Articolo di Sofia Bettocchi:



Emanuele Gregolin artista di Saronno presenta la sua mostra. Insieme a lui anche la compagnia Helianto, che si pone come obiettivo quello di trasmettere l’arte e la cultura. Un’intervista in cui racconta la sua vita e la sua mostra.

Come e quando inizia il tuo percorso artistico?
Nel 1995, a Saronno

Cosa c’è dentro Emanuele?
90 aforismi che ho raccolto negli anni e poi ho deciso di pubblicarli.
Questi sono riflessioni legate a vari temi che voleva portare allo scoperto. Uno dei temi è quello della riflessione sull’arte.

Musica e pittura: che rapporto c’è?
Da quando ho 8 anni ho iniziato a suonare il pianoforte.
La musica è qualcosa di irrinunciabile.
In una delle sue opere rappresenta un pianoforte, con un buco, i colori della musica. La musica è una tavolozza di colori.

A COME A:
Nato per scherzo, ma seriamente
A come aforismi, ma come tante altre cose
Il libro ha tre colori: il rosso,il bianco e il nero: fondamentalmente i colori della vita.
Il rosso che rappresenta la vita, il bianco l’indifferenza e il nero la sparizione o la morte

Che ruolo ha l’arte e l’artista in questo periodo?
Ognuno deve avere una testimonianza da dare, l’artista lascia i segni, segni di poesia e di creare una sua realtà.
Quello che manca oggi è l’ironia, che è tipica degli artisti.
Oggi è difficile, poi, porre attenzione e fermarsi a riflettere.

Oggi, ci sono sono diverse declinazioni di arte o come linguaggio capace di trasmettere linguaggi ed emozioni. Quali sono le emozioni che senti e voi trasmettere? Quali sono i segni che vuoi lasciare?
Si pensa sempre che l’artista sia un grande folle.
Ho iniziato la mia attività intorno agli anni ‘90 con gli interni, intesi come spazi della nostra vita.
Diversi sono i temi affrontati da Gregolin: il tema della figura, il tema del paesaggio e quello del corpo.

Come pensi che si possa collocare un artista nel mercato contemporaneo?
Ogni secolo ha la sua storia. C’è troppa distrazione, quasi si perdono le emozioni. Dobbiamo ricercare presenze diverse, ritorno a ritmi diversi.

Dalla pittura alla scrittura: come mai questa scelta di scrivere e pubblicare un libro composto da aforismi?
Mi è sempre piaciuto scrivere, scrivere poche cose per dirne poche.
Pensiero fissato su carta. Diversi sono i temi affrontati(società, amore, artisti, politica…)
La religione non dev’essere una croce

È sempre presente una amara ironia, è questo quello che tiene legato tutto il libretto?
Si. Superare noi stessi per superare gli altri con atteggiamenti di ironia costruttiva

Aforismi con la bellezza
“La bellezza salverà il mondo” – Dostoevskij
“La bellezza sta negli occhi di chi guarda” -Goethe
La bellezza è un senso. Sempre volontà di costruire qualcosa, non distruggere.
L’arte, però, è anche denuncia.
L’arte, è anche passione per la variazione.

Idee e progetti per futuro
Ogni giorno penso a quello che vorrei aprire domani.
Lavoro al ciclo “Pagine”, sul piccolo formato. Pagine di giornale collezionate certe immagini e certe frasi – diario continuo

Alla fine dell’intervista Simone Giarratana e Chiara Angaroni hanno letto alcuni aforismi, con una rappresentazione teatrale.
Leggendo questi aforismi sulla nostra società hanno fatto capire come oggigiorno l’uomo è assorbito dalle tecnologie, senza accorgersene.

 

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