mutevole, attraversando il mito come una memoria collettiva che ritorna. La scrittura scenica alterna racconto, coralità e frammenti emotivi in un movimento continuo tra tragedia classica e sensibilità contemporanea.

Eumenidi. Tutta, tutta del padre io sono non cerca risposte definitive: apre domande. Sul potere, sull’origine delle regole che ci governano, sui rapporti tra giustizia e violenza, sul modo in cui il femminile e il maschile — intesi come forze simboliche, profonde e contraddittorie — continuano a modellare il nostro sguardo sul mondo.

SPETTACOLO
Giovedì 22 ottobre 2026 | ore 20.45
Rassegna Prosa

CREDITI
ispirato a “Eumenidi” di Eschilo
regia Serena Sinigaglia
adattamento drammaturgico Serena Sinigaglia e Gabriele Scotti
traduzione del testo greco a cura di Maddalena Giovannelli e Nicola Fogazzi
con Francesca Ciocchetti, Matilde Facheris, Maria Pilar Pérez Aspa, Arianna Scommegna, Giorgia Senesi, Sandra Zoccolan, Debora Zuin
scene Maria Spazzi
costumi Emanuela Dall’Aglio
luci Alessandro Verazzi
cori Francesca Della Monica
Sound design e musiche Lorenzo Crippa
movimenti Alessio Maria Romano
assistente alla regia Elena Riccardi
assistente alle scene
assistente ai costumi Ilaria Strozzi
assistente ai movimenti Stefano Carenza
sarte realizzatrici Anna Gaiti e Ludovica Gavioli
foto Serena Serrani
produzione ATIR, Nidodiragno/CMC produzioni e Teatro Carcano

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M’ILLUMINO D’IMMENSO

“M’illumino di immenso” è uno dei versi più conosciuti dell’ermetismo e di Ungaretti. Lo spettacolo è la raccolta quasi antologica di frammenti coreografici, evocativi e misteriosi. Un lavoro sulla pienezza dell’essere nelle sue varie accezioni, brevi eventi coreografici dove la contemplazione e l’esplorazione attiva di dimensioni della realtà fisica e metafisica,  rivelano differenti percezioni ed interpretazioni del concetto di illuminazione  e del suo produrre armonia di corpo e spirito.

BECOME OCEAN
Quando vidi l’oceano per la prima volta, sulle spiaggia di Kovalam in Kerala fui travolto dall’emozione, pervaso dal fragore delle onde. Fu come incontrare un amico vagheggiato sin dall’infanzia: sulla riva non trattenni le lacrime, abbracciai la marea e diventai oceano … immenso. Raphael Bianco

DIALOGO CON L’OMBRA
La mia ombra è lo specchio, il riflesso, in negativo o in positivo, delle mie emozioni, desideri, pulsioni. Un dialogo fra due misteriose dimensioni del mio essere, un confronto che  a volte mi ferisce ma forse perché cerca ciecamente, maldestramente, caparbiamente, disperatamente: un’armonia. Meraviglioso ritrovare la quiete dello spirito. B.R.

PROMISED LAND – frammenti di un viaggio di esilio e speranza
Camminiamo senza sosta, verso un miraggio che è l’unica certezza, lasciamo ciò che ci è stato tolto, negli occhi sono impresse indelebili le memorie, sempre più lontana quella piccola o grande casa, la nostra terra: la nostalgia indurisce i nostri cuori … Cerchiamo solo  la dolce sensazione di abbandonarci in uno spazio per noi: senza paura, solo  la  morbida carezza del nostro ed unico suolo. Leah Par – profuga della vita

SPETTACOLO
Domenica 21 marzo 2027 | ore 20.45
Rassegna Danza

CREDITI
ideazione e coreografia RAPHAEL BIANCO
musiche Pëtr Il’ič Čajkovskij, John Luther Adams, Meredith Monk
danzatori Compagnia EgriBiancoDanza
produzione Fondazione Egri – Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la Danza
con il sostegno di MìC – Ministero della Cultura, Regione Piemonte

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MORTE ACCIDENTALE DI UN ANARCHICO

Tra i testi più celebri, irriverenti e attuali del teatro italiano, Morte accidentale di un anarchico di Dario Fo continua a conquistare il pubblico di tutto il mondo con la sua straordinaria miscela di comicità, satira e impegno civile. Un’opera diventata un classico del teatro contemporaneo, capace ancora oggi di divertire, provocare e far riflettere con la stessa forza di oltre cinquant’anni fa.

Tutto prende avvio da un episodio realmente accaduto: nel 1921 un emigrante italiano perse la vita precipitando da una finestra di un edificio della polizia di New York. Dario Fo utilizza questo fatto come spunto iniziale per costruire una delle sue opere più celebri. Dietro il titolo volutamente beffardo e paradossale si nasconde però un riferimento ben più vicino alla storia italiana: la morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli, precipitato nel dicembre del 1969 da una finestra della Questura di Milano durante gli interrogatori seguiti alla strage di Piazza Fontana.

Da questa vicenda tragica nasce uno spettacolo che rappresenta uno dei punti più alti del teatro civile italiano. La genialità di Dario Fo consiste nel trasformare una storia oscura e dolorosa in una macchina comica perfetta, capace di alternare risate incontenibili e improvvisi brividi. Attraverso il linguaggio della farsa, il grottesco e il paradosso, l’autore costruisce una satira feroce contro le distorsioni del potere, le verità manipolate e le versioni ufficiali che non riescono a convincere.

Al centro della scena c’è il Matto, uno dei personaggi più straordinari usciti dalla penna di Fo. Affetto da una irresistibile forma di “istriomania”, ovvero il bisogno compulsivo di assumere continuamente identità diverse, il protagonista diventa un moderno giullare che utilizza travestimenti, inganni e improvvisazioni per mettere alle corde commissari, agenti e funzionari di polizia. Con intelligenza, ironia e una logica apparentemente folle, il Matto smonta una dopo l’altra le contraddizioni dei suoi interlocutori, costringendoli a confrontarsi con le proprie menzogne.

In questa nuova produzione il personaggio è interpretato da Lodo Guenzi, protagonista di una prova scenica che raccoglie l’eredità del teatro di Fo e la rinnova per il pubblico contemporaneo. Guenzi guida una vorticosa girandola di equivoci, colpi di scena e trovate comiche, restituendo tutta la modernità di un personaggio che continua a incarnare lo spirito critico e anticonformista del teatro d’autore.

Ciò che rende Morte accidentale di un anarchico un’opera ancora oggi così potente è la sua capacità di trasformare il riso in uno strumento di conoscenza. Dietro le gag, le situazioni assurde e i dialoghi irresistibili si nasconde infatti un rigoroso lavoro di documentazione. Dario Fo costruì il testo partendo da verbali, testimonianze, articoli di giornale e atti processuali, utilizzando la comicità per mettere in discussione le versioni ufficiali dei fatti e invitare il pubblico a esercitare il proprio spirito critico.

L’allestimento originale interpretato da Fo divenne rapidamente un fenomeno teatrale senza precedenti, con centinaia di repliche sold out e un forte impatto sul dibattito culturale e politico dell’epoca. Ancora oggi l’opera continua a essere rappresentata nei teatri di tutto il mondo, confermandosi uno dei testi più importanti della drammaturgia europea del Novecento.

La critica ha sempre riconosciuto in Morte accidentale di un anarchico una straordinaria capacità di fondere intrattenimento e riflessione. Il Matto viene spesso descritto come l’erede moderno della tradizione dei giullari, una figura capace di dire la verità attraverso il paradosso e la comicità. È proprio questa apparente leggerezza a rendere ancora più incisivo il messaggio dello spettacolo, che continua a interrogare il pubblico sul rapporto tra potere, giustizia, informazione e responsabilità collettiva.

Tra comicità sfrenata, satira corrosiva e teatro di denuncia, Morte accidentale di un anarchico rimane uno spettacolo necessario, capace di parlare a generazioni diverse e di dimostrare come il teatro possa essere insieme divertimento, memoria e coscienza civile. Un grande classico che continua a vivere grazie alla forza della scrittura di Dario Fo e all’energia di interpreti capaci di restituirne tutta la straordinaria attualità.

SPETTACOLO
Giovedì 4 febbraio 2027 | ore 20.45
Rassegna Prosa

CREDITI
regia GIORGIO GALLIONE
con Lodo Guenzi, Matteo Gatta, Eleonora Giovanardi, Alessandro Federico, Marco Ripoldi, Roberto Rustioni
scene di Guido Fiorato
luci di Andrea Violato
costumi di Francesca Marsella
assistente alle scene Francesca Marsella
aiuto regia Riccardo Iellen
realizzazione scenografie Officina Scenotecnica Gli Scarti
organizzazione Alessandro Beltaro e Anna de Martini
amministrazione Morena Lenti e Riccardo Rossi
macchinista Albero Tizzone
elettricista Michele Forni
ufficio stampa Maddalena Peluso
social media Gaia Giardina
una produzione di Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito con Nidodiragno/CMC
produzioni in co-produzione con Teatro Carcano e Fondazione Sipario Toscana Onlus-La città del Teatro
e con la collaborazione di Argot Produzione
un ringraziamento speciale alla fondazione Dario Fo e Franca Rame
progetto grafico nduja design studio con disegno originale di Dario Fo

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